Chi mente, chi è sincero?

Penso che di base le persone adulte che godono di una certa sicurezza e fiducia in se stessi, quindi che contano su una personalità abbastanza definita e un chiaro senso d’identità propendano nel dire quasi sempre la verità e ci tengano ad essere sinceri.

Come se comunicassero: non ha senso mentire, non debbo scappare dalla verità, non sono una persona debole!

Molti bambini spesso tendono a dire qualche leggere bugia spesso per evitare di deludere i desideri e le aspettative dei genitori.

Un altro motivo riguarda il conoscere la realtà trasgredendo qualche regola, qualche indicazioni che imprigionano in una indifferibile obbedienza ai più grandi.

Se non trasgredissero attraverso la disobbedienza non crescerebbero mai veramente aderendo al principio di realtà.

Cosa c’è al di là della regola?

Le persone con qualche disturbo mentale, per esempio gli psicopatici, mentono quasi sempre.

Le persone normali nono stante la base di sincerità, mentono spesso.

Si tratta spesso di mentire per aggiustare al meglio una verità troppo scomoda che risuonerebbe male agli altri e quindi viene corretta con una piccola bugia.

Il Tribunale rappresenta il tempio della verità. La polizia cerca la verità. La giustizia richiede la verità.

La gente vuole conoscere la verità.

Riaffermare la propria sincerità potrebbe essere un indizio di bugia da parte di chi insiste.

Spesso chi mente di fronte a una domanda ripete ciò che gli viene chiesto più volte. Spesso finge di non aver compreso la domanda e prende tempo.

Fissare negli occhi senza muoverli con il corpo e le labbra rigide può essere indice di ansia che si manifesta nel trovare un posto dove situarli per nascondere l’imbarazzo emotivo..

Chi è sincero ti guarda negli occhi perché non ha nulla da nascondere!

Il sorriso è sospetto, se si intuisce un senso di imbarazzo: altrimenti può essere segno di padronanza e muove tutto il suo corpo con spontaneità e disinvoltura.

La persona sincera mostra di non credere che l’altro non ti possa credere. Sarebbe assurdo che non mi credesse!.

Spesso chi mente fornisce una molteplicità di dettagli che non sono utili.    Una molteplicità  di particolari non servono che a sviare la verità!

Discorsi sereni e coerenti aumentano la fiducia di chi ascolta. Le contraddizioni portano a sfiducia!

Se si lasciala persona che potrebbe mentire, quando lui o lei è alla fine del discorso richiedere di ripeterlo potrebbe indurre in imbarazzo e contraddizioni perché lui o lei non ricordano ciò che hanno detto perché hanno inventato quanto detto.

Raccontare la verità, non implica richiamare alla mente ciò che si é già raccontato, non occorre ricordare con fatica.

La polizia durante gli interrogatori conosce bene questa strategia!

Mentire costa impegno e richiede stress: il mentitore vorrebbe tagliare corto la conversione o l’interrogatorio per non sopportare a lungo lo sforzo mentale che mentire implica.

Dopo un po’ di tempo il mentitore sbatte le palpebre con una maggior frequenza, abbassa il tono di voce e crea una distanza con l’interlocutore che gli domanda tante cose e tende a creare una distanza anche fisica.

Solo in alcuni casi conviene mentire: per salvarsi la vita durante una rapina o situazioni simili.

In amore quando sarebbe troppo difficile non offendere la persona che sinceramente si ama, si può correggere la verità!

Oppure in circostanze veramente particolari …in genere non conviene mai.

Essere sinceri rafforza la propria identità e fa sentire orgogliosi di Sé aumentando la fiducia in se stesso e negli altri che ti possono capire di fronte a certi errori che hai commesso.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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