Bisogno e desiderio nel sogno

Personalmente tendo a ben distinguere tra bisogno e desiderio nelle azioni degli esseri umani.

In passato anche Freud non faceva distinzione tra i due termini.

Un sogno, diceva Sigmund Freud, realizza sempre in modo allucinatorio un desiderio, anche quando il suo contenuto manifesto non vi appare immediatamente riconducibile.

Fin dalla sua nascita la psicoanalisi ha considerato il sogno come la via regia per entrare nel mondo dell’inconscio.

Da allora i progressi della psicoanalisi sono stati tantissimi.

Rimane che il mondo inconscio è come nel sogno senza regole logiche.

Non esiste nella sfera dell’inconscio e del sogno alcuna grammatica, sintassi, spazio, né tempo, ma esiste la libertà di esprimere quel che nel bene e nel male sta nella fantasie.

L’immaginazione che ci tormenta e che prevale in noi nella mente, anche le nostre aspirazioni, spingono e creano le fantasie affinché ciò che non ci piace venga sdrammatizzato e quel che ci piace venga realizzato o si avvicini a ciò, e cioè alla sua realizzazione.

In altre parole, il sogno rivisita quel che è in subbuglio dentro di noi; questo tentativo di aggiustamento avviene a livello psicosensoriale, non soggetto alle regole della ragione che a sua volta collabora con il reale costituito da normative rigide e coscienti.

I bisogni primari si muovono nel mondo interno e di solito sono inconsci.

La forza degli impulsi, spesso onnipotente e spinta del bisogno, è particolarmente forte perché poco controllata da ciò che è cosciente, dalle normative, al di là della irriducibile dimensione fortemente pragmatica e materiale della vita quotidiana.

Se ci piace una ragazza o un ragazzo possiamo non trattenerci dall’immaginare di essere visti dagli occhi dell’altro altrettanto attraenti, ma anche di sbagliare completamente e ingannarci.

Si può prendere un’ardita iniziativa, come invece indovinare correttamente il desiderio di relazionarsi in modo positivo e con successo.

Ciò che ci attrae fortemente viene impulsivamente messo in atto, cioè generando una spinta in avanti e spesso ciò induce ad una fuga del pensiero attraverso un’azione impulsiva.

Fino a qui stiamo parlando di bisogni.

Gli animali spesso non possono distinguere i loro bisogni, anche se non sarebbe del tutto esatto.

Quando un cane è condizionato dagli insegnamenti del suo genitore-padrone obbedisce per il desiderio di compiacerlo e per non perdere il suo amore.

I desideri si distinguono dal fatto che includono i bisogni ma sono distribuiti e pervasi nella nostra personalità e nel nostro pensiero, nelle nostre convinzioni e nostro intento, cosicché siamo felici se riusciamo a soddisfare tutte queste aree della nostra personalità.

Possiamo affermare che i desideri sono il risultato di una certa elaborazione che ci ha portato alla convinzione su ciò che facciamo.

Spesso però le evoluzioni psichiche non sono così lineari.

C’è spesso conflitto tra alcuni bisogni e desideri.

Nell’area del cibo molte persone sono in difficoltà.

Mi appago mangiando quel che vorrei, che il mio stomaco richiederebbe!

Oppure: mi astengo coerentemente dal mangiare dolci perché penso di aver mangiato abbastanza! Aggiungendo un gelato inoltre aumenterei il mio peso, contravvenendo alle regole prefissate dalla mia dieta!

La contraddizione tra bisogno e desiderio è frequente.

Spesso quando i bisogni sfuggono al controllo del desiderio e diventiamo dipendenti.

Le compulsioni psicopatologiche sono una triste conseguenza: tossicodipendenze, drunkoressia, internet dipendenze, shopping compulsivo, gioco d’azzardo, disposofobia (non posso buttar via niente), omofobia, sessuofobia, bulimia e anoressia, dipendenze affettive e tante altre.

La patologia del bisogno non ha un vero oggetto che deve essere raggiunto.

Lo scopo e saturare un senso di vuoto più o meno riconoscibile.

Il desiderio invece ha obiettivi chiari da raggiungere o che si chiariscono nel tempo.

Il sogno è allora uno dei linguaggi più espressivi più del bisogno, ma anche parzialmente del desiderio che alberga nel mondo interno.

Perché il sogno è molto utile in psicoanalisi?

Già Freud diceva che era la via più breve per conoscer l’inconscio e quindi ciò che in noi è dietro l’angolo.

Attraverso simboli, metafore, sostituzioni, condensazioni e associazioni, si può interpretare cosa alberga fondamentalmente in noi.

La psicoanalisi cura le difficoltà psichiche dei bisogni più appartenenti all’epoca infantile che quelli tipici dell’epoca adulta più in connessione con il reale e il logico.

I meccanismi rimossi, grazie all’attenzione dello psicoanalista, si ripetono nelle varie sedute, in modo non altrimenti riconoscibili.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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