Essere ingenui

Che cos’è l’ingenuità?

La mancanza di esperienza che è tipica della prima infanzia perché favorisce una istanza psichica che avvolge il bimbo/a per proteggerli: l’ingenuità va considerata una difesa naturalmente normale.

Il bambino/a che cominciano ad affrontare la realtà esterna, non essendo provvisti di difese anticorpali, sia in senso fisico, sia in senso psichico, sono costretti a restringere l’accesso al sipario del mondo esterno così come avveniva nel primo e tardo Medioevo, nel Rinascimento e nei tempi successivi sino alle guerre di trincea.

Le roccaforti erano costruite e protette quasi completamente dall’esterno, ma tra i bastioni e le torrette venivano lasciate le così dette feritorie ossia delle intercapedini nei bastioni, cioè spazi minimi di accesso all’esterno per infilarvi le armi e controllare le mosse del nemico che si asserragliava attorno alle fortificazioni.

Immaginiamo che i bambini durante l’evoluzione e la crescita psichica si debbano proteggere usando un involucro protettivo dentro la quale si mantengono sino a che venga loro permesso di avventurarsi al di fuori di esso esponendosi al mondo esterno o autonomamente se lo permettano.

Quando diventiamo adulti saremmo sollecitati a diventare realistici, il velo di maja verrebbe gradatamente meno perché si suppone che la famiglia o chi per lei, la scuola, la pratica e l’esperienza in generale abbiano costruito in noi quelle strutture difensive da permettersi di salvarci dalle difficoltà maggiori.

L’atteggiamento ingenuo può tuttavia funzionare ancora come una difesa che adottiamo ulteriormente per non sentirci troppo esposti a certe difficoltà. Insieme alla timidezza lasciamo che alcuni interlocutori psichici interiori emergano e mettano in scena un personaggio che recita la parte dell’ingenuo, del timido, dell’insicuro.

L’ingenuo suppone di regola di non essere ferito senza motivo e pertanto assume e mantiene spontaneamente quella posizione.  Invece i bulli per esempio ne approfittano dell’insicurezza dell’altro: anzi per loro si presenta un’occasione di catturare un’ottima preda!

Perché? La stessa insicurezza dei bulli rammenta le loro stesse difficoltà del passato e per questo sentono un irresistibile bisogno di sconfiggerla, trasformandosi in ragazzi onnipotentemente molesti e sadici.

Questi molestatori seriali nascondono la debolezza che è ancora in loro e che riemerge minacciosa, proprio attraverso l’altro, molestandolo a volte fortemente.

L’ingenuità genera negli adulti che osservano i bambini sospesi nell’ingenuità, un forte sentimento di tenerezza e provoca la giustificazione dei loro eventuali errori e trasgressioni.

Quando l’ingenuità compare negli adulti invece, genera una molteplicità di sentimenti che variano dall’invidiabeato te che puoi permetterti di non vedere la realtàalla rabbia di avere vicino una persona che non può condividere ciò che ti accade, che cavolo la tua ingenuità mi sconcerta perché non puoi vedere o capirmi, tu che vivi nel tuo mondo e mi lasci sola/o. 

Qualcuno di fronte all’ingenuità dell’altro prova una certa simpatia, perché gli ricorda la propria infanzia e gli suona dentro come se l’ingenuità fosse l’equivalente di onestà e purezza.

Che cara sei così ingenua, non vedi che quelli stanno approfittando di te ?

L’ingenuità suona come verginità, ma ad altri come una colpa.

L’ingenuità effettivamente da adulti non si associa solo alla mancanza di esperienza, ma anche alla difesa psicologica chiamiamo idealizzazione che serve a difendersi da ciò che non piace e che risulta complesso e difficile da gestire. L’idealizzazione equivale a coprire ciò che ci spaventa con un velo bianco che ci nasconde la realtà brutta e percicolosa.

Con l’ingenuità ci proteggiamo, occultando noi stessi, con l’idealizzazione occultiamo l’esterno

Preferisco non veder le complicazioni di certe realtà e accomodo il mondo secondo quel che vorrei che fosse!  Molte persone s’arrabbiano proprio per quest’ultimo aspetto: mi fa innervosire la sua ipocrisia e falsità: si comporta come se non capisse quel che succede e come stanno le cose e in tal modo: é più comodo metterela in quel modo !

Il fatto è che l’ingenuità costituisce, particolarmente nel mondo adulto, un serio pericolo.

Il mondo delinquenziale e criminale potrebbe essere conseguenza, non solo di dissocialità e di disonestà, ma anche d’ingenuità. I criminali pensano di essere furbi, ma vivono una vita faticosa, di stress e non di gioia e di sereno benessere?  Non pensate?

Certe piccole scorrettezze che non portano a deviazione la coerenza, pur originale e anarchico, delle scelte, non sono il frutto d’ingenuità, ma il più delle volte, di creatività, addirittura d’ingegno e di alternative alla monotonia prodotta dalla routine quotidiana.

La prima ingenua fu forse Eva? Non le conveniva disobbedire alle leggi di Dio.

La delinquenza che aspira al meglio della vita, è in fondo, senza esporsi , a mio parere,  suona come un cercare sogno di pura ingenuità. Non solo le persone, quasi tutte sono scoperte e penalizzate, ma vivono nell’incertezza e nella irregolarità che, in fondo, delegittima più o meno inconsciamente il senso di identità.

Nei rapporti sociali, matrimoniali, e di coppia le persone commettono scorrettezze, travisano e interpretano male i propri desideri e quelli degli altri, quindi deludono profondamente gli amici, le mogli e mariti e i colleghi di lavoro.

Tradiscono con falsi messaggi, con falsi sentimenti per un altro senza rendersene conto. Giungono in ritardo agli appuntamenti, offendono senza accorgersene attraverso i loro lapsus.

L’ingenuità può produrre dolore nei sentimenti dell’altro se qualcuno che crede in te, e si  fida di te, immaginando che ciò che dici e prometti sia autentico, e che tu sia ben consapevole di quel che hai promesso, e che sia realizzabile. Sarà, invece tradito, non per disonestà, ma perché tu, nella posizione d’ingenuo non sai quel che dici.

In realtà non ti conosci e parli perché in quell’attimo credi che sarà realizzabile, mentre sei lontano da quel che veramente desideri.

Pensiamo a certi giovani ingenui che si radicalizzano nel mondo dell’ ISIS !

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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3 Commenti

  1. Ilaria

    Salve, ho 26 anni e mi ritrovo in questa descrizione, mi sento talmente ingenua che in ogni mia interazione sociale le cose giuste e i giusti comportamenti riesco a capirli sempre troppo tardi. Mi sono accorta che così faccio male alle persone senza rendermene conto, che ritengo sia anche peggio di farlo di mia spontanea volontà

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