Perché alcune persone stentano o si oppongono con passione al vaccino?   

Perché alcune persone stentano o si oppongono con passione al vaccino?  

Da quanto ho potuto ricavare dalle informazioni statistiche le resistenze da parte della popolazione italiana al vaccino si aggirano circa al 20% meno che nel resto dell’ Europa e dei Paesi occidentali: si tratta del 16% contro una media europea del 27%, cioè 1 su 4.

Tale percentuale vede gli uomini resistenti prevalere sulle donne di poche unità.

A mio parere coloro che stentano o che si oppongono con risolutezza a essere vaccinati possono essere distinti in 3 gruppi di persone.

1° Gruppo: appartiene la popolazione che all’idea di inoculare nel loro corpo una sostanza vaccinale percepiscono all’istante un grave pericolo per la loro salute fisica e mentale.

Perché?

Bisogna considerare che il vaccino nasce nella vittoriana Londra nel 1853 con il Vaccination Act. In quegli anni vaccinarsi era obbligatorio per i bambini al fine di fermare il dilagare del vaiolo.

Sin dall’inizio il destino del vaccino è stato turbinoso perché gli antivaccinisti erano terrorizzati e terrorizzavano gli altri sostenendo che le vittime dell’inoculazione si sarebbero ammalati dello stesso virus che il vaccino si proponeva di bloccare. L’infezione addirittura avrebbe ammalato e in modo più grave invece di mantenere sani i mal capitati soggetti. Ciò perché i vaccini preparati in laboratorio come anche oggi, introducevano di fatto il nemico, cioè interi o pezzi di virus o batteri in forma indebolita (attenuata) o completamente inattivata. Il fine in realtà era ed è quello di preparare antigeni per contrapporli ai virus infettanti, allertando l’organismo a difendersi dagli agenti infettivi ormai meno pericolosi in quanto avevano già incontrato il nemico in anticipo.

Tutto ciò portò a nascere nel 1867 a una lega antivaccino, quando la legge estese l’obbligo dai bambini anche agli adolescenti.

Anche l’evoluzionista Charles Darwin faceva parte della lega creata nel 1853 affermando che l’evoluzione biologica doveva avvenire nell’uomo per selezione secondo natura, ma la vaccinazione promoveva invece un avvelenamento del sangue con materiale contaminato.

Anche alcuni medici che combattevano  il vaiolo accusarono Edward Jenner, creatore del vaccino antivaiolo, di essere uno speculatore e forse un truffatore.

Anche a quell’epoca i medici contrari al vaccino si attrezzarono con un’infinità di medicamenti alternativi al vaccino stesso considerati più affidabili includendo alcuni preparati omeopatici.

La guarigione naturale avrebbe costituito il metodo e la soluzione più auspicata poiché si sarebbe basata sulla forza della natura che si sperava premiasse gli organismi più dotati e fortunati o beneficati per presunte virtù.

Come allora, anche oggi le persone assai titubanti rispetto al decidere di farsi inoculare qualcosa, si angosciano già di fronte al verbo inoculare che appare e suona sinistro.

Si incolpano i media e i giornali di mal informazioni, nonché i medici stessi di essere incoerenti, si accusano tutti di non comunicare.

In verità non mi sento di condividere queste accuse: i medici poi sono meno confusi e incoerenti di quanto possa sembrare. A ben ascoltare i concetti espressi sono sempre gli stessi e le notizie sul virus variano in base alle più recenti osservazioni cliniche a estensione mondiale che ribadiscono le solite regole rispettose della distanza individuale nei luoghi chiusi, uso della mascherina, frequenti disinfezioni. Qualche virologo intervistato dai media si esprime in maniera più o meno assertiva, severa, ma poco cambia.

Tuttavia le persone diffidenti vanno ovviamente comprese e persuase a vaccinarsi a meno che qualche patologia implicita delle persone possa produrre a contatto con il vaccino reazioni avverse (adverse drug reactions):

La farmacologia si sa, va sempre valutata dal medico di base, ma anche in molti casi dallo specialista perché sul piatto della bilancia il farmaco deve certamente giovare, ma può anche ledere. Tale valutazione a favore dei vantaggi per la salute deve sempre essere evidenziata clinicamente prima di ogni somministrazione.

Si nota che una volta che queste persone sono state tranquillizzate su un rischio infinitesimale che potrebbero correre a svantaggio della salute a causa del vaccino, di fronte ad una statistica immensa a favore dei vantaggi sulla salute, si lasciano persuadere a vaccinarsi.

gruppo: Alla base esiste sempre la paura anzi il terrore spesso inconscio di essere inoculati dal male.

Certo è che in tutti noi alcuni e personali fantasmi del passato sono sempre attivi come si può vedere  attraverso i sogni angosciosi. Oggi all’epoca del Covid non è strano che i personali fantasmi inconsci della mente possano fondersi con quelli che il virus evoca.

