Numero quattro: Corpo e mente nella malattia psicosomatica

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Le malattie somato-psico-somatiche possono causare severe patologie all’organismo compromettendone il funzionamento. Ne elenco alcune:

Le neoplasie maligne occupano un posto indiscutibilmente importante, se gli aspetti psichici sono stati lasciati trascurati e devastati per lungo tempo.

Inoltre dobbiamo considerare i disturbi dell’alimentazione che si evidenziano intorno ai due eccessi: l’anoressia nervosa e la bulimia la cui conseguente obesità viene gestita dal paziente con frequenti e dannosi vomiti dopoi pasti e l’uso massiccio di lassativi.

Altre malattie insieme ai sintomi psicosomatici a carico del sistema gastrointestinale, per esempio la rettocolite emorragica.

Alcuni disturbi psicologici sono presenti in alcune malattie a carico del sistema respiratorio, ad esempio dispnea iper-ventilatoria, con forte singhiozzo.

Alcuni sintomi a carico del sistema cardiovascolare come l’insufficienza coronarica e, persino, l’ipertensione arteriosa essenziale, la cefalea emicranica, la nevrosi cardiaca, le algie precordiali.

Le malattie e i sintomi relativi al sistema cutaneo: ad esempio la psoriasi, l’eritema pudico (rossore da emozione), l’acne, la dermatite atopica, il prurito, la neuro-dermatosi, l’iperidrosi, cioè la sudorazione abbondante incontrollabile, l’orticaria, la secchezza della cute e delle mucose, sintomi sessuali quali impotenza, vaginismo.

Certe malattie e i sintomi somatici relativi al sistema endocrino, come ad esempio iper o ipotiroidismo, ipoglicemia, diabete mellito.

Le malattie che hanno connessioni vistosamente somatiche utilizzano i meccanismi difensivi più arcaici a causa dei quali si attua un’espressione diretta del disagio grave psichico attraverso il corpo.

In queste malattie, l’ansia, la sofferenza, le emozioni troppo dolorose per poter essere vissute e sentite, trovano una via di scarico immediata nel soma (il disturbo).

In genere, il paziente somatopsichico si presenta con un buon adattamento alla realtà, con un pensiero sempre pieno di agiti, fatti concretissimi, ma povero nell’espressività emotiva e nell’introspezione verso se stesso e nelle varie connessioni di significato.

E’ come se si proteggesse da una corazza caratteriale per non consentire l’accesso al suo mondo interno.

Il grave paziente psicosomatico accusa sintomi fisici che naturalmente vorrebbe eliminare come se si potessero asportare chirurgicamente.

Per chiarire meglio, si tratta di un paziente che difficilmente riferisce sentimenti quali rabbia, paura, delusione, scontentezza, insoddisfazione, invidia.

Si tratta di pazienti che hanno difficoltà a far venire alla luce emozioni, quindi i fantasmi rimangono dentro di loro.

Tutte le loro capacità difensive tendono a tener lontani contenuti psichici inaccettabili, a costo di distruggere il proprio corpo. In questo senso una persona, incapace di accedere al proprio mondo emotivo, potrebbe non percepire rabbia, frustrazione o stress, per una difficile condizione lavorativa e neppure immaginare una possibile connessione tra la sua ulcera e le emozioni o i vissuti relativi al loro lavoro.

Il soggetto già prima della nascita, (voce materna, luce, alimentazione, movimento, violenza, ecc) fa molti incontri che rappresentano una specie di imprinting come gli animali di K, Lorenz.

Le integrazioni di tutti questi incontri successivi per assimilazione e accomodamento (Piaget), si integrano tra loro dando luogo alla costruzione di personaggi simbolico, buoni e cattivi che rappresentano per l’Ego, (Sistema Nervoso Centrale ed Endocrino) gli interlocutori interni che condizionano più o meno il regista (l’Ego) e generano il vissuto, cioè il nostro soggettivismo.

Gli interlocutori interni formano il nostro vissuto delle cose del mondo, della gente, dei nostri contatti in genere nelle situazioni.

I nostri interlocutori dell’Ego cattivi (fantasmi), sono metafore per chiarire il meccanismo dialogico del nostro vissuto tra personaggi interiori. Rappresentano il risultato integrato tra emozioni sgradevoli che si associano a neuro-trasmettitori che circolano nel sangue e generano ansia, disagio, dolore,  a causa di un eccesso di catecolamine, ecc.

Ma esistono fortunatamente anche nostri interlocutori buoni che in genere sono le metafore che prevalgono sui fantasmi persecutori che sono il risultato integrato tra emozioni gradevoli e neuro-trasmettitori che generano piacere e un vissuto piacevole.

Ecco perché la vita psichica coinvolge il corpo e viceversa a seconda di come la sofferenza o la sensazione di felicità prevalgono.

Da un punto di vista endocrinologico esistono alcuni neuro-trasmettitori, le catecolamine, che sono ammine biogeniche circolano nel sangue e sono composti chimici derivanti dall’amminoacido tirosina.

Le catecolamine più importanti sono l’adrenalina (epinefrina), la noradrenalina (norepinefrina) e la dopamina.

Le catecolamine, come ormoni, sono secrete dalle ghiandole surrenali in situazioni di stress come cali di glicemia e quando l’organismo sopporta molto stress psicologico (distress).

Sono sintetizzate promosse dal Sistema Nervoso Centrale nelle terminazioni simpatiche per essere trasmesse e trasmettere messaggi di vario tipo grazie ai neuro-trasmettitori. Ad esempio l’adrenalina e noradrenalina, dopamina, il glutammato, il gaba, il cortisolo, l’acetilcolina, alcuni neuro-rmoni buoni e che danno piacere come la serotonina, l’istamina, le endorfine, l’ossitocina, o come la tiramina, caffeina, la teobromina e la feniletilamina, il triptofano.

La neuro-trasmissione è il principale meccanismo attraverso cui la bio-chimica s’integra e si armonizza con i nostri sentimenti generando in noi i vissuti più disparati.

Corpo e mente, soma e psiche sono sempre interconnessi.

Le emozioni e quindi oscillano continuamente positivamente generando buon umore, oppure ansia, depressione, rabbia e negatività, cattivo umore.

I sentimenti che seguono portano a un carattere specifico chiuso, aperto affettuoso o iracondo.

Le informazioni viaggiano all’interno del sistema nervoso sotto forma di segnali elettrici detti impulsi nervosi, che partono dal corpo cellulare del neurone e percorrono l’assone arrivando alla terminazione nervosa.

Il passaggio di tali impulsi da un neurone all’altro è possibile grazie alle sinapsi e ad alcune sostanze chimiche da esse rilasciate chiamate mediatori chimici o neurotrasmettitori (che trasformano l’impulso elettrico in segnale chimico).

Nella trasmissione del segnale nervoso tra due neuroni sono coinvolti un neurone pre-sinaptico ed un neurone post-sinaptico. Una volta giunto al neurone pre-sinaptico, l’impulso nervoso non può passare direttamente al neurone post-sinaptico poiché questi sono separati da uno spazio chiamato fessura sinaptica.

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Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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