12 Luglio 2020 – Lo zelo verso la salute degli italiani

Siamo all’inizio delle vacanze e molta gente non programma di partire per distrarsi dalle situazioni di stress che ha accumulato nei mesi precedenti.

Molte persone si sentono stanche per il lungo lockdown, disorientate, impoverite economicamente, ma non si sentono di avventurarsi in vacanze impegnando soldi che potrebbero servire a sopravvivere nei prossimi mesi.

Gli altri Paesi europei non se la passano tanto meglio di noi, considerando che molti focolai riguardanti il Covid 19 si diffondono ancora e preoccupano alcuni Stati.

La politica italiana appare ferma, gli sbarchi clandestini anche in queste situazioni di trasmissibilità infettiva non demorde, ma anzi aumenta. Le isole risentono di questi sbarchi. La gente avrebbe voglia di riprendere uno stile di vita normale ed evitare ogni tipo di reclusione. Ma la crisi economica picchia forte.

In questi giorni lo Stato sembra immobile.

Alcune relazioni familiari e di convivenza assumono risvolti imprevedibili.

Le tensioni psicologiche sono state per molta gente sconcertanti, causate dai conflitti per la lunga convivenza che ha rivelato aspetti dell’altro sino ad ora sconosciuti, anche dopo tanti anni.

Molti colleghi psichiatri e psicoterapeuti hanno denunciato numerosi disturbi mentali che si sono tutti manifestati con le emergenze virus.

Alcuni anziani hanno temuto di non poter più uscire dalla prigionia, i bambini irrequieti volevano uscire e tornare a scuola al più presto.

Non saprei dire sino in fondo se queste salvaguardie ordinate dallo Stato attraverso il blocco a casa siano state veramente propizie al fine di salvare la vita della Comunità.

Naturalmente metto in conto la crisi economica dell’Italia, che già poco prima dell’attacco del virus vacillava in rapporto all’Europa.

Siamo stati molto previdenti rispetto ad alcuni Stati occidentali che oggi appaiono essersi comportati in modo superficiale, quasi ignorando il contagio, ma a conti fatti dobbiamo ancora verificare il conto complessivo dei danni.

Nel “Giulio Cesare” di ‎William Shakerspeare del 1599 Bruto e Cassio, dopo aver complottato l’uccisione dell’ex-amico G. Cesare temendo la sua dittatura sul popolo romano, si trovano braccati dalla vendetta di Ottaviano, Antonio e Cleopatra. Entrambi si suicidarono tra i fantasmi che li tormentavano con incubi come “ci rivedremo a Filippi…”  in Grecia dove infatti furono completamente sconfitti in una guerra civile tra loro, Repubblicani e Cesariani.

Naturalmente la mia è soltanto un’ironia, e spero che ovviamente, non vi siano rimpianti di sorta e che la ripresa italiana possa avvenire senza ulteriori rallentamenti e virulenze.

Come ho già scritto, le eccellenze della medicina hanno fatto per quel che potevano il loro meglio.

Il virus sconosciuto poteva essere affrontato con una organizzazione sanitaria migliore? Certo le scoperte scientifiche sul comportamento del Covid debbono ancora essere svelate, ma mi domando, le decisioni politiche potrebbero aver voluto mostrare uno zelo eccessivo tanto da essere ammirate dalla collettività?

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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