Disturbo bipolare in aumento nella nostra Società

Se incontriamo una persona molto allegra e vitale ci sentiamo quasi di invidiarla, per lo meno sentiamo la sua allegria come un segno di felicità.

Qualche volta si tratta di grande euforia, un’eccitazione tanto forte che osservandola bene, ci appare quasi delirante.

Ci accorgiamo che la persona insegue sogni di supremazia dove egli interpreta un ruolo di vincitore. 

La bassezza esistenziale, la debolezza, la melanconia, la povertà, sono tratti della personalità che in quello stato di eccitazione il soggetto vuole vedere sconfitti.

Forse in questi casi potremmo aver incontrato una persona che soffre di un disturbo bipolare.

Infatti tale disturbo riguarda il tono dell’umore che è alterato e si caratterizza in virtù delle emozioni, di pensieri e di comportamenti che si presentano molto variabili e che condizionano la personalità.

Ma per poter farci un’idea completa dovremmo anche osservare se ci sarà l’occasione di stati depressivi sconcertanti e altre manifestazioni della personalità che descriverò.

La valutazione diagnostica comunque è assicurata solo se è valutata attentamente da uno psichiatra o da uno specialista esperto del settore dei disturbi psichici. 

Chi soffre di questo disturbo è rapito e costretto da un ciclo che vede l’umore oscillare in posizioni paradisiache del settimo cielo (fase ipomaniacale) a quelle altamente depressive che fanno pensare che la persona si trovi dentro l’inferno dantesco (fase melanconica).

In questo ultimo stato domina la disperazione che sopraggiunge senza cause palesemente determinanti, seppur esistono nel mondo interno, sicché si può comprendere che la persona sia dominata da una ciclicità.

Nella fase ipomaniacale le persone mostrano impotenza nel sottostare a progetti di lavoro che si traducono in comportamenti socialmente inappropriati. Spesso il pensiero, che diventa velocissimo, si presenta con delirio di onnipotenza, nel senso che dichiarano di poter fare qualunque cosa al mondo.

Non c’è bisogno per il soggetto di mangiare o dormire, e le sue azioni diventano spesso pericolose, per esempio sfrecciando tra le strade della città con l’auto a tutta velocità.

La sessualità è sentita onnipotente e inesauribile, sebbene si può verificarsi impotenza nel comportamento reale.

Come già detto, nella fase depressiva l’umore è molto basso e il soggetto sente che nulla ha senso nella vita e la posizione fisica adottata è quella del letto dal quale il soggetto non si alzerebbe mai. 

Il sonno è alterato, la voracità nel mangiare può aumentare oppure diminuire, quasi vicino all’anoressia preoccupante.

Il soggetto è condizionato da idee suicidarie e angosce persistenti e pericolose.

Il disturbo bipolare solitamente manifesta il suo esordio alla maggiore età con un episodio ipomaniacale seguito da una caduta in stato depressivo.

Con il passare del tempo si verifica un andamento ciclotimico, cioè si stabilisce un tempo nel quale si scandiscono le due fasi dell’umore. 

Possono trascorrere circa due anni affinché sia chiaro all’esperto che si tratta di disturbo bipolare.

Tali osservazioni cliniche non debbono includere o essere coperte dalla diagnosi di schizofrenia, o depressione maggiore, ma la ciclicità deve essere osservata come caratteristica essenziale del disturbo (diagnosi differenziale).

L’alternanza degli stati della ciclotimia, cioè del ciclo dell’umore, può verificarsi con periodi brevi di una settimana ad altri che mantengono assestanti diversi mesi di uno stato eccitato o depresso.

Da una fase all’altra ci possono essere segnali che indicano che il tono dell’umore da alto eccitato sta passando a uno più basso. 

Si avvicina la fase transitoria del dubbio su qualunque pensiero ed eventuale decisione la persona prenda o situazione gli accada.

Da un punto di vista neurologico, l’encefalo dei pazienti presi in cura mostrano, una volta sottoposti al test brain imaging e Tac, squilibri di neurotrasmettitori in percentuale alta.

 Ciò significa che alcuni neurormoni già normalmente in circolo rimangono presenti nel circolo per più tempo come la già presente serotonina, dopamina.

La loro assenza può far sentire alla persona vuoti e stati depressivi.

In parte, si può osservare che la bipolarità potrebbe aver riscontro in famiglia con un minimo di rispecchiamento drammatico nei toni alto/basso dell’espressione caratteriale dell’intera famiglia, oppure di un singolo,  ma si osserva anche che il soggetto ha precedentemente assunto gran quantità di droghe oppure in modo incontrollato farmaci con alcol, ha dormito pochissimo, si è stressato molto.

Il disturbo bipolare, che sembra in aumento nella nostra Società occidentale, si può e si deve curare con l’intervento psichiatrico.

L’ospedalizzazione può essere opportuna e a volte necessaria.  

La psicoterapia si è mostrata importante e, affiancata alla somministrazione controllata di farmaci, di assoluta competenza psichiatrica.

Da persona persona si può valutare se sia più opportuna la psicoterapia psicoanalitica, che prevede un minimo di capacità introspettiva e di interesse per se stessi, nel senso di conoscere come la persona funziona,  oppure se sia più utile la psicoterapia cognitiva e di comportamento. 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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