La paura di tornare alla normalità

Tutta la popolazione indubbiamente freme perché non vede l’ora di non stare più a casa.

Molti giovani non fanno che contare i minuti per uscire e ritornare alla abitudini sociali di prima. Gli adolescenti in particolare, che si stanno affacciando al mondo con una certa indipendenza dalla famiglia, sono stati trattenuti in casa e lo saranno ancora per diverse settimane.

Da 5 giorni la crescita dei contagiati e delle vittime si è ridotta e le guarigioni continuano a aumentare. Tutto ciò fa sperare per il meglio, tanto che alcuni immaginano una possibile anticipazione di uscita di casa, anche per non assistere a un ulteriore peggioramento della propria economia.

Immagino che la liberalizzazione delle uscite di casa sarà condizionate dal Governo da attente precauzioni onde evitare disastrose ondate di ritorno del virus.

Suppongo che lo studio statistico sulle evenienze di ammalamento, calcolerà un possibile contagio in rapporto massimo e in relazione ai posti di cura negli Ospedali.

Si deve ovviamente garantire un controllo assoluto sul rischio di possibile ritorno all’espansione di Covid-19.

Il ritorno alla normalità purtroppo non sarà possibile per tutti. Nelle prossime settimane la politica dovrà fare i conti con la situazione economica del Paese che sappiamo non presentarsi tanto rosea. Anche per questo il Governo e la Salute dovranno lavorare bene per garantire salute ai cittadini, ma anche un contenimento riguardo all’impoverimento economico del Paese.

Cosa ci aspetta fuori di casa?

Qualcuno è preoccupato di entrare in contatto con le cose interrotte oltre un mese fa’ per le infinite ragioni che coinvolgono le persone nelle loro personali faccende: la realtà economica è fra i primi neri pensieri.

Per questa ragione e per altre, si verifica per alcuni, un sentore anticipatorio di angoscia.

Un … Passata la tempesta … odo augelli far festa non sarà un richiamo festoso per tutti.

Aveva ragione il filosofo, prima che eccelso poeta, Giacomo Leopardi che polemizzava con la natura quando la madre traditrice prometteva una ricompensa ai figli dopo i guai trascorsi, (simboleggiati dalla tempesta) ma,  osservando, che al massimo la gente sarebbe ritornata ai guai di prima!

Nel nostro caso la situazione non permette a tutti di tornare ai guai di prima, ma purtroppo a guai maggiori di prima!

Ma non vorrei riferirmi soltanto a situazioni materiali, ma anche psicologiche.

Penso che tanti giorni a casa, nonostante il tormento di non poter muoversi, abbia costituito per molti un inconscio stato di intorpidimento che richiama una sorta di vacanza.

La vacanza deriva dal latino vacuum che vuol dire vuoto e infatti significa oggi, distoglier la mente dai nostri consueti.

La vacanza pertanto può essere anche tediosa e pesante, addirittura drammatica: sotto un certo aspetto, se ci pensate, anche la pena detentiva limitata potrebbe costituire una vacanza, purché non sia il carcere a vita!

Allora, accanto al lamento più che comprensibile da parte di tutti per questa vacanza costretta della quale ne avremmo fatto volentieri a meno, pensiamo anche che qualcosa di buono, potremmo da questa ricavare. La conoscenza di persone che ci sono state e sono accanto, anche per telefono o per i social. Qualcuno ha avuto e avrà modo di ascoltarsi e di pensare a sé in una prospettiva migliore. Inoltre ci sono persone che avranno letto libri o altro materiale che non sono stati in grado di leggere, di studiare più approfonditamente, di ascoltare musica, ecc..

Certo pur non essendo grati del tutto a questa pausa, che non consideriamo privilegiata, si può pensare e consolarci per dire a noi stessi che non tutto il tempo sia andato perduto!

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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