Appassionandosi il tempo scorre velocemente

La dopamina, è un neuro-tramettitore, cioè un ormone prodotto dall’ipotalamo che accelera l’organismo in parecchie sue funzioni come l’attenzione, memoria, ma anche pressione arteriosa, e il battito cardiaco.

Sono le emozioni che stimolano la produzione di alcuni ormoni come certe catecolamine tra le quali la stessa dopamina.

La dopamina si rivela anche come uno degli ormoni del piacere e della ricompensa psicologica.

Si può quindi comprendere che se ci coinvolgiamo emotivamente in ciò che facciamo, il tempo scorre per noi più velocemente.

Naturalmente si tratta di uno scorrimento temporale a livello psicologico.

Spesso persone che si conoscono di mezza età, incontrandosi per la strada dopo un po’ di tempo che non si vedevano esclamano quel che nella canzone di Frank Sinatra si osserva: the time goes by, cioè che il tempo corre veloce, il tempo vola, passa in fretta e noi non ce ne accorgiamo: a mio parere significa che le persone a cui il tempo passa velocemente, tutto sommato, hanno vissuto eventi coinvolgenti e varie trasformazioni delle epoche della loro vita e che tutto è trascorso in un baleno. Di solito chi ha vissuto eventi sgradevoli, ne parla tristemente e sottovoce.

Perché il tempo passa velocemente nei casi di coinvolgimento emotivo?

Secondo alcuni studiosi australiani la dopamina accelera alcune connessioni neuroniche e sinaptiche del cervello e per questo si percepisce una minore distanza tra gli eventi che accadono.

Le vacanze divertenti appaiono brevi, ma ripensandoci durante l’inverno si sono svolte molte situazioni curiose che vengono invece ricordate per anni e sono ripetute in molte sere di inverno quando prevale la monotonia delle emozioni.

Le professioni interessanti scelte da chi le pratica appassionano e chi può praticarle è fortunato: a volte però la dopamina e la noradrenalina si sprigionano troppo e allora si innesca un meccanismo perverso di tipo compulsivo, cioè non riuscire a smettere di lavorare.

Itso significa in inglese Inability to swich off, cioè, Incapacità di disconnettersi dal lavoro.

Workaholic ha a che fare in generale con la dipendenza dal lavoro. Certo quel lavoro può appassionare, ma direi che il piacere sia ritrovabile in esso nell’effetto di questi ormoni in particolare la dopamina e l’adrenalina che vanno in circolo nell’organismo e funzionano come stupefacenti autoprodotti dall’impegno iper-manicale.

Si istaura così un circolo vizioso. Lavoro, eccitazione, ——-> Dopamina e altri neurormoni, —–> ricompensa, ——-> Comportamento perfezionistico, ——> Incapacità di smettere.

Alcune persone prendono alla lettera ogni compito che viene affidato dalla Azienda che spesso non valuta il perfezionismo dell’esecutore e la mole di lavoro affidategli.

Questi dipendenti esecutori del compito sentono il senso del dovere anche troppo e si ammalano lavorando in eccesso, al contrario di certi lavativi che trascurano quel che dovrebbero fare.

Comunque la giusta misura mi sembra quella di apprezzare consapevolmente quel che piace ea appassiona, riconoscendo di aver conquistato anche con sacrifici quel che si desiderava. Non per questo si dovrebbe abusare la vorando troppo, non cedendo mai alla propria eventuale avidità.

Il tempo scorre veloce, ma sole persone sono in pace con se stesse.

La propria creatività aumenta con gli anni e le soddisfazioni aumentano non penalizzando la propria salute.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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