Allarme sesso compulsivo! Hypersexual disorder

Allarme sesso compulsivo! Hypersexual disorder

Ormai una decina d’anni fa con S. Sagliaschi (2010) scrissi: La compulsione nella sessualità – Franco Angeli ed.

Il tema riguardava una psicopatologia che aveva colpito da tempo la mia e poi nostra attenzione clinica.

Avevo osservato: lo shopping compulsivo, la bulimia e anoressia nervosa, il gioco compulsivo d’azzardo, la disposofobia, e altro.

Alla base di qualsiasi dipendenza vi è quasi sempre un senso di vuoto, e la fuga verso le dipendenze e la compulsione sessuale riempie tale vuoto non ancora percepito del quale non si ha ancora coscienza.

I sintomi di astinenza quando è cominciata la dipendenza si manifestano quando l’oggetto del piacere non è disponibile.

Gli uomini sono potenzialmente più a rischio rispetto alle donne.

L’eccitazione sessuale e l’orgasmo coinvolgono l’attivazione del sistema di ricompensa all’interno del sistema ipotalamico, e prefrontale-limbico.

L’attività sessuale come coazione a ripetere porta a un’eccessiva stimolazione delle vie della dopamina, delle endorfine, della calcitonina, triptofano e altro nelle strutture del sistema di ricompensa, provocando un desiderio ancora maggiore e alla voglia irresistibile di impegnarsi in quell’azione.

A causa della separazione psichica culturale tra sessualità e affetto induceva, e continua a indurre, molte giovani persone a questo tipo di pensiero, in forza della cyber-phornografia, in riferimento alla sessualità in generale svolta sia con il partner, sia con una o più persone contemporaneamente, sia in senso masturbatorio.

Meno di dieci anni dopo questa patologia entra a far parte della lista delle malattie mentali inclusa dalla Organizzazione mondiale della Sanità (OMS).

Si tratta di un disturbo che riguarda l’iper-sessualità cioè una dipendenza sessuale senza precedenti, dalla quale sembra che, una volta entrati in tale mondo compulsivo di piacere, non se ne possa quasi più uscire.

Le persone colpite, anche in età matura, raccontano che la compulsione nella sessualità, che in genere nasce dalla visualizzazione di film che internet mette a disposizione, a pagamento o in forma diverse, in tutto il globo, contribuisca a generare una malattia che supera per l’intensità in dipendenza di qualunque tipo di stupefacente pesante.

Nel 2019 è riportato ufficialmente nei manuali psichiatrici come l’ICD11 oppure o il  Dsm-V (Manuale fiagnostico e statistico dei disturbi mentali‎), e la psicopatologia viene descritta come una persistente incapacità di controllare gli impulsi sessuali intensi e ripetitivi.

La vita psichica di una persona si focalizza sulla attività sessuale frenetica al punto da tutti gli altri interessi, spegnendo in se stesso le motivazioni a vivere se non per il sesso ripetitivo e le responsabilità di altro tipo.

Rispetto a dieci anni or sono, mi sembra che la situazione da me descritta anche in diversi altri articoli, si sia aggravata.

Se dopo circa 5/6 mesi un forte disagio psicologico e forte nervosismo, un comportamento personale molto strano nel soggetto, si rende visibile in famiglia, al lavoro e in altri ambiti sociali è il caso di sospettare una patologia compulsiva.

Compare anche forte distrazione, assenza del pensiero e astenia, abulia, crisi di funzionamento in piccole attività dove si richiede concentramento, si può sospettare che è in atto una forte dipendenza che chiamiamo addiction.

La diagnosi differenziale viene svolta con maggior certezza quando il tempo trascorso in camera da letto o in luoghi riservati aumenta sempre più e il computer è presente e utilizzato oltre misura.

Naturalmente questa riservatezza riguarda l’attività masturbatoria.

L’addiction è spesso espressa fuori casa e nelle modalità più forti e violente, come gang-bang, orgy, ecc..

Le ragazze come i ragazzi, ancora adolescenti o anche pre-adolescenti, possono avere rapporti sessuali in modo indiscriminato ripetuti sino a trenta volte e più in un giorno.

I protagonisti minorenni diventano qualche volta attori, si prestano clandestinamente e accettano di performare con i loro corpi in filmati che saranno postati in internet.

I pensieri ossessivi e le fantasie indicano il loro carattere severamente impulsivo e/o compulsivo.

L’azione compulsiva è inglobata in se stessi in modo ego-sintonico, cioè “è parte di te e non ti accorgi più di averne un bisogno insostituibile”.

Una ragazza di diciotto anni raccontava di cercare sesso continuamente con chiunque, senza quasi tregua.

Le modalità erotiche che lei descriveva nelle sue confessioni indicava agiti erotici misti come se sfidasse la barriera del sesso impossibile al di là di ogni immaginazione.

Una volta che gli affetti sono stati scissi mentalmente dalle azioni, l’unico interesse sembra quello di provare il massimo del piacere nei rapporti senza limite.

Il punto è che questa ragazza, come altre o altri che ho conosciuto professionalmente, non provano veramente piacere, ma si prefiggono di provare appagamento, non tanto per quello che spontaneamente provano nei rapporti orgasmici, ma i rapporti orgasmici sono conseguenza di un compiacimento per quello che stanno facendo.

Il piacere sta nel momento in cui si accorgono che l’altro, cioè i vari compagni di sesso, in genere persone sconosciute, sono eccitati dalle loro strabilianti performance.

Quel che mi piace … consiste nel fatto che lui o lei impazzisca di piacere per quel che faccio io a lei o a lui – esclamano in genere.

L’abbandono senza regole alla libertà anarchica del sesso mi fa sentire libera o libero.

Alcuni con il tempo si accorgono della loro schiavitù e non possono più provare piacere.

Allora si sentono perduti/e.

Penso che l’educazione primaria sin dall’inizio della vita durante la prima infanzia debba puntare sulla conoscenza della vita sessuale appresa in compagnia dell’adulto verso il quale i bimbi hanno fiducia (care-taker o care-giver) affinchè il sesso sia vissuto come una parte dell’amore e dell’affetto.

Non si tratta di demonizzare niente riguardo alla sessualità, anzi di valorizzare la sessualità come una componente umana dell’amore e della conoscenza dell’altro.

L’altro va rispettato e conosciuto anche attraverso una sana sessualità.

Comunque mi risulta che Michael Douglas, figlio di Kirk,  confessò di essere stato affetto da questa malattia curandosi seriamente, e che successivamente sia guarito.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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