Temperamento melanconico e euforico

Si può dire che il temperamento sia il tratto innato della personalità determinata dall’eredità genetica.

Si tratta di un livello biologico preformante la personalità. Il bambino appena nato mostra il suo temperamento anche se non definito, ma solo come tendenza. In genere si parla di temperamento vivace, calmo, espressivo, di controllo del mondo circostante, ecc..

Nella persona adolescente o adulta si intravede un temperamento melanconico, riflessivo, pensoso, artistico, oppure euforico, collerico, energetico, sanguigno. Ancora si può distinguere in un soggetto la sua tendenza alla razionalità, allegria, euforia, ottimismo, sicurezza, ecc..

Per quanto riguarda il carattere si può definire come l’insieme di elementi innati e di elementi acquisiti in base alle esperienze di incontro e di interazioni sociali. Si generano interiormente delle immagini che sono come personaggi inconsci che ci parlano interiormente e che costituiscono il vissuto complessivo che noi persone abbiamo delle cose del mondo.

In fondo, la base del carattere è piuttosto culturale.

Il carattere può cambiare quindi dopo l’adolescenza in base alle successive esperienze significative.

La personalità racchiude sia il temperamento, sia il carattere e aggiunge l’esperienza del proprio impatto con le situazioni che portano la persona a comportarsi in un certo modo.

Il suo comportamento definisce la persona ovvero nella sua specifica la personalità.

La personalità rimane nel tempo, nella persona sana, fondamentalmente stabile.

L’eredità biologica conta nel comprendere la personalità, ma molto più conta l’ambiente e le esperienze che possono modificare lentamente tratti sui punti di vista di come il soggetto interpreta il mondo circostante.

La personalità è infine l’insieme di emozioni, conoscenze e azioni di come una persona percepisce, sperimenta, pensa e di conseguenza agisce.

Possiamo parlare di personalità ricca, povera o piatta, ma anche di melanconica o euforica. Entrambi i tratti derivano dal temperamento ma si fondono con i tratti del carattere e della personalità.

Ci sono persone che sembrano depresse perché il loro modo di comportarsi appare pensoso e triste.

Non tutte le persone sono però depresse come potrebbero apparire, ma alcune hanno una personalità sotto-tono perchè riflessive e offrono queste facce di Sé convivendo piuttosto bene con se stesse e con gli altri.

Per esempio, il cantautore Fabrizio de André poteva sembrare depresso considerando il testo delle sue canzoni e anche il suo modo di esprimersi. Il suo mondo era interiorizzato, ma vivace nei sentimenti e nel pensiero: non sofferente, amava la vita, amava la poesia, amava il perdono e la solidarietà e ricercava l’amore.

Il suo pubblico non conoscendolo di persona si divideva completamente. Alcuni lo hanno sempre amato perché si sono empaticamente identificati con il suo mondo interno, altri lo hanno allontanato considerandolo sia pesante che demoralizzante.

Chi pur rispettandolo non ha minimamente empatizzato con lui, nel senso anche di non essere in armonia, potrebbe in modo difensivo cercare di evitare un pensiero introspettivo, se non costretto.

Nelle conversazioni in gruppo queste persone rifuggono toni riflessivi e propongono agli altri un po’ di leggerezza !!

Ho osservato che nelle situazioni di coppia succede spesso che vi sia incompatibilità di carattere si dice, e io direi di personalità.

Spesso il punto controverso sta nella personalità che ha una tendenza introspettiva, melanconica e verso il disagio di chi ha una personalità con temperamento euforico, dove il mondo deve apparire leggero e non pensoso.

Riconoscere tali tratti può essere di aiuto alla coppia.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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