Quali parti conosciamo dell’altro durante la convivenza obbligata?

Una coppia che si trovi a vivere tutto questo tempo del virus covid-19 a casa, si trova in una situazione equivalente per certi versi a chi vive insieme da tanti anni. Se la coppia si è costituita da poco tempo, potrebbe essere costretta a seguire un corso accelerato di convivenza.

Se invece è da molti anni che la coppia convive è naturalmente temprata, anche se potrebbe essere uno stress ugualmente. Ma in tal caso ci sarebbero gli strumenti psicologici per gestire la situazione di una capanna troppo stretta.

Innanzitutto bisogna comprendere in quale tipo di spazio la giovane coppia è andata ad abitare. Se lo spazio è ristretto, per esempio 40mq, diciamo subito che convivere sarà difficile, ma non impossibile. Molto meglio se il fattore K, cioè lo spazio, è il doppio, ossia 80mq, e ben suddiviso (Il fattore K rappresenta un valore numerico fisso che determina quante volte la variabile dipendente y è più grande della variabile indipendente x).

Quindi come in molte situazioni della vita, le coordinate spazio-temporali sono importanti. Affermava questo anche un certo Albert Einstein che le considerava “fondamentali”…!!

Pertanto, a salvaguardia della convivenza, va a favore da un lato il tempo di convivenza, che preserva la coppia dalla catastrofe, e dall’altro lo spazio dell’alloggio in cui si abita: più l’alloggio è stretto, più è difficile convivere per tanto tempo. Quindi per più tempo ci si frequenta, convivendo l’esperienza insieme, più grande é l’appartamento,  e più è probabile adattarsi per molte settimane senza farsi male. Ipoteticamente, è vero il contrario, cioè più stretto è l’appartamento nel quale si vive in coppia da poco tempo, maggiormente ci sono rischi di default.

Si può ipotizzare che la passione e l’idealizzazione del partner potrebbero funzionare come variabile indipendente che attutisca le difficoltà di stare assieme da vicino, però penso che non ci sia da contarci troppo.

Occorre comunque che le giovani coppie abbandonino i punti d’orgoglio del proprio carattere, cioè un certo narcisismo che è comprensibile, specialmente quando si è giovani, ma che non aiuta in coppia. Certe abitudini della famiglia d’origine, già assimilate, non possono essere ripetute nella nuova coppia, ma è bene che entrmbi i partner si aprano a osservare il nuovo.

Spesso, immaginando che una persona conosciuta prima, forse anche idealizzata, si comporti come previsto, ci si meraviglia che non sia così. Il partner  infatti appare diverso, quasi un estraneo, e la qual cosa è inconcepibile. Un certo contesto di convivenza ravvicinata può esasperare delle tendenze del carattere impulsivo, un po’ perfezionista, meticoloso, controllore, violento nei modi di porsi, ecc., che certo non si aspettava.

E’ invece utile avere pazienza e imparare a distinguere le cose importanti da quelle banali.

Ogni volta che appare una difficoltà nello scorrere emotivo della coppia convivente in uno spezio ristretto per lungo tempo. Sarebbe bene con serenità parlarne: ma non dicendo solo parliamone! Piuttosto sarebbe meglio, al momento propizio in cui c’è calma nella coppia, richiamare l’evento con spirito di curiosità e di conoscenza. Bisogna essere privi di preconcetti e comprendere il perché il partner potrebbe essersi irritato, offeso, ecc..

In tal modo si porta l’esempio per  riflettere insieme e fare un passo in avanti per conoscersi meglio a vicenda.

Far finta di nulla porterebbe ad una ripetizione dell’evento e reiterazione del fastidio già sperimentato con l’aggiunta di rabbia aggravata. Riuscire a parlarne è un gran successo.

Più il tono reciproco è affettuoso e si mostra aperta e sincera l’intenzione di conoscersi, meglio sarà per il futuro.

Bisogna, specie in uno spazio piccolo, programmare i compiti quotidiani: ciascuno dei due a turno dovrebbe fare la spesa, considerando i gusti dell’altro con molta attenzione e rispetto. In questi giorni come sappiamo, tra i continui certificati stampati ad hoc e il viaggio mirato, è bene non fare confusione e uscire troppe volte, se non in caso di estrema necessità. E’ bene quindi intendersi con precisione cosa comprare per il partner.

Lo stesso metodo vale per i lavori domestici che possono essere affidati reciprocamente in base alle preferenze soggettive di ciascuno.

La pulizia di uno spazio piccolo è essenziale: a nessuno dei due piace trovare la cucina non ben pulita a causa dell’altro, anche se lo si ama e si è portati a perdonarlo/a.

Speriamo che le ristrettezze doverose e imposte dal coronavirus non danneggino le giovani famiglie.

Non ho parlato di una famiglia numerosa che include figli adolescenti o altri parenti perché sarebbe troppo complicato.

Comunque penso che con un po’ di buon senso, in queste condivisioni di rapporti ravvicinati, nonostante alcune difficoltà, possano costituire un’esperienza ricca di spunti che aumenti sia la conoscenza dell’altro, sia la stabilità nel futuro.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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