Ti è antipatica la matematica?

E’ noto da sempre che l’ansia della matematica sia percepita ambivalentemente dai ragazzi di scuola, e anche ai grandi, con sensazioni di tensione e ansia che interferisce nell’uso dei numeri e la risoluzione di problemi matematici nella vita quotidiana e in situazioni accademiche.

Molti ricercatori hanno poi cercato di capire cosa provochi l’ansia della matematica e quali bambini ne facciano maggiormente cattiva esperienza.

La maggior parte degli studenti con cui i ricercatori hanno parlato sono quelli che temono l’autorità: l’ansia è cominciata quando gli argomenti sono diventati più complessi e hanno sentito di non poterli risolvere.

Un’altra ragione alla base delle difficoltà, come riportato dagli studenti, era legata al riciclo continuo di insegnanti, che implicava un cambio continuo anche di stile di insegnamento, creando confusione.

Questi ricercatori hanno scoperto un pattern nella distribuzione dei numeri primi.

L’aspetto più importante e sorprendente di questa nuova ricerca è che suggerisce che la maggior parte degli studenti a cui la matematica provoca ansia ha in realtà capacità intellettive notevoli.

Diversi estratti delle interviste fatte dai ricercatori spezzano il cuore: alcuni bambini hanno detto di aver sentito di conoscere le risposte all’esercizio, ma che sono andati nel panico, o che hanno cercato di combattere una confusione iniziale.

Penso che la matematica si presenti nella scuola come l’emblema dell’intelligenza, di autorevolezza se non l’emblema dell’autorità tra tutte le materie.

Molti temono di non essere all’altezza di Albert Einstein.

Si presenta come un linguaggio a parte che non tutti possono padroneggiare.

Perché?

Si tratta di un linguaggio separato dalle altre materie, un linguaggio chiuso molto severo, che non lascia via d’uscita. Se non lo hai abbracciato come un linguaggio tuo, ne rimani soggiogato, se non hai ben capito la grammatica e sintassi della matematica e quindi la logica di base, cioè il principio, l’implicita logica del meccanismo, il nucleo del senso non aiuta a chiarirne il principio di base

Se non sei sintonizzato su una logica sei dunque destinato a fallire.

Il problema apparentemente semplice da risolvere prevede una sola e unica rigorosa soluzione.

La matematica possiede un metodo arguto che segue una strategia, una logica per arrivare alla stessa conclusione e non ad altre.

Più gli insegnanti dicono che il problema è semplice e maggiormente gli studenti si inibiscono perché si frustrano a maggior ragione di deludere gli insegnati che non comprendono cosa a loro volta cosa possa sfuggire agli studenti e non comprendano come alcuni studenti, mentre altri appaiono bravissimi nel risolvere certi problemi e persino le famose matematiche quelle delle derivate.

La matematica può per alcuni funzionare come una prigione. Hai solo una soluzione per risolvere un problema e non hai altre vie d’uscita.

Se l’ansia ti sovrasta, perché non puoi inventare un’altra soluzione, non hai speranza perché ti senti chiuso in una morsa.

Mentre le altre materie consentono di esprimere i concetti in varie maniere, di avvicinarti alla verità che hai sostanzialmente compreso, la matematica invece non ti offre via di scampo.

La letteratura, la filosofia, la storia puoi raccontarla in vari modi sempre aderendo alla realtà dei fatti e ottenere piena soddisfazione.

Dalla matematica invece ti puoi sentire intrappolato.

Occorre mollare le difese e le resistenze verso una materia antipatica e imparare un linguaggio differente da quello che conosci dal quale lasciarti conquistare senza bracci di ferro.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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