Res estensa e res cogitans

Il filosofo Cartesio nel 1618 elaborò nel suo trattato tra i vari concetti quello della res cogitans intendendo con tale descrizione, riguardo all’essere umano, il suo pensiero, la sua psiche, e tutto quello che concerneva la sua spiritualità, riflessione, elaborazione delle idee, progettazione, immaginazione, fantasia e comprensione umana.

Cartesio considerava di grande valore il pensiero umano, mentre vedeva limitato la res estensa come estensione del mondo concreto sia umano e sia non umano dell’anatomico a tutto ciò che è tangibile.

Questa divisione è ancora attuale ai nostri tempi, non nel senso cartesiano, ma nella concezione divisoria che vede sempre pensata dalla maggior parte della gente come se il corpo fosse separato mente.

La medicina di diversi anni or sono trascurava i problemi che si collegavano alla psiche come inesistenti: alcuni medici, quasi si offendevano quando s’accorgevano che venivano sottoposti alla loro attenzione sintomi d’origine psichica.

Si rivolgevano ai pazienti, quasi seccati, limitandosi ad affermare che la loro malattia era inconsistente e considerata nulla.

Oggi negli studi scientifici di medicina compaiono esami e citazioni su meccanismi psichici di fisiopatologia che richiamano i neurormoni trasmettitori connessi con le emozioni e lo psichismo che agisce nelle azioni e nei comportamenti.

Sappiamo oggi che neuroni, cioè le cellule nervose, agiscono non solo nel cervello, ma anche nell’intestino, dove sono anche collocati. L’intestino è infatti anche considerato il secondo cervello.

Oggigiorno sul piano psicopatologico non ha più senso parlare di psicosomatico o somatopsichico perché l’organismo, non solo umano ma anche di altri mammiferi, è più complesso di quanto si credesse un tempo, ma si considera un tutto unico.

Metaforicamente si potrebbe paragonare alla Piramide di Cheope, osservando che se si vede da un lato o dall’altro, da vicino, dall’alto di un drone o dal basso, è sempre la stessa Piramide.

Corpo e mente sono l’espressione l’uno dell’altra (W. Bion).

Anche l’omeopatia non osserva separatamente nella cura i preparati proposti.

Si tocca il corpo e si agisce su di esso con certi strumenti più o meno sofisticati secondo la medicina moderna che opera con precisione anche a distanza dal paziente; ma l’approccio psichico offre possibilità di cure altrettanto sofisticate sullo stesso organismo, osservandolo da un’altra distanza.

Gli studi scientifici hanno sancito dunque che la Res Cogitans e Estensa sono sovrapposti.

Tutto ciò che si riferisce all’unità dell’organismo non significa che non sia necessario che esista nell’ambito della Sanità, considerando la complessità delle materie scientificamente studiate con il massimo rispetto della collegialità dei vari colleghi.

In futuro sono convinto che persino i cibi di cui ci nutriamo dovranno essere adattati in modo individuale a ciascuna persona.

Pensiamo al cambiamento del clima, a quante allergie si conoscono oggi e che spuntano all’improvviso, meravigliando medici e persone.

Non tutti i cibi fanno bene allo stesso modo e per tutti ci sono controindicazioni.

La cucina mediterranea appare tra le migliori del mondo.

Mi sembra la dieta più equilibrata che include tutti i tipi di cibo in natura.

Ma esiste la dieta dei soli vegetali, delle solo proteine e viene apprezzata la dieta degli zuccheri e dei carboidrati e allo stesso tempo tutto contraddetto e condannato.

Chissà in futuro se la dieta alimentare diverrà un vestito su misura?!

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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