Curare il corpo con la tecnica psicoanalitica

Curare il corpo con la tecnica psicoanalitica

Breve storia

Sigmund Freud, neurologo, neuropatologo, motivatissimo a trovare una cura per le psiconevrosi malattie nervose che stavano dilagando in tutta Europa. Si trattava di una malattia abbastanza grave con sintomi somatici persistenti come cecità provvisoria, diplopia, paresi degli arti, difficoltà nell’eloquio.  Nel 1885 si recò a Parigi dal famoso neurologo Charcot presso la famosa clinica Salpetriere al fine di imparare la tecnica dell’ipnosi che sembrava fare miracoli nel condizionare i sintomi delle pazienti isterico-nevrotiche.

Tornato a Vienna dal suo più anziano illustre collega Breuer con il quale stava collaborando nello studio privato, dovette ammettere demoralizzato che anche l’ipnosi non risolveva il problema di quella patologia nervosa, se non per un brevissimo periodo di tempo durante il quale la suggestione condizionava il comportamento: inoltre tale tecnica produceva un guaio che consisteva anche nel far aumentare nelle pazienti una notevole ed inutile dipendenza dal medico.

Il metodo catartico (talking-cure oppure sweeping-chimney ) che poco dopo venne sperimentato mostrava qualche utilità: al crepuscolo le pazienti si coricavano su un sofà e si raccontavano al medico collocato dietro le loro spalle per non intralciarle con la vista il processo del pensiero. Tale metodo a scopo catartico mirava a far  scaricare un peso, ad  abreare, come a ripulire dai nodi angosciosi le vie emotive. Ma tale metodo sortiva effetti benefici per periodi brevissimi e così all’improvviso le pazienti tornavano dal medico. Per esempio Berta Pappeneim, la famosa Anna O, ritornava dopo la cura pochi giorni e rivolgendosi al prof. Breuer lo abbracciava, stringendolo a sé amorevolmente, felice di averlo ritrovato, provocando imbarazzo allo stesso neurologo. I sintomi apparentemente spariti erano in poco tempo ritornati e anche acutizzati insieme ad altri nuovi.

Freud osservava attentamente gli eventi clinici di questa relazione e di altre, e intuì comprendendo che quel legame affettivo inspiegabile  da un punto di vista logico doveva rappresentare la chiave per connettere il significato dell’affetto esagerato e insolito che la paziente provava per il medico.

Comprese allora che Anna O. aveva sperimentato un potente senso di gratitudine per Breuer perché questo sentimento era la trasposizione dell’affetto rimosso che Berta provava per il padre morto per infarto, scrutato una volta dalla figlia di nascosto tra le braccia di una prostituta. Lo shock le aveva congelato il proprio mondo interiore che sino a quel momento non era mai più defluito.

Questa intuizione diede origine al metodo psicoanalitico perché Freud comprese che occorreva interpretare il senso che il transfert o traslazione sul medico aveva per ogni paziente. Quale personaggio il medico doveva rappresentare nella mente del paziente durante la proiezione inconscia su di lui da parte di chi si faceva curare?

All’inizio si parlò di teoria del trauma, poi di seduzione, ma Freud comprese che le situazioni affettive potevano essere assai complesse coinvolgendo tante persone, non solo il padre o la madre, e che trauma e seduzione non erano necessarie per creare una psiconevrosi.

Si concluse poi la proficua amicizia con il vecchio collega Breuer con la pubblicazione Studi sull’Isteria de 1894. Breuer infatti confessava di non riuscire più a seguire in questa nuova teoria il giovane collega Freud, che nel 1896 dopo la morte del padre Jacob, iniziava per se stesso un importante percorso di autoanalisi però compiuta grazie all’amico collega W. Fliess di Berlino, al quale seppur fosse solo otorino laringoiatra, Freud per 7 anni scrisse tutti giorni un dettagliato epistolario, confessando pienamente e quotidianamente la sua vita intima e professionale mentre al tempo stesso stava lavorando con pazienti.

Tale appassionata e tempestosa esperienza di autoanalisi gli fu professionalmente molto utile per comprendere come funzionava il proprio mondo interno e sempre meglio le dinamiche nevrotiche dei suoi pazienti.

