Angoscia da limbo

Dal Gennaio 2020, l’Italia sperimenta uno stato di prigionia a causa del Virus Covid-19.

Anche se dopo il primo lockdown sembrava terminata la clausura, ancora si vive perennemente in uno stato di limbo.

La situazione di contagio sempre in aumento rinnova l’angoscia di chiusura e non scongiura il blocco totale.

Gli sforzi immani di alcune categorie di lavoratori e di professioni sembrano da un momento all’altro essere stati vani. L’incubo ritorna negli animi della gente perché la curva del contagio risale a livelli paragonabili a quelli di alcuni mesi primaverili quando era vietato uscire di casa se non per netta necessità. L’intervallo estivo trascorso dalla gente sotto uno stato di ordinanza di semilibertà da mascherina, proibiva i contatti fisici ravvicinati tra la gente. Oggi sembra aver provocato ugualmente trasgressioni assai colpevoli tanto che la popolazione sperimenta in parte fantasie di colpa.

Si ha un senso diffuso di scoprire che i buoni risultati ottenuti dopo la clausura possano essere quasi del tutto vanificati.

Tutto risuona come se fossimo ricaduti nel peccato mortale.

Le vacanze di Natale saranno di nuovo condizionate nell’obbligo di stare a casa o in quarantena?

Nella concezione dantesca le anime dei morti, pur battezzate, si trovano ancora nella situazione del peccato originale e quindi sospesi e in attesa di giudizio.

Se sinceramente pentiti, e a seconda dei loro peccati, potranno trovare o clemenza nel perdono e vedere la luce del paradiso, oppure se non perdonati saranno condannati definitivamente alle pene dell’inferno.

Naturalmente ci rendiamo conto della situazione sanitaria oggettiva nella quale versano quasi tutti i Paesi del mondo, situazione che è alquanto precaria, ma qui ci stiamo occupando, da un punto di vista psicologico, di come la maggior parte della gente sperimenta questo stato di limbo orchestrato dalle notizie oscillanti che giungono dalle news dei vari media.

Le notizie che provengono dall’esterno, che vengono filtrate dalle autorità del Paese dalle menti della popolazione attraverso interlocutori interiori che parlano dentro di noi a livello non cosciente, come se fossero personaggi, assolvono e sgridano attivando emozioni di vari colori emotivi.

Queste voci interiori delle quali non ci accorgiamo a livello cosciente costituiscono il vissuto soggettivo del mondo esterno. Il vissuto è costruito e interiorizzato dalle esperienze passate di ciascuno.

Ci accorgiamo forse di questi strani interlocutori interiori durante i nostri sogni, dei quali ci ricordiamo, in particolare nel caso di incubi e magari di certi fantasmi che ci disturbano durante il giorno accompagnati da una certa dose di angoscia e di panico.

Ecco appunto che alcuni tra questi interlocutori veicolano preoccupazioni reali, quali i problemi economici che assillano e che deprimono e allarmano più o meno fortemente le persone, altri invece provengono da incontri e di esperienze antiche.

Ma il limbo rappresenta l’attesa incessante che per alcuni allontana la fine del tunnel e aumenta il senso di non poterne uscire, per altri la speranza di essere premiati per la sopportazione.

Le persone anziane in buone condizioni fisiche possono sperimentare la sensazione di essere punite e derubate dei loro importanti anni di vita e di trovarsi alla fine della galleria di fronte ad un precipizio. Alcuni anziani con malattie pregresse temono che il virus si impossessi di loro.

I giovani adolescenti a lungo andare possono percepire la mancanza di contatto sociale sensoriale come una punizione per ulteriori inconsapevoli trasgressioni.

Si parla infatti di oggetti di angosce da limbo perché non sappiamo quanto tempo il virus ci condannerà a tale attesa.

Si tratta infatti di una situazione epocale che condizionerà il nostro futuro, che speriamo apra a un positivo Rinascimento.

Il telelavoro sembra essere una scoperta tecnologica utile anche se parzialmente depriva del contatto umano.

Il telelavoro comunque permette già oggi di intrecciare nuovi rapporti lavorativi in tutto il mondo e giustifica alcune rinunce implicite.

La tecnologia nella telemedicina, si sta sempre più sviluppando nella comunicazione elettronica specie all’apparire del G5.

La collaborazione politica ed economica tra Stati nel mondo dovrebbe essere promossa con esiti migliori di ieri.

Anche la cultura e la conoscenza dovrebbe diffondersi più rapidamente grazie agli espedienti comunicativi.

L’attenzione all’ambiente nel quale viviamo dovrebbe migliorare considerando che la microbiologia insegna quanto la disattenzione al territorio possa provocare la propagazione dei virus, batteri e funghi.

L’antropocene cioè l’insieme delle caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche in cui si svolge ed evolve la vita, sia stata fortemente danneggiata a causa degli stravolgimenti della natura dei territori i ad opera dell’uomo.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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