Inoltre molto giustamente si è purtroppo osservato che oggettivamente i vaccini possono causare davvero anche gravi problemi di salute. Pertanto se una certa diffidenza, unita alla corretta informazione è certamente d’uopo, bisogna riconoscere che le angosce che sorgono in parte della popolazione, quella che rifiuta i vaccini, è assai esagerata.

In alcune persone le fantasie che ossessionano si integrano con le ancestrali superstizioni che sono inconsce e poiché sono inspiegabili alle stesse vittime, acquistano il potere del mistero e dell’inconoscibile e può suonare come persecutorio. Le vittime di tali fantasmi sono costrette a subirne il potere che in questo caso, obbliga le stesse persone a ribellarsi e a difendersi dal vaccino come se fosse il vero nemico e non più il virus al fine di salvarsi la vita. Chi è invaso da queste paure non solo lotta fuggendo dal vaccino, ma anche comprensibilmente  desidera che la lotta sia lecita e per questo autorizzata: infatti, per chi contesta, opporsi è giusto per  se stessi e lo è anche per il resto dell’umanità avendo la gente il diritto e il dovere di salvare la vita a se stessi e ai propri figli. Dunque in nome della democrazia si è autorizzati a lottare contro la vaccinazione.

Ecco come può crearsi un’ideologia robusta, un’icona che diventa capro espiatorio anche per alcune persone che si informano solo tramite social media e che parlano con altri conoscenti e amici che si influenzano a vicenda e si raccontano la loro teoria anti-vaccino come fosse un rito liturgico.

Persone incerte o anche insicure non vedono l’ora di fare della ideologia e una propria filosofia che in apparenza offre a loro stessi un senso di forte personalità e di sicurezza interiore.

Queste persone che sono in buona fede dovrebbero essere accettate e comprese e aiutate a comprendere certe dinamiche che sottendono i loro rifiuti di vaccinarsi.

3° gruppo: Pensate che chi prende distanze dal vaccino sia persona poco colta e appartenente a una classe sociale piena di preconcetti e non in grado di sapersi auto-criticare?

Vi sbagliate di grosso. Ormai molti oppositori persistenti e che compongono lo zoccolo duro di età che varia dai 50 ai 60 anni sono persone di cultura, spesso di buon livello intellettuale, perfettamente a proprio agio nella società civile, sebbene un alto livello di istruzione sembra ancora correlato a una maggiore propensione a vaccinarsi.

Bisogna allora considerare che se il loro mondo psichico e interiore è a favore di certi sentimenti di pericolo, la mente pur razionale e illuminata non riesce a dirimere e trasformare tali sentimenti in qualcosa d’altro.

Le sensazioni di pericolo hanno una forza superiore cosicché non si fanno piegare dalla logica della realtà che evidenzia il vantaggio di una statistica assolutamente vantaggiosa a favore di chi si vaccina.

La fiducia nel sistema sanitario e nella ricerca scientifica sarebbe fondamentale per persuadere che tale fiducia va estesa ai vaccini. La credibilità delle istituzioni che forniscono informazioni sui vaccini dovrebbe prevalere anche in queste persone la cui convinzione negativa è radicata.  Alcune di queste persone che resistono totalmente al vaccino spesso sono vegane e diventano passive e rinunciano a far parte della comunità e a identificarsi nella gente che si ammala gravemente e muore perché vedono un solo nemico da sconfiggere: il vaccino stesso invasivo e che nel tempo avvelena il corpo.

Reprimere questo terzo gruppo di persone con l’obbligo del vaccino significa ottenere l’effetto contrario innescando un meccanismo di idolatria del rifiuto vaccinale: fra le altre motivazioni che sottendono l’ostinazione a respingere il vaccino potrebbe esserci la prigionia alla quale tutti siamo stati costretti per tanti mesi, la cui ristrettezza ha causato un disagio psichico per molti insopportabile. Si spera che queste chiusure non sia mai più necessario attuarle.

L’Istituto superiore di sanità o il Ministero della salute forse dovrebbero essere più attivi nel riempire il vuoto nel rapporto con la comunità. Certo che la professionalità del medico non consente una particolare seduzione verso la gente, ma sarebbe necessario che divulgatori scientifici prendessero più spesso la parola per far passare spesso le complesse  informazione e non farle apparire contradditorio quando forse non lo erano.

Sarebbe più efficace se si potesse dischiarare onestamente le patologie recentemente scoperte a cui si potrebbe, seppur molto raramente, andare incontro.

La Sanità dovrebbe impegnarsi nell’assumersi la responsabilità su ogni eventuale ammalamento dei cittadini a causa del vaccino. Provvedere a questo interesse aumenterebbe la fiducia e si potrebbe evidenziare che vaccinare è un atto sociale che preserva il singolo, ma oltre tutto l’intera comunità.

Mi auguro che la politica possa mantenere una certa neutralità e che si allei con la scienza mettendo in rilievo ciò che il più brevemente possibile ci liberi da questo dannato virus prima che altre varianti inficino il processo di sterminio che sta per giungere a compimento.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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