Il negativismo e disturbo oppositivo provocatorio

Chi sono i negativisti?

A me sembra che nella popolazione esistano due tipologie di negativisti, naturalmente in riferimento al virus Covid-19.

La prima tipologia riguarda coloro che contestano l’importanza sociale che la Government, costituita da politici e sanità, attribuisce al Virus. L’infezione esiste, ma questa parte della popolazione accusa le autorità di interpretarla come se si trattasse di obbedire a un dittatore al quale tutti dobbiamo sottometterci in modo assoluto, sacrificando in primo luogo l’Economia per continuare con la qualità della nostra vita e il tempo durante il quale siamo costretti  a contenere duramente, nella vita sociale, il desiderio di sentirci liberi.

La contestazione di questi negativisti dunque non nega l’esistenza del Virus, ma l’importanza che le viene attribuita.

Si propone una giusta mediazione tra il pericolo di ammalarsi, che viene considerato non una così grave piaga sociale considerando statisticamente i morti e paragonandole ad altre malattie mortali, e il danno reale dell’Economia del Paese che causa e causerà grave impoverimento del Paese con tutte le drammatiche conseguenze sulla vita della gente.

La seconda tipologia riguarda coloro che negano l’esistenza nel senso biologico del Virus e implicitamente sospettano e accusano la Government di ingannare il Paese per esercitare un potere subdolamente a fini di speculazioni economiche di vario tipo.

Certe persone appartengono alla categoria di coloro che negano anche che siano esistiti i campi di concentramento nazisti nella seconda guerra mondiale, oppure che gli statunitensi abbiano mai compiuto la missione sulla Luna negli anni 60 e che sia stato creato in teatro/laboratorio come messo in scena. Il fine di ciò riguarderebbe per queste persone la manipolazione occulta da parte dei Governi della realtà per impadronirsi di potere politico.

Già lo psichiatra svizzero E. Bleuler, ai primi del 900, aveva parlato di un atteggiamento psicologico nel bambino che è oppositivo e che blocca gli stimoli fisiologici che provengono dall’esterno come il controllo degli sfinteri o anche gli stimoli della fase.

Nell’adulto questo comportamento oppositivo può far parte della grande patologia psicotica perché in alcuni casi si estende anche ad altri atteggiamenti oppositivi automatici ritrovati nella schizofrenia e nei disturbi catatonici.

Non sempre tale disturbo è così grave, sebbene la tendenza oppositiva provocatoria spesso includa una sorta di negativismo che implica comportamenti di sfida e ostilità verso ogni autorità.

Il disturbo oppositivo provocatorio  combatte a priori ogni tipo d’autorità e spesso si manifesta sin dal primo anno di vita e poi riappare ai tempi della scuola e si protrae nel tempo in modo indefinito ricadendo sul carattere e quindi sul comportamento adulto.

Certi bambini piccoli di pochi anni rifiutano di vestirsi, alcuni di parlare (mutismo selettivo).

Alcuni casi più gravi (catalessia) manifestano sin da piccoli rigidità del corpo, insensibilità al dolore e disturbi psicomotori.

Superate certe fasi, in età adulta può accadere che certe persone vivano interpretando con accanimento tutte le informazioni sociali come negative e persecutorie.

La cura di queste persone è di pertinenza psichiatrica.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
__________________________________________

E tu come la pensi? Scrivimi un commento o una domanda sull'articolo...

Rispondi