Con il coronavirus gli amanti sono tutti in crisi?    

Bisogna distinguere gli amanti divertenti, seppur stabilizzati, da quelli seri.

Gli amanti divertenti sono quelli con cui si fa sesso e che si considerano importanti perché completano una parte delle vita.

Per fare un esempio specifico, si suppone che alcune di queste persone siano sposate e che il matrimonio per molte ragioni non funzioni più a livello dei rapporti intimi.

L’amante per una donna quasi di mezza età potrebbe essere più giovane di lei, ad esempio, e potrebbe essere importante per lei per l’immagine di Sé per non sentirsi avvilita. Lei dal marito non si sente più desiderata e oltre tutto non è per niente appagata sia sessualmente che affettivamente.

Il sesso invece da parte dell’altro comunica: tu mi piaci, io ti apprezzo, se non altro fisicamente, e te lo dimostro con i fatti!

Questo messaggio rappresenta già qualcosa, se non molto, per chiunque lo senta e lo riceva.

Essere amati fisicamente si traduce in un rinforzo narcisistico del proprio Sé.

Il giovane amante che desidera la donna sposata, sente questa esperienza di amante come importante perché oltre a essere desiderato fisicamente, impara molto dalla donna che considera attraente e che non costa a lui alcuna responsabilità.

Non ci sono di solito conseguenze negative e la relazione si basa su un reciproco regalo.

Se tra gli amanti non c’è convivenza, poiché la donna già convive con il marito, la situazione certo non è completa.

Essere amati e amare fisicamente senza investimenti per il futuro, non può soddisfare completamente entrambi.

Non bisogna sottovalutare però il potere sessuale che è sempre da includere nell’amore tra amanti.

Non penso che il sesso sia praticabile senza un illusione di amore che può ottenerere il suo effetto benefico.

Le persone che praticano sesso, anche con atti di prostituzione, alimentano in quegli attimi un’illusione d’amore, seppur breve, ancora più grande.

In realtà questo esempio serve per ipotizzare che questi amanti non soffriranno molto, seppure oltre due mesi di reclusione a causa del virus, per le molte settimane (per alcuni troppe) di astinenza.

Tuttavia la sospensione, attuata per ragioni igieniche e di prescrizione sociale, potrebbe alimentare il desiderio represso e mantenere la relazione più che mai!

Gli amanti di secondo tipo, cioè seri, sono invece coloro che si amano fortemente e appassionatamente.

Per fare un esempio, sono coloro che, entrambi sposati o almeno uno dei due lo è, hanno trovato un’alternativa al loro matrimonio considerato fallito.

Perché non si sono separati dal coniuge?

Forse non hanno trovato il coraggio, forse hanno trovato invece nei figli un motivo per non agire la separazione, forse per ragioni economiche che oggi sembrano pesare non poco, specialmente con la crisi dell’economia e del lavoro.

La consapevolezza di non essere riusciti a separarsi potrebbe unire di più gli amanti sentendosi ancora di più complici e quindi anche vicini.

Si amano tanto da considerarsi la vera coppia, quella che avrebbe dovuto, con il senno di poi, sposarsi: entrambi rimpiangono quel giorno in cui si sono conosciuti e, senza accorgersene, hanno cominciato ad amarsi.

Queste persone soffrono molto per non potersi incontrare: sentono entrambi che il loro tempo di vita deve essere goduto insieme, anche se in modo sacrificato a causa del legame del loro matrimonio al quale non hanno saputo rinunciare. I loro incontri rappresentano la loro intera vita sentimentale e sessuale.

Il destino in tal caso aggiunge un’altra grave penalizzazione che si pone di ostacolo al loro amore.

Ci sono poi amanti che trasgrediscono la quarantena pur di incontrarsi.

Penso che in questo caso, all’angoscia di star separati, si sommino inconsciamente fantasmi che provocano reazioni emotive di vendetta o di protesta contro chi si opporrebbe alla loro unione. Potrebbe essere contro lo Stato, oppure anche gli sposi con cui sono costretti a convivere. Rischiano naturalmente di contagiarsi, ma un amore travolgente sembra essere quasi un privilegio!

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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