Come va la via sessuale dei giovani e meno giovani?

Lo psicologo americano Jean M. Twenge nel suo libro Interconnessi, tradotto in Italia da Einaudi, sostiene che la frequenza amorosa dei giovani sia diminuita rispetto ai tempi in cui non esistevano i social e l’uso di molte app, sia in internet, sia attraverso altre modalità di contatto erotico.

Tinder per esempio, anche secondo studi svolti a La Sapienza Università di Roma, avrebbe ottenuto nel mondo 100 milioni di contatti e 12 milioni di avvenuti incontri complessivi.

Il dr. Twenge sostiene che gli incontri sessuali sono in diminuzione e che la loro qualità è assi ridotta.

I giovani, soprattutto i maschietti, sono in difficoltà.

Alcune delle cause dimostrate che possono influire sui giovani sono l’uso di farmaci quali ansiolitici o antidepressivi, spesso alcol e fumo di sigaretta, nonché di antidolorifici come i fans per la fragilità psichica dei nostri tempi.

La crisi economica globale, anche se non di tutti Paesi, l’abuso di vita sedentaria, l’abuso della TV, di Internet e delle varie piattarforme digitali, del cibo spazzatura e delle irregolarità dei pasti del distress, riduce la passione per il sesso e gli affetti invece sarebbero desiderati fortemente, ma non sono cercati con chiarezza perchè inibiti…

Si ricorre all’uso di presidi quali i vasodilatatori sessuali che funzionano molto, ma in molti casi per aumentare solo la masturbazione nel maschietto, che in molti casi sembra preferire piuttosto che avventurarsi verso nuove esperienze.

Gli uomini di mezza età e oltre sembrano più fortunati dei giovani, dato che il passato manterrebbe in loro vivi certi desideri ancora avvolti dal mistero e dalla magia che copre per loro ancora il sesso.

L’avventura, che un tempo consisteva da parte dei maschietti di provare a conoscere una ragazza in base all’attrazione che loro sentivano e in base alla conversazione che poteva affascinare, sembra venuta meno nei gruppi dei giovani.

Le ragazze sono più coraggiose e in questo senso sono più promotrici di nuovi incontri.

Naturalmente escludiamo i giovani che fanno uso di stupefacenti che, dopo un po’ di tempo durante il quale consumano sostanze, le preferiscono mediamente al sesso.

Perché è diffusa tanto iposessualità nel pianeta?

La libertà sessuale in senso consumistico è in aumento insieme alla iposessualità, ma anche alla ipersessualità. Ciò significa che il sesso è un bene naturale e biologico che si può avere più facilmente di un tempo, si può dignitosamente rifiutare, svolgere e combinare in un’infinità di maniere, senza costrizioni, senza censure, senza colpe…

Aumentano però le responsabilità, proprio perché c’è tanta libertà di mercato.

Si tratta di pensare a come spesso viene rappresentato dai giovani; non più come ricerca di qualcosa di meraviglioso, di oceanico, di universale, una sensazione che ti fa uscire dal meschino, che ti porta a un piacere annientante in pochi istante, l’orgasmo, che è sublime e accecante, tanto appare stordente e luminoso.

Il contesto largo per alcuni giovani è scontato e dispersivo. Largo significa che c’è un’assoluta potenziale libertà di usufruire del piacere, però poco contenitivo. Infatti in tanto spazio non si è contenuti e ci si può disperdere.

Pensiamo di trovarci in un immenso ristorante dove sui vari tavoli siano raccolti e cucinati in maniera diversa tutti cibi del mondo, dai carboidrati con tutte le paste, alle proteine con tutti tipi di carni e di pesci e poi alle verdure e i frutti.

Immaginiamo che non saremmo decisi su ciò che vorremmo mangiare. Saremmo confusi, disorientati.

La scelta implicherebbe una certa sensazione di responsabilità.

La libido è si condizionata dagli ormoni estradiolo, estrogeni, progesterone, testosterone, dopamina, noradrenalina, ecc., ma le rappresentazioni mentali fanno veramente partire tutto il complesso processo del desiderio. Pene e vagina predisposti all’atto.

Le fantasie della mente condizionano gli ormoni che troveranno nell’azione sessuale il risultato finale.

Certo non penso che si debba ritirare la libertà sessuale e ritornare ai tempi della censura, ma anzi cooperare per favorire una maggior libertà consapevole e non soltanto consumistica.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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