Le malattie che ritornano: rivediamoli insieme

La devastazione della natura ad opera dell’uomo, dall’inquinamento della terra e dell’aria all’antrhopocene, sembra portare al sollevamento e rivitalizzazione dei virus e dei batteri.

Negli ultimi 50 anni questi microrganismi sembravano tenuti sotto controllo per una conquistata igiene, almeno in buona parte dell’Occidente e in virtù dei vaccini obbligatori.

Da dove vengono batteri e virus?

I virus che sono 100 volte più piccoli dei batteri  e la loro origine risale al periodo compreso fra 33 milioni e 100.000 anni fa, all’inizio dell’oligocene, un periodo segnato in parte dal raffreddamento climatico che ha portato in seguito alle ere glaciali.

Martinus Willem Beijerinck nel 1898 identificò il primo virus, usando esperimenti di filtrazione su foglie di tabacco infette, grazie al quale riuscì a dimostrare che il mosaico del tabacco era causato da un agente infettivo di dimensioni molto inferiori a quelle di un batterio.

I virus in genere nascono sulla terra come frammenti del DNA, ma sembra anche che vengano generati nell’atmosfera, successivamente sollevati verso la stratosfera dalle correnti.

La teoria della panspermia ritiene che giungano addirittura e direttamente da altri pianeti. Effettivamente ne sono stati trovati sulla cima della Sierra Nevada un’infinità come se una pioggia continua avesse ricoperta le grandi superfici montuose. Questa scoperta potrebbe aver ispirato il bellissimo film del 1956, L’invasione degli Ultracorpi (Invasion of the Body Snatchers), film diretto da Don Siegel.

Per quanto riguarda i batteri, varie ipotesi sostengono che la vita sulla terra cominci di base con loro.

Si ipotizza che si possa indicare la loro origine della vita circa 3,6 miliardi di anni fa’ quando la terra era ancora in ebollizione.

Allora i gas dell’atmosfera primordiale avrebbero originato le prime biomolecole all’interno di raccolte d’acqua ad alta temperatura, che costituivano il cosiddetto brodo primordiale.

Circa 2 miliardi di anni fa, in un secondo tempo, sarebbero comparsi gli amminoacidi, zuccheri e le basi che costituiscono tutt’ora la catena del DNA, molecola nota e responsabile della trasmissione dei caratteri ereditari.

Quelli che noi oggi chiamiamo mitocondri si presume che un tempo fossero batteri che, in seguito, sarebbero entrati in simbiosi con le cellule ospite.

Insomma la vita sul nostro pianeta era sostanzialmente batterica: oggi tutte le cellule complesse che hanno un nucleo sono costituiti da mitocondri al loro interno e alcuni eucarioti. Il cloroplasto, organulo presente nelle cellule delle piante, è responsabile dell’attività fotosintetica nelle piante superiori: trasforma la luce in energia chimica e in cibo.

Si può dire però che i virus rappresentino la popolazione più numerosa della Terra. E se in un metro quadrato una squadra di ricercatori ha contato milioni di virus, su molte superfici del pianeta si concentrano in molti miliardi di virus.

Mentre i batteri sono microrganismi unicellulari, dotati di una sola cellula, in grado di replicarsi autonomamente in vari tessuti del nostro corpo, i virus invece, più piccoli cento volte e costituiti da materiale genetico, possono replicarsi solamente grazie a proteine e cellule esterne. I virus per vivere si aggrappano quindi all’interno dei tessuti dell’organismo, per esempio direttamente nei nostri polmoni.

Nella cosi detta influenza Spagnola di 100 anni fa, invece, sembra che i virus non autonomi non riuscissero a entrare direttamente nel polmone, e richiedevano l’aiuto di batteri facendoli quindi entravano anche loro: le polmoniti erano considerate così prevalentemente batteriche.

Purtroppo mancavano gli antibiotici che avrebbero sconfitto le polmoniti batteriche.

Fortunatamente, secondo ricerche attuali dei laboratori Unical, utilizzando anticorpi sintetici monoclonali type, i ricercatori sembrano in grado di intervenire prima dell’infezione del virus sulla cellula. Gli anticorpi sintetici, rispetto a quelli biologici, hanno una maggiore stabilità e versatilità e costi di produzione più contenuti. Inoltre possono essere progettati e ulteriormente ingegnerizzati in funzione della loro applicazione specifica.

Il coronavirus aggancia la cellula umana bersaglio attraverso una proteina detta spike (punzone) che si lega ad uno specifico recettore delle nostre cellule ACE2. Durante le varie ricerche sembra che sia stato riconosciuto un segmento di spike e grazie alla chiave unità RBD sembra che si riesca a bloccare tale segmento.

Questa possibilità di bloccare il segmento potrebbe quindi essere la base del  futuro vaccino, perché pare che tale segmento rimanga appunto stabile al di là delle possibili mutazioni.

I batteri e virus da milioni di anni sono i primi abitatori della terra e cercano sempre di sopravvivere attraverso i nostri corpi! Poi ci meravigliamo delle pandemie …

Oggi molte malattie considerate scomparse sono diventate nuovamente pericolose. Diverse malattie infatti sembravano scomparse prima dell’anno 2000 come la scarlattina, malattia causata da batteri, che attacca la pelle e la gola e per la quale non è ancora disponibile un vaccino efficace.

In Europa e Usa il tasso di mortalità è del 30%. Era una malattia rara, ma nel 2014 sono stati segnalati 14mila casi nel Regno Unito. In Italia mille casi all’anno.