Nel 1899 e poi 1902 pubblicò l’Interpretazione dei sogni e Psicopatologia della vita quotidiana  con grande successo, specialmente di questo ultimo libro. Nel 1910 nacque a NewYork la Società Psicoanalitica Internazionale, IPA che esiste a tutt’oggi.

La psicoterapia psicoanalitica, pur mantenendo lo scopo del suo fondatore che consiste non solo nella guarigione definitiva dei sintomi, consente una ristrutturazione sana e autentica della personalità, forse inizialmente incerta e immatura.

La psicoanalisi come scienza ha attraversato varie epoche durante le quali è stata messa in discussione sotto vari profili, ma la sua efficacia nella pratica clinica ha permesso non solo di farla sopravvivere. ma di collocarla a pieno statuto tra le scienze mediche, psicologiche e anche epistemologiche. La psicoterapia psicoanalitica non è una scienza esatta così come non lo sono le tre scienze da cui deriva, ma è dichiarata Scienza interpretativa.

I fattori psicoterapeutici che questo tipo di cura utilizza non si riferiscono soltanto al transfert o traslazione a cui Freud teneva in primis affinché venisse isolato come presidio principe per guarire ferite profonde nel paziente, ma tanti altri fattori psicoterapici oggi riconosciuti non meno importanti che si osservano all’interno della coppia analitica. Inoltre le conoscenze neurofisiologiche, immunitarie, di psicologia cognitiva, di scienze delle comunicazione verbale e non verbale che riguardano il funzionamento del corpo vivente hanno permesso alla tecnica psicoanalitica di evolversi enormemente.

Gli studi relazionali della coppia paziente/terapeuta continuano a fornire contributi utili per cogliere ogni meta-messaggio proveniente dal corpo e dalla mente dei due attori che all’interno del setting psicoanalitico giocano importanti vicissitudini verso l’armonia.

Sì perché la situazione psicoanalitica, come diceva Cesare Musatti, il padre storico italiano degli psicoanalisti, la psicoanalisi è in verità uno psicodramma che permette di  giocare in un palcoscenico istanze inconsce all’interno di set, setting teatrale privato… nel quale sono presenti due corpi.

Freud infatti usava lavorare con i pazienti ad un ritmo di sedute assai elevato e cioè la frequenza di ogni seduta era quotidiana e, nonostante egli fosse ebreo, lavorava con il paziente anche il Sabato.

L’alta frequenza delle sedute si spiegava con l’intento di creare una situazione intensa come un viaggio che non prevedesse interruzioni prima del successo e che coinvolgesse il mondo interiore del paziente proteggendolo da eventuali fughe in avanti o atti impulsivi considerati fuori luogo.

Dall’epoca di Freud la tecnica oggi prevede meno rigidità e varie modificazioni del setting che si adattano alla realtà psichica e materiale dei singoli pazienti, trovando la situazione, cioè il setting più consono, cioè al fine di giovare agli utenti maggiormente considerando il tempo da utilizzare e i costi delle sedute.

Durante la pandemia del Covid-19 l’impedimento al contatto tra le persone ha favorito la telemedicina e il telelavoro. Da un punto di vista clinico tradizionalmente le sedute dovrebbero essere svolte di persona perché, come si comprende, la sensorialità umana di chi è  in presenza è fonte di comunicazione, cioè il corpo nel suo insieme è veicolo di meta-messaggi emotivi e non verbali. Il corpo non è solo anatomia, ma rispecchia feedback utili per incontri profondi, perciò sarebbe essenziale che ci fosse la presenza nel setting analitico. Tuttavia, data la situazione attuale, la necessità fa l’uomo virtuoso e cosi’ in molti casi l’uso della distanza con video o telefono è stata accorciata. Per la psicoanalisi, poiché in genere si fa uso del lettino e in tal modo il paziente normalmente non vede l’analista durante l’intera seduta, il  telefono si presta meglio a sostituire la seduta in presenza.

