Non abbiamo un apprezzabile comunicatore di Stato

Gli illustri proff. Alberto Zangrillo e Andrea Crisanti sono stati invitati alla trasmissione di Bianca Berlinguer ieri sera, Martedi 30 Giugno 2020, ed è stato un evento, a mio parere, sconcertante.

Non si può comprendere perché nessuno riesca a chiarire la posizione dei due importanti scienziati.

I medici scienziati che sono stati interpellati durante il Covid-19 hanno potuto studiare con il massimo impegno un virus sconosciuto che si comportava in modo stravagante e che appariva sempre più pericoloso, specie in Lombardia e Veneto, mietendo molte vittime.

Ciò di cui si è sentita fortemente la mancanza in quel periodo drammatico è la presenza di un comunicatore scientifico capace di parlare alla grande massa della comunità italiana ed estera con una sola voce unica.

Cosa  avrebbe potuto essere chiaro se i messaggi scientifici invece apparivano alla gente contradditori?

I dialoghi scientifici sono sempre un po’ dinamici e contradditori perché sono fatti di pezzetti di scoperte che si aggiungono progressivamente e che illudono, poi deludono, le loro ipotetiche interpretazioni di quel momento sino a che non si stabilizza una vericidità incontrovertibile del dato scientifico.

Penso che sia stato assurdo far prendere agli scienziati certe responsabilità sui loro messaggi comunicativi lanciati alla gente tramite i media.

Il presidente del Consiglio non avrebbe dovuto permettere ciò o anche lui stesso ripetere ogni giorno quel che gli veniva dato come aggiornamento.

Solo un comunicatore preparato avrebbe potuto interpretare correttamente sia i dati scientifici, sia le esigenze della politica sul governo liberale del Paese.

Certo i medici dal loro punto di vista che cosa avrebbero potuto comunicare se non che la distanza sociale sarebbe stato il principale fattore curativo di un virus che si propaga con una virulenza e contagio inaspettati senza quasi precedenti?

L’unica soluzione sarebbe stata il lockdown per tre, quattro mesi ?

La trasmissione di ieri sera è stata sconcertante perché il prof. Zangrillo sosteneva, e sostiene, che il virus ha perduto la sua virulenza, sebbene non abbia perduto la sua patogenesi e che la cautela doveva mantenersi, ma con questa consapevolezza rincuorante.

Il prof. Crisanti confermava tutto, ma era seriamente preoccupato perché si sentiva responsabile di trasmettere alla comunità un messaggio di irresponsabilità immaginando la gente che avrebbe preso il messaggio come se non ci fosse più alcun pericolo di ammalarsi.

Il prof. Crisanti si sentiva emanatore di messaggi pericolosi per il Paese dichiarando la stessa verità di Zangrillo, ma Zangrillo sosteneva: allora io debbo non dichiarare la verità clinica di quello che scientificamente e onestamente verifico sul campo?

L’uno temeva di danneggiare il Paese raccontando l’esperienza clinica, l’altro, Zangrillo, di danneggiarlo non dicendo la verità!

Il conflitto sta, e si evidenzia, per questa doppia e contradditoria finalità dei mssaggi.

Ma vi pare che siano i medici, già troppo impegnati nel loro lavoro, a doversi prendere una responsabilità politica che spetta a chi governa e soffrire queste angosce sul come comportarsi di fronte al Paese?

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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