Socrate: “Conosci te stessa/o”

La psicoterapia psicoanalitica sembra essere la tecnica più appropriata al fine di facilitare la donna e l’uomo ad appropriarsi, sia psichicamente che a livello interiore, del Self e quindi di se stessi per avere una maggior padronanza del proprio mondo interiore, dei propri meccanismi di difesa, delle proprie reazioni come conseguenza di ciò che è stato tramesso dalle esperienze passate.

Si ottengono buoni risultati lungo il processo di cura solo se non ci sono, da parte della persona stessa, troppe resistenze, ma piuttosto primeggia nel Sè la collaborazione e la complicità, per rafforzare la propria autonomia, nonché governo rispetto ai vissuti persecutori, ansiogeni e depressivi.

Tanti sintomi occasionali non hanno in tal caso più bisogno di esistere, se l’armonia con se stessi migliora.

Anche il proprio corpo dovrebbe migliorare e predisporsi al meglio.

La sessualità può avere un ruolo importante per migliorare il benessere del corpo.

La masturbazione femminile e maschile sembra contribuire alla conoscenza di Sè.

Valenti endocrinologi, che si occupano di sessualità e la studiano attentamente, confermano decisamente che la masturbazione non solo offre un contributo alla conoscenza corporea, ma anche psichica di Sè.

In altre parole, i preconcetti del passato sono stati completamente rovesciati dalla scienza.

La masturbazione però è ancora considerata un tabù sociale quando nella storia greco-romana e in quasi buona parte del mondo pagano e non pagano era una prassi non proprio scandalosa per molti secoli.

Ancora in molti giovani domina la vergogna, ma il ritardo della sessualità può provocare maggiori inibizioni con il passare del tempo.

Lungo tutto il periodo della storia della Controriforma e alla fine del 700 attraverso tutto l’800 invece, la masturbazione in Europa era fortemente condannata.

I ragazzi di buona famiglia venivano persino legati e immobilizzati nel letto affinché non potessero toccarsi e i medici, pieni di pregiudizi, prevedevano sventure fisiche su tale argomento e suggerivano punizioni educative, ecc..

Freud permise una forte de-colpevolizzazione sull’argomento e riguardo a chi si masturbava, ristabilendo il rispetto scientifico di tale pratica onanistica.

Il termine isteria, per quanto riguarda la donna, evocava l’ovvio collegamento con l’utero e, secondo la psichiatria, la svalutazione di questo organo che viene ignorato riguardo al piacere che la donna sessualmente potrebbe provare, indicando una frustrazione dovuta alla repressione della naturale sessualità femminile.

Divertente è il film Hysteria del 2011 di Tanya Wexler che mostra come la società vittoriana, mentre proibiva la masturbazione femminile da un lato, la incoraggiava dall’altro, a patto però fosse stato il medico a praticarla sulla donna stessa, opportunamente preparata per l’intervento medico.

Molti studi medici accoglievano le pazienti depresse e ansiose, o con altri sintomi nevrotici, e usando strani tipi di dildo come strumento che permetteva di soddisfare le pazienti, diventavano, dopo l’ottenuto orgasmo, sia felici che soddisfatte.

Inizialmente erano le mani del medico che, conoscendo l’anatomia vaginale, sapevano come fare, mentre le donne non avevano mai osato avvicinarsi alla loro vagina.

Naturalmente si dimostrava che molte di loro non conoscevano quasi niente del proprio corpo anche perché la morale dell’epoca ne vietava l’intima ispezione.

Ormai sappiamo che le donne provano un piacere orgasmico in modo molto differente, mentre gli uomini in modo all’incirca quasi uguale.

Il modo di masturbarsi può essere molto diverso e spesso i sessuologi non esitano a incoraggiare il modo migliore senza esitazioni per favorire anche compensazioni al dolore e un miglioramento psicologico dell’autostima.

La stimolazione del clitoride esterno ed interno e contemporaneamente vaginale sembra essere il più preferito dalle donne e insieme le sensazioni gradite provocano la secrezione di endorfine anche in modo copioso e diffuso di piacere.

La conoscenza di se stessi anche attraverso la coscienza del corpo e delle reazioni al piacere, così come al dolore, cui la donna è spesso abituata per fisiologia, rende più ricca anche la coppia di persone che condividono una relazione amorosa.

La libertà di esprimere sentimenti anche con gli atti, in questo caso sessuali, può completare anche la relazione.

Le masturbazioni compulsive sono sempre e tutte sconsigliate perché riguardano il bisogno urgente che va scoraggiato nell’immediato appagamento, in tutti, ma è meglio incoraggiare solo il desiderio che è più profondo, pervasivo e convincente.

Si mangia perché si ha fame e si desidera mangiare anche con la mente: non incoraggiare a riempire tutti i vuoti insaturi perché il soggetto teme il vuoto come nel caso della bulimia nervosa.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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