Cucinare evoca aria di famiglia

Le trasmissioni televisive che riguardano la cucina sono aumentate di molto rispetto al passato.

Dopo ogni telegiornale c’è la proposta di qualche ricetta e la visione di come si mescolano tanti ingredienti. Alcuni di questi appaiono alla gente originali perché sono importati da Paesi orientali, fuori dalla nostra tradizione come la curcuma che sembra funzioni come un ottimo antiossidante e tanti altri frutti e spezie, ecc

Le composizioni sono strane e preparano alla curiosità verso piatti nuovi e nuovi sapori, nuove idee a cui molta gente non è ancora pronta, ma forse lo diventerà.

Chi si dedica alla cucina maggiormente in una famiglia, la donna o l’uomo ? Alcuni ricercatori se lo sono domandato e hanno verificato che in Italia tra donna e uomo si sta raggiungendo il pareggio.

Alcune donne, come si sa, si sono stancate di essere le dipendenti dal preparare pranzetti per accontentare gli uomini, dipendenti dalle pulizie della casa, dallo stirare, candeggiare, lucidare ecc e così declinano con la cucina. Altre donne al contrario, amano molto cucinare ed evocano le antiche ricette della cucina mediterranea tramandate dalle bisnonne e nonne e cercano di ricostruire antiche sapienze a favore della originale preparazione dei cibi, completamente artigianale e evocando sapori della antichissima tradizione.

Gli uomini hanno aumentato la loro attività in cucina, attività un tempo assai scarsa per creare piatti sia tradizionali, sia sorprendenti e creativi. Molto spesso sono meno delicati delle donne e abbondano in spezie e peperoncino rosso, ma non si può generalizzare.

Anni fa gli uomini dicevano, quasi vantandosi, di non essere capaci di cuocere due uova al tegamino, oggi molti di loro si considerano grandi cuochi e si sa, la moda si diffonde rapidamente grazie anche ai media dove veri guri della cucina ottengono in tv grande seguito e successo.

L’uomo vorrebbe avere il primato di chef in cucina e la donna spesso lo riconosce e dice: accomodati !

Ma perché alcuni uomini si divertono tanto nelle situazioni culinarie?

Penso che ci sia in molti di loro la voglia di scoprire sapori nuovi, così come metaforicamente Ulisse non si tratteneva dal visitare isole sconosciute, mettendo anche a repentaglio la vita dei compagni di sventura.

Mentre Penelope e Telemaco era in balia dei proci, Ulisse si divertiva ad appagare la sua curiosità, rallentando di molto il viaggio di ritorno ad Itaca verso la cara famiglia.

Da un punto di vista psicologico la cucina potrebbe per l’uomo costituire una sfida per mostrare la propria indipendenza dalla madre casalinga e fedele alla casa e ai figli, ma potrebbe metaforicamente anche evocarla continuamente a sé.

Mi madre avrebbe fatto così avrebbe aggiunto meno sale e avrebbe aspettato la cottura a fuoco spento.

Cucinare produce odori che sono tanto cari a chi li riconosce come odori di famiglia e tali odori come si sa, possono tranquillizzare, consolare perché ricordano che la mamma buona è sempre con te, Gli odori sono pieni di ricordi di scene dalle quali alcuni uomini fanno fatica a staccarsi.

Per alcune donne potrebbe essere differente: cucinare era un rigoroso dovere e spesso l’associazione con la stanza dei fornelli è nefasta.

Per questa ragione alcune lasciano volentieri spazio all’uomo chef.

Il problema consiste nel domandarsi chi pulirà pentole e fornelli ?

Compito ingrato e spesso tocca alle donne sebbene qualche uomo sia sensibile e cerchi di non sporcare troppo o addirittura provveda lui stesso.

La cucina mediterranea rimane comunque la migliore!

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

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