Le telecamere di sorveglianza saranno ovunque

Le telecamere di sorveglianza saranno ovunque

Oggigiorno le telecamere di sorveglianza sono ovunque: all’interno degli edifici e fuori da questi, presso gli aeroporti, le stazioni ferroviarie, le Chiese, gli uffici e nei negozi, e forse più di quanto si creda, molte di queste sono istallate nelle case private.

Non è possibile sfuggire a quest’occhio che tutto vede e tutto registra.

Deriva dalla razionalità di tipo illuministico la nascita del modello di un controllo sociale onnipervasivo e costante sociale. Il giornalista inglese George Orwell, con idee anarcoidi,  ripreso in un altro libro nel 1984 da Emmanuel Goldstein, accenna al concetto del Grande Fratello che sorveglia attraverso un controllo assoluto il comportamento lecito della comunità dei cittadini.

Nel 1982 era uscito il film di Francis Girod,  un film cupo e angoscioso che come il romanzo di Goldstein, descrive la solitudine di chi, anche in casa propria oltre che all’esterno, sa di essere osservato e super-controllato.

Si tratta nel film e nel libro, di fare l’abitudine ad accettare in casa propria un grande occhio elettronico al quale bisogna obbedire scrupolosamente e chiedere il permesso su tutto ciò che si desidera fare: invero sembra imperare una grande dittatura, forse comunista, comunque una dittatura da campo di concentramento.

Jeremy Bentham descrive una torre all’interno di una prigione fantastica dalla quale un solo guardiano sorveglia, grazie a uno strumento elettronico l’Optikon può controllare nella specie di prigione sociale ogni ospite sotto controllo: l’immagine che si ricava consiste nel viver il nostro mondo che agonizza perché non più libero .

L’attore Jim Carry interpretò come protagonista il film The Truman Show nel 1998, un film che rese l’idea di questo concetto fantasioso e rappresentativo psico-drammatico che consiste nel perdere ogni privacy e di vivere la propria vita per il piacere degli altri, senza sapere di essere spiato nella vita quotidiana anche intima.

La TV ha utilizzato in modo spettacolare non solo i Italia, ma anche in altri Paesi occidentali  visibili a tutto il pubblico e per molti spettatori divertente questa idea i intrusiva che prevede l’abolizione delle  pareti protettive sul mondo privato: i programmi: il Grande Fratello e l’Isola dei famosi infatti suscitano grande curiosità, e divertimento

Si parla spesso di distopia, cioè di un’immaginaria società o comunità spaventosa, dovuta a un radicato pessimismo.

Forse il pessimismo e sfiducia derivano dall’immediato dopoguerra e si riferisce alla crisi dei valori sociali che ha portato molti intellettuali borghesi a favorire un’ideologia positivistica che inneggiava al comunismo imposto per recuperare i valori e ristabilire un ordine perduto a causa di un mondo consumistico borghese..

In seguito, sino a non molti anni fa, le telecamere e i controlli proprio per l’aspetto intrusivo che rappresentavano sembravano proibite, se non permesso in casi eccezionali di necessità poliziesca come il controllo dei telefoni e ultimamente degli smartphone.

Purtroppo il mondo è molto cambiato e sono anche molte le persone che per via del terrorismo, della criminalità e della indisciplinatezza fiscale e burocratica incoraggia la diffusione delle registrazioni visuali ovunque, all’esterno delle città, ma anche negli ambienti privati e commerciali..

I taxisti sono muniti di video camere, ormai molti negozi, magazzini, supermercati, alcuni dei quali sono collegati via etere alle Centrali di quartieri locali di Polizia.

Effettivamente, grazie alle telecamere sono state sventati molti crimini come ruberie, violenze, stupri, atti illeciti e delitti.

Sembra che tentare di mantenere un minimo di ordine sociale non permettta di rinunciare alle telecamere più o meno nascoste, oppure anche segnalate.

Le telecamere di sorveglianza per il controllo della velocità stradale delle varie vetture sono infatti segnalate come in altri casi.

Esistono poi sistemi di riconoscimento basati sulla biometrica che studia i fenomeni biologici secondo metodi statistici per formulare valutazioni quantitative come la misurazione dell’alcol i e stupefacenti assunzioni di farmaci non sarebbero concordi con il rispetto della privacy.

Cosa significa questo cambiamento di rotta e interferenza sulla privacy?

Dobbiamo rassegnarci, ma perché?

Perché la nostra società globalizzata con un sistema economico che non riesce a funzionare, se non in alcuni Paesi, ha distrutto molti valori sociali e civili.

Le guardie interiorizzate grazie all’etica civile e morale di un tempo sono diventate elettroniche e esterne e collocate al di fuori di noi tutti.

Oggi occorre sorvegliare quello che un tempo avveniva in buona parte in virtù dell’onore umano.

Quindi  il Governo Statale é costretto a trattarci come presunti disonesti, perché non si fida più del comportamento corretto della gente a causa della complessità sociale del suo disordine.

Aumenta la burocrazia di controllo anziché diminuire come si era promesso.

Si alimenta però un circolo vizioso in una società sempre più dualistica, dove le persone corrette sono sottoposte a controlli come quelle persone non corrette.

La base station può essere collegata al modem-router di casa, e permettere una video-sorveglianza intelligente e completa.

Tale sistema assomiglia al controllo doganali delle polizie attraverso le impronte digitali. Le linee delle papille delle dite nelle due mani oppure l’iride degli occhi di una persona non identificata debbono combaciare con i tratti presenti nel database.

A mio parere, i buoni modelli funzionerebbero come un buon sistema che potrebbe favorire l’ attrazione verso ciò che é etico, migliorare il sistema educativo e sottrarci gradatamente, con il tempo, dalla burocrazia e dal controllo telematico.

E’ necessario poi il miglioramento netto della economia e finanza!

Il terrorismo però costituisce una guerra molto complessa e difficile da risolvere e il controllo dello stato sembra inevitabile e 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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