Paura della guerra o panico incontrollato ?

Paura della guerra o panico incontrollato ?

Una guerra esplosa in un territorio non lontano da noi europei, svolta per quanto ne sapessimo all’improvviso e quindi una guerra inaspettata, non può che generare un senso di sgomento e poi anche di paura. Tutti noi siamo sconcertati, turbati e possiamo sentirci smarriti di fronte alle continue notizie di eventi catastrofici prodotti da un solo uomo a capo di un potente esercito, capace di distruggere. Paura perché non riusciamo ad immaginare esattamente le intenzioni di chi dirige questa operazione di morte, considerando poi che è stato paventato il potenziale uso di arsenali atomici e di una terza guerra mondiale.

Ci eravamo abituati al senso di pace, nonostante le molte guerre scoppiate anche di recente altrove nel globo, ma molti pensavano che nel mondo occidentale non si sarebbe ripetuto quel che era accaduto 80 anni or sono, con le sanguinose guerre e il vasto genicidio nazista di milioni di persone.

Le drammatiche bombe atomiche esplose a Hiroshima e Nagasaki che sancivano la fine della seconda guerra mondiale ci avevano negli anni successivi sussurrato un rassicurante messaggio che imprimeva nella nostra mente un certa illusione di mai più la guerra!

Impossibile la guerra in futuro poiché come diceva Albert Einstein … Io non so con quali armi sarà combattuta la Terza Guerra Mondiale, ma la Quarta Guerra Mondiale sarà combattuta con pietre e bastoni… Era implicito: nessun uomo in caso di improbabile guerra sarà tanto pazzo da usare armi atomiche per distruggere se stesso e la stessa umanità, quindi non ci saranno più guerre !!

Come possiamo commentare da un punto di vista psicologico l’attuale situazione?

La domanda è lecita considerando che molti pazienti sono non solo impauriti, ma spesso altamente angosciati, e molti sviluppano disturbi somatici e di ipocondria e tanto altro.

Gli animali insieme all’uomo sviluppano paura e ciò accade per fortuna perché la paura è una sana emozione innata, perché ci salva la vita dai pericoli reali. Nella paleo-corteccia del cervello, nel sistema linfatico, l’amigdala è un agglomerato di nuclei nervosi a forma di mandorla e occupa entrambi gli emisferi, ed è localizzata nella parte più interna della sezione latero-inferiore. Si tratta di un piccolo corpo che provoca risposte emotive e fisiologiche d’allarme di fronte a un pericolo immediato: può causare aumento del nostro battito cardiaco e del ritmo respiratorio anche sudorazione fredda, ecc, cioè provoca uno spavento che permette di assumere le difese opportune per evitare il pericolo immediato..

Ma l’uomo che funziona come un animale e che possiede innate le funzioni di fuga e di difesa di fronte al pericolo grazie alla paura, possiede in più e anche fortunatamente, una mente immaginativa che è anche assai creativa e produttiva.

Tale potenzialità riguarda tutto ciò che l’uomo si è inventato e ha creato in questo mondo, ma un aspetto dell’immaginazione consiste nell’immaginare anche pericoli che possono non essere reali e cioè cosi detti fantasmi. Questi sono fantasie che non scorrono più come dovrebbero, ma si congelano in noi e poi crescono come i tumori.  Infatti tali fantasie congelate si possono immaginare di color nero e essere minacciose a causa di un evento catastrofico: succede che poi galoppino nella nostra mente sino a creare un processo persecutorio maligno dal quale è difficile uscire. Se il soggetto è già di per se ansioso, il circolo vizioso si può in seguito cronicizzare. Ciò accade perché alcune situazioni traumatiche pregresse mantengono attivi alcuni meccanismi ancestrali di allarme del soggetto che essendo super eccitati scattano prematuramente.

Si producono angosce guidate da fantasie cariche di malanni e di tutti i tipi di tormenti e possono sprigionarsi anche attacchi di panico ingiustificati a contatto della realtà oggettiva, perché non c’è evidenza di cause che provochino tanta sofferenza.

