Amori indelebili

Le persone romantiche che molti anni prima hanno amato un partner la cui storia passionale si è interrotta, ma non evidentemente per loro conclusa, sognano, e sanno di sognare, di tornare con il partner, magari dopo una storia che hanno rifiutato o che li ha spaventati.

Così mi è stato raccontato più volte da uomini e donne non più tanto giovani, magari già donne sposate con figli grandi, oppure single che hanno avuto un ripensamento sulla loro vita.

Mi viene in mente quella romanticissima ballata, Valzer di un amore cantata dalla bella voce di Fabrizio de Andrè.

Le parole del valzer sono tanto tristi quanto nostalgiche, ma piene di sentimenti: … quando carica d’anni e di castità tra i ricordi e le illusioni del bel tempo che non ritornerà, Troverai le mie canzoni…

E’ chiaro che queste persone sanno che le loro evocazioni e apparenti promesse di un possibile ritorno di una storia rappresenta un illusione.

Si tratta di un’illusione che fa loro bene perché è sotto il loro controllo, nel senso che riconoscono l’illusione e non riguarda affatto di una immaginazione che conduce inesorabilmente alla dolorosa e a volte disastrosa disillusione.

Sempre nel rimanere sul triste, ho visto quel bellissimo film di Truffaut: la signora della porta accanto (La femme d’à côté) che è un film del 1981 girato a Grenoble, nel quale il tema della passione, nonostante i reciproci matrimoni avvenuti di entrambi i partner, i protagonisti scoprono di non poter vivere l’uno senza l’altro e che il loro amore non è mai spento; il finale è drammatico.

Truffaut era perentorio! Passione felice e realizzata o spesso idee di morte.

Dunque meglio sognare di tornare assieme, piuttosto che anche solo pensare alla morte di entrambi.

Certo che per quanto so in genere, sarebbe meglio togliere dalle aspettative dell’altro le illusioni, quasi sicuramente per l’età dei partner e vari legami sarebbero sicuramente irrealizzabili per evitare il dolore e il fallimento insito in un progetto non concreto.

Ma quando l’allusione al ritorno di una storia romantica e passionale consapevole è soltanto indice di un rammarico o di una nostalgia, pensare di non lasciarsi più sembra essere soltanto un modo per dichiararlo con l’affettività che parla dentro di noi: sarai sempre mio per l’eternità.

Questo modo di comunicare non offre una speranza concreta sul futuro, cioè una vera illusione alimentata da una speranza di fatto, ma il sentire qualcosa che deve trovare un’espressione suggestiva e significativa.

Colgo l’occasione per dire che l’idea che l’amore sia eterno può confermare in alcuni anche il desiderio di non invecchiare, di vivere per l’eternità e allontanare i segni di una anzianità indesiderabile, e per questo, per  molte persone desolante, indice di perdita e di rinuncia irreversibile della vita.

Questa situazione comprensibile di per sé, indica anche perché noi possiamo sentire di amare più persone nella stessa vita contemporaneamente.

I nostri interlocutori interiori (la mente è gruppale), ci permette di coinvolgerci affettivamente con più persone che sono amate e desiderate in modi diversi e per ragioni differenti, non per questo meno importanti per l’uno e per l’altro.

La saggezza potrebbe orientarci alla rinuncia di molte persone che potrebbero piacerci, a volte maggiormente di altre conosciute dopo le prime, che sono state occasione di matrimonio, e non permettere una preferenza non sempre chiara e dominante.

La pena di tale confusione e messe in atto può promettere un futuro e un differente dolore e delusione.

Spesso garantisce un’ossessione che consiste nel domandarci se abbiamo sbagliato la nostra scelta.

Più ce lo domandiamo e maggiormente la nostra ossessione cresce in noi stessi.

Però non si sa mai: qualche volta i desideri chiusi in fondo al cuor si avverano, come dice la canzone che accompagna il film di  Cinderella.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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