Dipendenze compulsive dalle visioni seriali in TV

Per molti anni mi sono occupato di dipendenze compulsive, che hanno perseguitato generazioni di genitori e di figli a cause dell’uso degli stupefacenti,  leggeri e pesanti. Oggi, oltre a questi sono diffuse nuove dipendenze compulsive, strisciando dall’una all’altra in modo silente e viscido.

Le più note sono le dipendenze da cibo (anoressia e bulimia nervosa), da shopping compulsivo, esasperato ed assurdo, da accumulo compulsivo nella propria casa (disposofobia), da ludopatie e gioco d’azzardo multiplo, dallo sport in eccesso come il vigorismo, da incapacità di disconnettersi dal lavoro (Itso, inability to swich-off), oppure workaholic (superlavoro).

Il graffitismo vandalico da molto tempo dilagato da giovani nei muri della città come espressione di bisogno di visibilità indiretta causato da un sofferente vuoto psichico dimolti giovani che sfocia nella rabbia.

Il vuoto, il disorientamento si traduce in una necessità di dar prova della propria esistenza scarabocchiando pesantemente, firmando con ghirigori e usando colori tanto aggressivi quanto fastidiosi sui muri delle città, considerati lavagne a portata di mano.

Inoltre, la rete elettronica e le sue connessioni hanno generato un oceano di dipendenze compulsive: i social sono usati come l’aria che respiriamo e non solo dai giovani, ma buona parte della gente è quasi sempre connessa con cellulare, iPad o computer.

Che dire delle Serie TV?

Alcuni programmi sono seguiti assiduamente da molta gente tramite Sky e Netflix per esempio, piattaforme che si sono da tempo aggiunti ai già numerosi programmi Rai, Mediaset e restanti.

Le visioni delle Serie TV anche su streaming on line attraggono molto, tanto che in alcuni casi si potrebbe considerare che si sia accesa in molti telespettatori una sorta di compulsività verso alcuni di essi, binge-waching.

I serial non sono le Soap Opera nate in USA prima degli anni 70, diffuse in seguito in tutta Europa.

Perché  si verifica tanto successo dei Serial?

Mentre le soap opera facevano leva inizialmente sulla casalinga che sin dalla prima mattina in cucina preparava da mangiare, i serial interessano tutte le classi sociali e la famiglia interamente.

Le soap opera in parte sostituivano i foto-romanzi televisivi a puntate, frammezzati da tanta pubblicità che come All my children ( tutti i miei bambini), Bald and the Beauty (Beautiful) prevedono una durata di molti anni e affezionano il pubblico che invecchia con gli stessi attori.

I serial sono invece interrotti dalla pubblicità commerciale con intelligenza e propongono temi e lunghi pezzi di storie che avvincono perché sono ben recitati, ambientati e piuttosto avvincenti.

L’alto livello di sceneggiatura dei serial, per lo più li rende affascinanti alle famiglie intere e aiuta a ricordare le storie del passato e a erudire chi non le conosce.

Inoltre mi sembra importante ai fini dell’affezione e dipendenza che piattaforme televisive come Netflix mantengano gli episodi che rimangono così a disposizione dei telespettatori per cui è possibile fare una scorpacciata di tutte le puntate episodiche insieme come un lungo film quale realmente è.

Anche i social permettono di commentare contemporaneamente gli eventi più di un tempo.

Ci sono telespettatori che ,quando il serial o anche solo una stagione è completa, come bulimici divorano (bing- whaching) 5 o più eventi durante la notte tarda, non potendo resistere sino al giorno dopo.

Poi vivono aspettando di divorare un nuovo serial.

Ho notato che per avvincere le storie debbono esse strutturate su alcune caratteristiche: debbono esistere molte persone che formano una specie di grande comunità.

Non si può prescindere dalla famiglia nucleare che è concepita come ampia e che include spesso oltre che genitori, bambini, animali, persone anziane.

Tutte le caratteristiche umane dei serial sono presenti e esemplificate dagli attori nei differenti tipi di caratteri.

Lo spettatore insieme a familiari e amici può dalla sua poltrona casalinga identificarsi al massimo livello specialmente se la storia colpisce il proprio interesse.

Si verifica che intere famiglie si uniscano un giorno o più alla settimana per seguire uno o più imperdibile serial.

La nostra mente nel suo funzionamento può essere considerata gruppale, abitata cioè da emozioni multiple che si sono, grazie alle esperienze di incontri e contatti umani coagulate in immagini.

Le immagini possono essere ritrovate e riconosciute nei personaggi interpretati nei serial.

Con queste immagine l’Ego degli telespettatori si sente protagonista, s’identifica, partecipa nel dialogo e confligge, si arricchisce, come in un buon e avvincente spettacolo teatrale.

Ritrova nei serial molte persone simpatiche ed antipatiche, cattive e buone con tante altre sfumature emotive e psicologiche.

Ma mentre in teatro la situazione termina in poco tempo, nei serial il tempo storico è lungo e diffuso e la storia come le scene sono articolate con molte sfumature dei personaggi.

A molte persone a differenza dello spettacolo teatrale, per via della riunione familiare e comodità di organizzazione, piace maggiormente vedere gli spettacoli a casa propria in TV, fenomeno che testimonia da molto tempo la riduzione dell’afflusso ai cinematografi.

Ai personaggi rappresentati gli spettatori si affezionano fortemente perché la storia continua per parecchio tempo con un ritmo praticamente serrato e gli attori sembrano condividere le esperienze nella casa degli stessi telespettatori.

Il serial rappresenta una garanzia, una continuità, una protezione rispetto alle verità storiche.

Altri serial sono favole ben fatte, per lo più ambientate nel passato, e finiscono bene come nelle favole dove il bene viene quasi sempre riscattato.

Le tematiche girano attorno a personaggi idealizzati come al dottor Kilder, infallibile medico cha sa farsi perdonare le sue stranezze con le sue mirabili capacità.

Che dire del poliziotto che risolve i casi, e sa essere sempre molto umano?

Chi ama l’avventura, trova in Spartacus, il Trono di Spade o Legion l’entusiasmo che non può deludere per la sua grandezza, per quella dei personaggi e per la grandezza della storia, per esempio di Roma ecc…

Il contesto storico è unito con i suoi personaggi, come se fosse una famiglia.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
__________________________________________

E tu come la pensi? Scrivimi un commento o una domanda sull'articolo...

Rispondi