La simpatia, empatia tra le persone

Nasce nei primi istanti di un incontro, di una conoscenza.

Penso che la simpatia in una relazione iniziale scaturisca dal sentimento spontaneo e pulsionale che implica una spinta a interessare l’altro o gli altri.

I motivi di tale interesse emotivo implicano il coinvolgimento di sensazioni piacevoli che suscitano attrazione umana.

La simpatia non va confusa con l’empatia anche se è imparentata a tale emozione.

L’empatia è meno attrattiva della simpatia e si base sull’identificazione compatibile con l’altro, tramite un meccanismo proiettivo e introiettivo che permette di comprendere molto bene ciò che l’altro sente e prova, nonché il suo modo di funzionare con il pensiero.

La mimica espressiva di chi comunica con noi contribuisce a meta-trasmetterci messaggi compatibili.

 I neuroni specchio del nostro cervello, relativamente di recente scoperti dagli scienziati, contribuiscono a riflettere in noi le emozioni dell’altro, sia simpatia sia empatia.

Lo psicoanalista in genere dovrebbe provare più empatia che simpatia, anche se non si può impedire che il sentimento di simpatia sia escluso.

Già Galeno, medico greco del secondo secolo dopo Cristo intuì studiando alcuni nervi cranici contenuti nella scatola cranica che esisteva un sistema simpatico da cui estrapolò il concetto di simpatia. 

La simpatia era intesa come funzione di interconnessione e cooperazione tra le varie parti del cervello e poteva essere in qualche modo comunicata psichicamente agli altri sotto forma di sentire insieme umanamente, e escludendo la parte bestiale di noi.

La simpatia, sebbene muova alcune pulsioni emotive, alimenta anche potenziali condivisioni che, a loro volta, accendono un’attrattiva e misteriosa attesa, promettendo una futura relazione.

L’antipatia infatti è una emozione di simpatia invertita o al contrario.

Simpatia ——->   <——-Antipatia

In primo luogo pensiamo che ciò che ci rende antipatici è mettere l’accento sul nostro Ego più del minimo necessario limitato a ciò che può farci relativamente conoscere. Spesso parliamo troppo di noi e non chiediamo niente all’altro.

Spesso facciamo cose per il nostro interesse, ignorando in parte l’altro, ecc.

Cerchiamo invece di pensare che non abbiamo motivo di essere insicuri nella situazione relazionale e di essere artificiosii: perché non ascoltare attentamente cosa ci comunicano gli interlocutori?

Perché non prendere il nuovo incontro come una nuova relazione occasione nuova e propizia?

Cerchiamo di non essere impacciati con le mani e con la bocca e occhi.

Cerchiamo di essere generosi, per quanto si può in quella occasione.

Consideriamo che la spontaneità è più semplice e fluida e che non abbiamo bisogno di nasconderci, ma di tradurre i nostri sentimenti in maniera adatta.

Qualche battuta spiritosa, se ci viene spontanea solo quando siamo rilassati, aiuta la nostra simpatia.

La simpatia televisiva o a distanza può essere erronea. Non basta comunque per intraprendere relazioni amorose.

Una conoscenza più profonda sarebbe necessaria, al di là del colpo di fulmine.

Tuttavia vediamo che un volto con le sue espressioni simpatiche può attrarre molto, tanto che molte persone scelgono un film sulla base di una simpatia per un attore piuttosto che su criteri più affidabili.

In un certo senso la simpatia può vincere in politica e di sicuro muove una certa parte dell’economia e della politica mondiale.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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