L’attività frenetica vicino alle feste potrebbe essere un’ansia ingiustificata

Molta gente, quella che se lo può permettere, va in vacanza ai primi di Giugno. In particolare, sono le mamme che si dedicano alla cura dei loro bimbi che scelgono località marittime quelle che più s’addicono al benessere dei loro cari. Non è di solito troppo caldo, né la pioggia affligge in alcuni giorni e, d’altra parte, anche se fosse un clima un po’ fresco e piovoso, non sarebbe un guaio.

Le mamme stesse si riposano e pensano alla loro vita che è cambiata dal momento in cui sono diventate mamme.

Chi resta in città?

Ci sono anche persone che vivono freneticamente alcuni giorni prima di accettare di andare in vacanza e chi invece rimane a lavorare comunque, non solo perchè è costretto dai contratti di lavoro, ma anche chi è libero imprenditore o pensionato, non sempre può assentarsi da tanti impegni. Ci sono persone che poi, mai vanno in vacanza, proprio anche per scelta.

Queste persone  non si muovono volentieri, preferiscono stare a casa propria perché temono i ladri, perché si riposano maggiormente, perché vivono una dimensione di vita di città o di paese più umana e quindi finalmente, possono godersi la giornata con le persone che rimangono per analoghi motivi in loco.

Noi italiani per quanto più intelligentemente di un tempo, scegliamo le vacanze durante il periodo estivo. Ma ai piedi del periodo natalizio e pasquale si concentrano le attività che richiedono tempi ristretti come se fosse una questione di vita e di morte. Pressioni continue giungono ai lavoratori ai manager come se si morisse andando in vacanza! Non vi sembra esagerato ?

Ne succede di tutto, incidenti, disguidi, arrabbiature furenti, disgrazie varie . A causa di cosa?

A causa della fretta, della frenesia, della stanchezza dovuti a lunghi e stressanti periodi di lavoro si desidera distrarsi e riposare, dedicarsi ai propri interessi, proprio per queste ragioni.

Si aggiunge stress allo stress. La vacanza sarebbe un periodo di vuoto psichico, vacuum tempor come dicevano gli antichi romani, significa il vuoto per essere riempito di desideri intimi e profondi, secondo Virgilio nel de rerum natura. Perché tanta fatica per andare a stressarsi ancora?

La colpa di andare a riposarsi, o distrarsi si cala addosso a tutti noi ?

Naturale che ci siano tante cose da completare, ma perché non prevederle e rimandare ciò che si può posporre. Perché invece sembra impossibile ad alcuni rimandare a dopo un breve periodo di vacanza?

Si, perché ormai le vacanze non sembrano così lunghe come agli antichi tempi della scuola: due o tre e persino quattro mesi. Tempi beati e spensierati….

Giovavano lunghe vacanze ? Gioverebbero ancora?

Penso di no! Illuderebbero sul fatto per cui la vita sia come fatta di vacanza. Anche le vacanze possono stancare, annoiare, passivizzare e impigrire.

Noi viviamo una vita sola e se possibile è meglio che sia varia quando possibile, ma mai passiva!

Quando si è bambini si é in tempo a comprenderlo e lunghe vacanze permettono di fare esperienze varie e graduali. Altrimenti è meglio andar in pensione tardi a meno che non riguardi persone costrette a svolgere lavori pesanti che esauriscono il corpo e la mente con poche soddisfazioni.

La colpa di stare in vacanza dovrebbe essere sostituita dal desiderio di far cose che non si possono fare durante la non vacanza!

Le vacanze poi si dovrebbero prendere durante tutto l’anno per pochi giorni, ma più frequentemente associate a qualcosa che sia utile.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista

Rispondi