Anche la rosolia, malattia infettiva virale, che si manifesta come una eruzione cutanea simile alla scarlattina. E’ tornata anche in Italia. Si calcola che siano stati 38 i casi di malati nel 2015.

La pertosse è una malattia infettiva batterica e si trasmette per via aerea. Nonostante le cure, la malattia continua ad essere mortale. Uccide ogni anno circa 195mila bambini. Ad ottobre una bambina è morta in Italia a causa della pertosse.

ll morbillo, che si presenta dopo un paio di giorni con macchie bianche in tutto il corpo. provoca principalmente un’eruzione cutanea simile a quelle della rosolia o della scarlattina, che il più delle volte si risolve spontaneamente ma che può, in casi relativamente rari, portare alla morte, perdita della vista, riduzione dell’udito e danni cerebrali permanenti.

La parotite porta a tumefazione di una o entrambe le ghiandole parotidi e conferisce al volto la conformazione tipica, per questa ragione si chiama anche orecchioni. Dopo un periodo di incubazione, che va da due a quattro settimane, le prime manifestazioni a presentarsi sono febbre, mal di testa, dolori muscolari e perdita di appetito. Le complicanze dell’infezione sono però molto più comuni negli adulti come l’orchite che colpisce i testicoli.

Ricordo da bambino di essermi ammalato, però in forma molto leggera, di scarlattina, pertosse, morbillo, parotite, varicella e rosolia. Penso grazie al cielo, di essermi immunizzato da questi morbi! Infatti queste malattie prese da adulti possono essere più pericolose.

La gotta è causata dalla formazione di acido nelle articolazioni, può essere provocata dall’eccesso di cibo e vino. Per questo sta tornando in paesi ad alto tasso di obesità, in particolare gli Stati Uniti. In Italia ne soffrono 600mila persone.

La difterite é una malattia che colpisce la gola e il naso. Si trasmette per via aerea. In Italia il vaccino è obbligatorio e non ci sono casi dal 1996.

La tubercolosi è una grave malattia infettiva e la più letale al mondo. Si propaga attraverso l’aria e si diffonde soprattutto tra le popolazioni con un sistema immunitario debilitato. Secondo l’Oms, nel 2013 ci sono stati 3 milioni di malati, in Europa sono 1000 al giorno e tutti relativi a persone di origine straniera immigrati.

Il rachitismo è una malattia che deforma le ossa dei bambini, causata dall’assenza di vitamina D e calcio. La società italiana dei pediatri ha lanciato l’allarme: 6 bambini italiani su 10 hanno carenza di vitamina D. E questo perché stanno troppo chiusi in casa, mentre dovrebbero prendere il sole su mani e gambe almeno tre volte la settimana. I medici di famiglia oggi prescrivono di assumere preventivamente vitamina D.

La poliomelite è una malattia infettiva che attacca il sistema nervoso centrale, colpisce i neuroni motori del midollo spinale. Può essere contratta bevendo acqua o mangiando cibi contaminati. Oppure può essere trasmessa dalle goccioline di saliva durante i colpi di tosse dei malati. L’ultimo caso in Italia è del 1982. Ma purtroppo è ricomparsa in Europa: 5 casi in Russia nel 2010 e 2 in Ucraina nel 2015.

La peste è una malattia storica che, secondo la stima del Osm, organizzazione mondiale della Sanità, ogni anno colpisce dai 1000 ai 3000 casi nel mondo. I Paesi più colpiti sono Africa, il Sud America e Asia. In Nord America, però, vengono segnalati 16 casi nell’ultimo anno.

La lebbra è una storica malattia contagiosa che danneggia cellule nervose con piaghe e che provoca disabilità. E’ ancora un problema in India, Indonesia e Brasile.

La meningite, che è una malattia grave del sistema nervoso centrale, specialmente quando è da pneumococco ( emofilo di tipo b, o Hib, e meningococco) è generalmente di origine infettiva, caratterizzata dall’infiammazione delle meningi (le membrane protettive che ricoprono l’encefalo e il midollo spinale); è la più frequente sindrome infettiva del sistema nervoso centrale. Qualora l’infiammazione coinvolga anche il parenchima cerebrale, si definisce meningoencefalite.

Può essere causata da batteri, virus o altri microrganismi, e meno frequentemente riconosce un’eziologia neoplastica, autoimmune o iatrogena (da farmaci). Può essere altresì classificata a seconda del suo andamento in acuta, subacuta o cronica; le varie forme riconoscono cause in genere differenti. La gravità di una meningite è molto variabile: da forme asintomatiche, per esempio nel contesto di malattie sistemiche, a episodi fulminanti, che mettono a rischio immediatamente la vita, e si configurano come emergenze mediche.

Il quadro clinico di una meningite acuta si fonda sulla classica triade costituita da febbre, cefalea e rigidità nucale; a questi sintomi si aggiungono, con diversa frequenza, contratture muscolari, vomito a getto, alterazioni dello stato di coscienza, incapacità di tollerare la luce (fotofobia) e i rumori (fonofobia), convulsioni. La sintomatologia varia in base all’agente causale, alla velocità di insorgenza e allo stato del paziente: a volte, nei bambini piccoli possono essere presenti solo alcuni sintomi aspecifici, come irritabilità e sonnolenza.

Penso che quando usciremo da questa pandemia codiv-19 il mondo unito dovrà rivedere i propri investimenti sui vaccini, sulla Sanità, sull’Igiene e considerare l’igiene sulla convivenza con gli animali da cortile.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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