Pensiamo che questo evento di guerra, seppur in un territorio fuori dall’Europa, segua e si intrecci con l’attuale pandemia che ci ha soffocato da quasi tre anni.

Se già come ho scritto a proposito, in questi due precedenti anni, la diffusione del Covid ha creato un senso di panico e specifiche psicopatologie nelle varie popolazioni del pianeta, immaginiamo quali sintomi di smarrimento, di terrore ma anche di fobie e panico possano oggi causare.

Il panico è un sintomo che persiste nell’organismo solo pochi minuti e che coglie chi ne soffre all’improvviso, ma questi minuti sono terrificanti. In molti casi le persone corrono al pronto soccorso degli ospedali temendo di essere colti da infarto o da chissà cosa.

Per quanto riguarda la pandemia ho suggerito in questo blog che l’ansia generalizzata che invade ancor oggi la gente nel terrore di essere contagiati da chiunque e da qualunque cosa potesse aggravarsi anche sotto forma di parecchi sintomi tra i quali il panico. Ciò è dovuto al fatto che il virus è invisibile ed è un nemico strisciante e sinistro dal quale non ci si può difendere se non mantenendo distanza e protezioni di vario tipo da ogni cosa. Quindi il virus è stato ed è un potenziale fantasma per molta gente, perché non esiste la sensazione di poterlo tenere a bada come un oggetto controllabile, se non come abbiamo potuto verificare.

Per quelle persone terrorizzate l’immaginazione mostra loro il virus un mostro invisibile che si insedia nel nostro corpo di soppiatto e con inganno calando giù al proprio interno distruggendo.

Ma in questo caso della guerra si tratta di un oggetto anche troppo visibile !?

Indubbiamente è molto visibile attraverso le varie devastazioni che sta causando e questa distruttività è già di per se realmente incontrollabile e per l’immaginazione umana può essere più che catastrofica.

Ma ciò che si deve aggiungere e che può generare angoscia incontrollabile e panico consiste nell’immaginare la devastazione apocalittica qualora la guerra dilagasse sempre più verso i territori europei.

Inoltre il fantasma che per la mente scaturisce senza controllo è simboleggiato dalle armi atomiche che sprigionano in modo virtuale fantasie mentali onnipotenti.

La bomba atomica distruttiva polverizzerebbe noi con una buona parte del mondo per sempre.

L’idea di una guerra atomica sconvolgerebbe il nostro equilibrio psichico.

Non ci sarebbero rifugi che potrebbero proteggerci, cibo da poter immagazzinare, perché le misure non sarebbero più adeguate ai pericoli.

Quando queste fantasie di guerra prevalgono nella nostra mente ci rendiamo conto di non possedere strumenti di difesa.

Dobbiamo allora reagire di fronte alla nostra fragilità e impotenza.

Si tratta di ridimensionare il panico, l’ansia incontrollata, l’angoscia mortifera riportandola alla sana umana paura che condividiamo con molti attraverso la solidarietà umana.

E’ bene naturalmente per chi soffre di stati di panico e di angoscia galoppante non vivere e dormire da soli, ma è opportuno condividere con gli altri le comprensibili preoccupazioni senza lasciare che esse si ingigantiscano dentro noi stessi.

Le persone che sono percepite come autentiche e delle quali ci si fida dovrebbero aiutare se necessario, mai nascondendo la realtà, ma cercando di narrarla nel veritiero modo relativo a chi già la vive in modo esasperato.

L’immaginazione che produce neri fantasmi dovrebbe anche con l’aiuto di specialisti essere contenuta, specialmente nel caso in cui gli stati angosciosi s’accompagnino a importanti sintomi del corpo. Inutile dire che per gestire le crisi anche la farmacologia per un breve periodo può essere propizia.

John Lennon cantava .🎸… 🥁🎵🎶 ..All we’re saying is give peace a chance …🎵🎶🎸🥁

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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