Germofobia, Misofobia e Rupofobia! Compulsioni in aumento

Germofobia, Misofobia e Rupofobia! Compulsioni in aumento

Negli anni 70 lo psichiatra americano C. H. Sullivan notava che nelle famiglie borghesi era rigorosamente ordinato ai bambini di lavarsi bene le mani prima di sedersi a tavola. Si trattava di una buona norma, ma oggi sarebbe ancora più utile lavarsi le mani in molte altre situazioni, considerando che il lavoro porta spesso ad usare con molta frequenza treni, autobus, metropolitane, taxi, aerei e frequentare molte più persone.

Non a caso sono diffusi i germocidi in gel in gran vendita nelle farmacie.

Fino a qui tutto tutto bene perché sarebbe a vantaggio dell’igiene, ma cosa direste se vedeste persone che si bloccano a casa per paura di incontrare fuori dall’abitazione, ben sterilizzata dalle ben operate pulizie estreme, tanti microbi?

Questa fobia si chiama Misofobia dal greco myso che significa paura.

Misofobia e rupofobia sono praticamente sinonimi che significano entrambe fobia dei germi (germofobia) che essendo in aumento si aggiunge alle compulsioni patologiche che abbiamo descritto anche su questo blog. Le compulsioni si distinguono per la loro reiterazione continua ed estenuante.

Sono infatti  in aumento persone che adottano severi comportamenti rituali di tipo ossessivo assai reiterati per assicurarsi la pulizia assoluta attorno a loro.

In questi giorni l’attenzione al virus coronavirus è alle stelle e mai come in questo periodo la Sanità è nel territorio in primo piano per garantire attraverso molto espedienti di ottenere che l’ambiente sia il più possibile sterilizzato da germi.

Il rupofobico, se non è convinto di aver ottenuto un vuoto assoluto di vuoto di microbi attorno Sè, cioè di averli sterminati completamente, accusa sintomi quali accelerazione dei battiti cardiaci, respiro affannoso, sudorazione fredda e conseguente difficoltà a lavorare con altri.

Fortunatamente questo disturbo può essere affrontato e superato come vedremo con un adeguato percorso di psicoterapia.

La rupofobia è infatti l’angoscia patologica che sorge in modo improvviso alla vista di oggetti sporchi e, più in generale, di tutto ciò che non è igienico o rappresenta una potenziale fonte di contaminazione.

Da questa condizione, spesso, deriva l’ossessione maniacale di pulire sé stessi e gli ambienti nei quali si abita o si lavora. 

Normalmente chi soffre dei questo serio disturbo ossessivo deve spesso gestire altre fobie che si associano a una fobia primaria che non sempre è quella dell’igiene.

La sindrome di Pilato, è una metafora che richiama questi disturbi di ossessionato bisogno di pulizia in riferimento all’ossessione di lavare, pulire sterilizzare se stessi e gli altri che si avvicinano, perchè fa riferimento sarcastico al fatto che Pilato si lavava le mani per togliersi il senso di responsabilità davanti a Cristo.

Le cause della rupofobia o germofobia non sono sempre facilmente identificabili. Al disturbo possono contribuire diversi fattori, compresi quelli ambientali e caratteriali.

Spesso, la rupofobia viene scatenata da un conflitto inconscio di tipo psicologico indotto da episodi drammatici della vita, ricordi dolorosi, aspettative troppo elevate dei genitori o altri eventi talmente negativi da essere impossibili da accettare e razionalizzare. Di solito, queste esperienze aumentano l’insicurezza, del soggetto generando in lui un senso di instabilità.

La rupofobia si esprime principalmente con un senso di disgusto, di disagio e senso di repulsione nei confronti dello stimolo fobico, rappresentato principalmente da un senso di persecuzione dovuto allo sporco, dal contatto umano e dalla potenziale trasmissione di germi. 

Questa condizione pone chi ne soffre in uno stato di perenne allerta: le carenze igieniche e le potenziali fonti di contaminazione possono essere pressoché ovunque.

Nei casi più severi, l’impossibilità di pulire ciò che si desidera è sentito come una grave impotenza e si traduce in una grave angoscia, che può sfociare in crisi d’ansia e/o attacchi di panico, con sudorazione fredda, aumento della frequenza cardiaca, tachicardia , nausea, mancanza di respiro e senso di soffocamento.

Nota: La rupofobia non è da confondere con l’eccessivo scrupolo che alcune persone dimostrano durante la pulizia quotidiana della loro casa. Si tratta, infatti, di una vera e propria patologia: al solo pensiero di entrare in contatto con qualcosa di sporco, le persone che ne soffrono manifestano ansia e disagio, tanto da mettere in atto una serie di rituali ossessivi. Il paziente adotta questi comportamenti per tenere a distanza le situazioni che lo possono far star male (strategie di evitamento).

La rupofobia può presentarsi in modo molto diverso da soggetto a soggetto.

Nelle forme più lievi, la persona può essere molto attenta a tutte le norme di pulizia e necessita di sentirsi sempre in ordine. In tal caso, la rupofobia si manifesta più come un fastidio, un disagio, un malumore e un’incapacità di rilassarsi.

Nelle forme più gravi, invece, la necessità del pulito genera comportamenti rituali e ossessivi, al fine di scongiurare un senso di catastrofe.

Pensiamo a come possono sentirsi in questo periodo, socialmente contraddistinto dall’invasione del coronavirus, coloro che soffrono di germofobia. 

Dovranno lavarsi continuamente le mani e dedicare, in generale, molto tempo all’igiene personale.

Indossare guanti, mascherine e altri dispositivi per proteggere se stessi, ma soprattutto gli altri, dai ceppi dell’influenza. Laveranno in modo molto scrupoloso oggetti, mobili, abiti e altro ancora, ricorrendo all’uso di detergenti e disinfettanti.

Tali abitudini permettono alla persona che soffre di rupofobia di tranquillizzarsi solo per il periodo che segue la sterilizzazione degli oggetti: queste persone i sentono bene e rilassate per poco tempo, poi sono nuovamente alla ricerca di oggetti da tenere puliti.

La vita quotidiana e lavorativa è considerevolmente disturbata. Spesso queste persone soffrono anche di preoccupazioni ipocondriache.

Come si è detto i sintomi che compaiono sono comuni a tutte le fobie, con attacchi di panico, pianto e tremori, brividi, pelle d’oca, formicolio, nausea e vomito, pressione arteriosa alta o bassa, diarrea, dermatiti irritative.

Come curare la Rupofobia?

Il medico psichiatra può intervenire con farmaci antidepressivi e ansiolitici, ma la cura d’eccellenza riguarda la psicoterapia.

Come sempre in questi casi va scelta la psicoterapia psicoanalitica, quando la persona è disposta a collaborare, avendo una personalità introspettiva, ed è in grado di esprimere le proprie emozioni.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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