Giornate senza sole

Ci sono persone che normalmente, ossequiose alle ordinanze, non escono mai di casa, e altre che escono solo per le emergenze, fare la spesa, farmacia, giretto attorno casa per il cane, due passi per al massimo duecento metri.

Mia moglie e suoi parenti, per esempio, preferiscono far la spesa loro stesse per questioni organizzative.

Che dire? Litigare per il diritto alla spesa?

Ho accettato di stare a casa secondo le leggi.

Leggo, scrivo, canto karaoke, vedo la tv, spesso al telefono, un po’ di ginnastica, ma non vedo il sole.

Mi vengono in mente canzoni sul sole: Oh sole mio! – Canzone sul sole di L. Battisti, Here comes the sun dei Beatles – Un raggio di sole di Giovannotti – Di sole e di azzurro di Giorgia… persino De Andrè che canta: …mentre traversavo London bridge un giorno senza sole…  California dreaming dei Dik Dik…

Che fare in questi casi? assumere vitamina D non basta… il sole ti da ottimismo, energia vitale, buon umore!

I dermatologi consigliano di evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde, dalle 12 alle 16, e di utilizzare creme solari anche quando si va in giro in città. Esse devono essere resistenti al sudore e all’acqua. La protezione va scelta a seconda del fototipo di pelle.

Tutti questi rischi in questi giorni, non li corro, non li corriamo?!

Che il sole sia un antistress naturale, lo sappiamo: l’esposizione al sole diffonde il buonumore perché potenzia la produzione di serotonina, che ormai tutti conoscono come l’ormone del benessere.

La luce del sole stimola appunto la produzione di vitamina D3, che consente la produzione del calcio, essenziale per le ossa. Ciò allontana il rischio di insorgenza di osteoporosi.

Altro punto importante proprio in questi giorni consiste nel fatto che il sole concilia il sonno: la qualità del sonno incide positivamente sulla qualità di vita durante il giorno. Il sole incentiva la produzione di melatonina di notte e quindi, la regolarizzazione del ciclo sonno/veglia e la sua qualità: per la verità regolarizza tutti gli ormoni.

Se prendiamo con intelligenza molto sole, incameriamo molti stimoli che agiscono sulla ghiandola pineale (parte dell’epifisi). Questa ghiandola sintetizza appunto l’ormone melatonina che viene secreta al buio della notte.

Dormire bene le ore necessarie ma non troppe, favorisce il riposo, ma anche fa sognare bene: bei sogni alimentano il senso della vita specialmente in questo lungo periodo surreale.

Film surreali ci mettono in contatto con questo periodo e sdrammatizzano l’epoca che va vissuta comunque con coraggio e concretezza.

I benefici del sole sull’uomo sarebbero tanti, ma non è il caso di descriverli in questo contesto.

Che fare allora?

Assumere vitamina D3 e melatonina secondo prescrizioni mediche o del farmacista in questi giorni.

Entrare in contato con amici, con video chiamate, che favoriscono il contatto che manca.

Recuperare da libri o riviste momenti storici importanti che si attaglino a epoche pandemiche, perché essendo il nostro un periodo difficile, merita di essere compreso imparentato con altre epoche che hanno cambiato la storia dei popoli.

Penso che alla comprensione della nostra situazione pandemica e quindi come la conoscenza della storia  delle antiche pandemie sia di  aiuto per riflettere sulla nostra. Quali differenze con le epocali del passato?

Forse il prossimo blog potrebbe riguardare una tra le tante pandemie del passato… e pazienza!

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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