Bisogna accettare che il tempo e i costi della seduta analitiche in una società trafficata richieda anche un metodo alternativo. E’ prevalsa da parte di molti pazienti e psicoanalisti il patto di  accettare nei casi opportuni il metodo a mezzo distanza. Penso che sarebbe meglio dopo il Covid riprendere  l’analisi in presenza come in passato per le ragioni che sono insite nella tecnica psicoanalitica, ma penso anche sia opportuno permettere che la telemedicina venga in aiuto nei casi dove è veramente difficile mantenere un certo ritmo di sedute abitando in altra città, o per ragioni di salute.

In altre parole, sono convinto che lavorare a distanza anche in psicoterapia possa funzionare come una buona e utile scelta di metodo, proprio per evitare di saltare le sedute che fanno parte di un importante percorso. In questi casi, sta allo stesso spsicoanalista introiettare in se stesso il setting che rappresentandoselo da teatro visivo teatro visivo esterno, ( il suo stesso studio come ambiente) a teatro interiorizzato. La situazione è più immaginifica per telefono, i silenzi hanno un peso diverso che in presenza, e tutto ciò va elaborato dallo psiconalista e  fatto eloborare al paziente.

Questi cambiamenti non sono stati pienamente accettati completamente  dalle Società Psicoanalitiche mondiali  ma molte modificazioni del setting e di lavoro stanno avvenendo dopo anni di lavoro, e sorgendo scritti ricchi  di riflessioni e di contributi esperienziali di scienziati appartenenti a tutti i Paesi.

L’evoluzione delle conoscenze in psicoanalisi considerano anche come il miglioramento della salute psichica favorisca quello di salute fisica grazie alla sana regolazione del sistema neuroendocrino e immunitario. Il funzionamento del cervello è da diversi anni parte importante della conoscenza psicoanalitica, specialmente in reazione al funzionamento del sistema nervoso neuro-vegetativo e automatico non controllato direttamente dalla mente, del sistema limbico, degli emisferi cerebrali, dei neurotrasmettitori, dei neuroni specchio .

 Come si migliora

Dopo oltre 125 anni la psicoanalisi come scienza scientifico umanistica mira a valorizzare al massimo le virtù umane: infatti il metodo di cura che promette evoluzione interiore, valorizza il riconoscimento dei propri desideri autentici e una maggior indipendenza dai bisogni compulsivi che spesso emergono sotto forma di svariati sintomi anche somatici.

Ciò permette di ridurre la fragilità del Self = (immagine complessiva corpo-mente del soggetto), le paure e le insicurezze e di aprire la propria vita verso progetti verso la creatività, nonché la salute del corpo. Il miglioramento della salute psichica favorisce anche quello fisico grazie al miglior funzionamento del sistema neuroendocrino e immunitario. La conoscenza dell’attività neuro-cerebrale è da diversi anni parte della conoscenza psicoanalitica, specialmente in seguito al riferimento al sistema nervoso neuro-vegetativo e automatico non controllato direttamente dalla mente, del sistema limbico, degli emisferi cerebrali, dei neurotrasmettitori, dei neuroni specchio .

Essendo la psicoanalisi una tecnica interpretativa che mira alla crescita e autonomia al di là dell’indipendenza materiale, lo psicoterapeuta non intende prestarsi veramente nell’offrire tanto consigli o particolari suggestioni se non durante i colloqui di conoscenza, ma desidera che il paziente adeguatamente aiutato, raggiunga ciò che è veramente rappresenta per se stesso l’anima autentica di Se’.

Non sono adatti alla cura quindi quei pazienti che ad ogni costo vorrebbero consegnare la propria testa allo psicoterapeuta per venirsela a riprendere con comodo, anche dopo molto tempo, purché sia risanata senza assistere al miglioramento. Si può accettare la passività come un sintomo iniziale che va ovviamente curato, ma la demotivazione a curarsi non incoraggia a iniziare il percorso psicoanalitico. Occorre in verità sufficiente collaborazione e pazienza.

 Cosa si intende in psicoanalisi con il termine pazienza?

A differenza di altre tecniche che per lo più si avvalgono di protocolli e strategie che debbono essere seguiti strettamente dai pazienti nelle loro procedure e che sospendono le riflessioni su di sé, la psicoterapia psicoanalitica promette un cambiamento verso una personalissima creativa evoluzione della identità. Il fatto è che in psicoanalisi si può vedere come un investimento sulle risorse di chi desidera conoscersi e raccontarsi si manifesti:  lo psicoanalista si propone di allargare lo spazio psichico in ciascuno per consentire che il  pensiero dinamico lavori. Tale spazio interiore permette al pensiero di giocare all’interno di Sé con i propri interlocutori psichici fantasie, emozioni colorate e neri fantasmi allo scopo di armonizzare questi tra loro. La psicoterapia psicoanalitica favorisce quindi un arricchimento di senso sulle cose e aiuta a metabolizzare il senso di noia e di vuoto che spesso coglie molte persone che non sanno dove andare per trovare alternative e creatività.

Cenni storici di autori che dopo Freud hanno posto il corpo come precursore dell’immagine di Sè 

Sándor Ferenczi, tra gli allievi più brillanti di Freud e, fu tra i primi ad intuire che le idee inconsce potessero essere responsabili di un processo trasformativo a livello fisiologico arrivando a parlare di memoria corporea.

Melanie Klein fu tra le prime psicoanaliste quasi contemporanee di Freud, a descrivere il neonato a contatto con il seno materno e valorizzarne le dinamiche riguardanti le tempeste fantasmatiche che possono accadere in questa fase tanto da impostare anche le gravi e possibili conseguenze nella psicopatologie adulte. Si parla infatti di precursori di posizione schizo-paranoidea e posizione depressiva, invidia, avidità sino alla fase della gratitudine.

Wilfred Bion, altro psicoanalista che ha aggiunto geniali contributi alla scienza interpretativa considera che le manifestazioni corporee possono essere considerate propulsori del funzionamento mentale: allora si dedicò allo studio di come lo sviluppo del pensiero fosse strettamente legato all’espressione dei livelli sensoriali e alla possibilità di favorire un processo di apprendimento dell’esperienza emotiva.

Donald Winnicott psicoanalista ex pediatra, e per questo i cui contributi sono stati apprezzati da tutte le scienze pediatriche,  descrive come l’unità mentecorpo possa essere lo scopo dell’evoluzione psichica in quanto può  permettere lo sviluppo del vero Self attraverso la capacità della madre di contenere (holding) i bisogni primitivi e primari del bambino a partire dalla nascita.

L’evento è finalizzato a favorire l’acquisizione di specifiche competenze teorico-cliniche e di tecnica della Psicoterapia Psicoanalitica nell’ambito della relazione mente-corpo che può essere considerata alla base dell’esperienza umana e che assume estrema importanza nella comprensione e nel trattamento delle patologie gravi.

D’altra parte lo stesso Freud non fu mai indifferente al ruolo del corpo anche quando come più di un secolo fa, non si conosceva ancora bene il funzionamento della cellula nervosa cioè del neurone, sinapsi.

Dovette abbandonare la ricerca neurologica stretta quella connessa con la psiconevrosi perché mancavano le conoscenze di base, ma aveva ipotizzato  con il concetto neuropsicosi da difesa, prima ancora di psiconevrosi, quelle patologie caratterizzate dal meccanismo psichico della conversione somatica, che dovevano essere espressione simbolica di un conflitto psichico inconscio.

In seguito, 1928 il corpo assume un’ulteriore importanza in quanto fondamentale per la costruzione dell’Ego, istanza funzionale che può dunque venire considerato come una proiezione psichica del corpo.

Georg Groddeck medico e psicoanalista tedesco, in quegli anni convinto delle osservazioni freudiane, curava addirittura con qualche scarso, ma apprezzabile successo, le malattie organiche con il metodo psicoanalitico e per questo fu considerato il fondatore della medicina psicosomatica.

Nel 1990 Joyce McDougall psicoanalista irlandese che aveva collaborato con Anna Freud offre con il volume Teatri del Corpo un contributo di grande rilievo riguardo ai disturbi psicosomatici. Si mettono in rilievo le trame sottili e appassionanti lungo il processo psicoanalitico delle varie rappresentazioni che scorrono tra paziente-analista e viceversa.

Un libro italiano di letteratura attuale: Nel 2020 Clara Mucci pubblica Corpi borderline un volume che  tratta della regione affettiva dei disturbi gravi di personalità.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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