La democrazia insita nel metodo di cura psicoanalitico

La democrazia insita nel metodo di cura psicoanalitico

L’adolescente

Si può considerare il periodo adolescenziale come un’epoca differenziata dello sviluppo sia fisico sia biologico, nonché psicosociale. Le psicodinamiche adolescenziali presentano problemi mediamente delicati che compaiono ad una età sempre più precoce (preadolescenza 11-14 anni vedi in questo stesso blog, baby-gang) relative sia all’obbligo imposto di crescere nei vari contesti sociali, sia nei contesti scolastici nei quali i ragazzi operano.

Come è noto l’adolescenza riflette la fase di vita interposta tra l’infanzia e l’età adulta, e si caratterizza come anche un fase importante e complessa di trasformazioni fisiche e psichiche rilevanti. Si tratta di accettare il proprio corpo che cambia che coinvolge la percezione di Sé, nel suo mettersi in relazione col mondo e infine l’importante scoperta della sessualità.

Nel ciclo di vita un certo rilievo assume la psicopatologia del comportamento sessuale anche naturalmente connesso con l’anatomia, la fisiologia e l’endocrinologia, scienze che aiutano a chiarire nel comportamento gli aspetti biologici, emotivi e cognitivi. Infatti non sono rari disturbi parafilici, disforie di genere, disfunzioni sessuali così come nei manuali in particolare il PDM-2

I modelli di trattamento sia psicoterapeutici, sia farmacologici rivelano spesso una iper sessualità nei giovanissimi (R. Pani S. Sagliaschi 2010 La compulsione nella sessualità ed Franco Angeli) e le compulsioni non significano affatto per l’adolescente una sessualità sana.

Alcune situazioni possono complicare lo sviluppo psichico come la separazione dai genitori, perché ciò implica trasformare il rapporto madre-padre assumendo su di sé alcune funzioni svolte da loro, come la capacità di darsi regole, di fare scelte libere, ecc. e inoltre l’ambivalente ricerca di indipendenza può mettere il giovane di fronte al mondo esterno di con gravi difficoltà.

All’interno del rapporto con i coetanei, i giovani possono misurarsi con la fantasia di dover assomigliare all’amico, persino essere uguale, oppure al contrario differenziarsi al massimo come se si trattasse di un nemico.

Spesso il  bisogno di conformarsi, e di sentirsi parte di un gruppo come punto di riferimento insieme al timore di sentirsi escluso può diventare una severa ossessione .

In realtà, tanti passaggi anche drammatici che possono sfociare nella psicopatologia avrebbero come obiettivo la costruzione della propria identità, io esisto in modo stabile, sono come gli altri, quanto mi piaccio, quanto sono detestabile. L’individuazione di Sé implica un dialogo intrapsichico che si svolge a livello inconscio tra personaggi emotivi che nascono e derivano dalle esperienze vissute e che a livello intrapsichico generano dubbi ed incertezze sull’immagine di Sé e sulla identità dell’Ego. Prova dell’esistenza di questi interlocutori inconsci del dialogo interiore ce la offrono i sogni e i deliri e allucinazioni delle persone che soffrono di disturbi gravi psicotici. In questi soggetti i personaggi emotivi connessi con certe esperienze, non sono sotto il controllo del soggetto sofferente e si manifestano in modo allucinatorio.

Il fallimento anche piccolo di questo dialogo intrapsichico, nel senso di una prevalenza di interlocutori inconsci svalutanti e persecutori porta a uno squilibrio psichico più o meno severo. Succede che fantasmi cattivi prevalenti su interlocutori buoni quelli che riguardano invece la fiducia di base e l’autostima,  può portare l’adolescente verso una provvisoria via d’uscita che consiste nell’agire impulsivo e compulsivo, (acting out).

Succede che il ragazzo non può fare a meno di mettere in atto una serie di atti che rappresentano una fuga in avanti a causa di un’angoscia non più gestibile.

L’impulso incontrollabile a causa di un senso di vuoto, di uno stato mentale con-fusivo figlio di mondo surreale, deve sfociare per questi giovani nell’agire impulsivo, che spesso diventa compulsivo, fatto  di comportamenti stereotipati, sadico-masochistici e psicopatici (vedi in questo blog del 11/2/22 Le nuove baby-gang…). Succede ciò perché in questi ragazzi pre-adolescenti non c’è spazio psichico che consenta alcuna elaborazione, per così dire digestione degli eventi che si presentano ogni giorno.

Il pensiero provvisorio di questi giovani sofferenti e che dovrebbero essere curati, porta ad un agire che deriva da un pensiero autartico, nel senso che essi cercano un padrone, ossia un dittatore che comandi loro condizionandoli in ciò che debbono fare per salvarsi dal clima surreale, negativistico e nichilistico che si è impadronito del loro mondo interno.

Questi ragazzi lottano a livello inconscio contro una dipendenza assoluta dalla quale vorrebbero continuamente liberarsi, ma dalla quale non sanno fare a meno, perché soffrono di enorme bisogno di congiungersi a un genitore magico e onnipotente con il quale si identificano a livello inconscio e che infatti essi stessi replicano nei loro atti onnipotenti e distruttivi.

 Il metodo di cura psicoanalitico

Il metodo psicoanalitico di contro contrappone a un pensiero autarchico un pensiero democratico perché propone un lavoro terapeutico nel quale deve predominare uno spazio psichico interiore, all’interno del quale è possibile dialogare con i propri interlocutori interni. Il fine è quello di trovare gradatamente un accordo, un’armonia che consenta all’Ego (questo è il mio corpo, io esisto io cammino, io studio, ecc..) di procedere nell’affrontare la realtà facendo prevalere i desideri autentici al di là dei bisogni autentici.

Il mondo interno potrebbe essere paragonabile ad un piccolo teatro che ciascuno di noi conserva nell’intimo di noi stessi: i personaggi che si muovono in questo spazio psichico sono le stesse emozioni che hanno accompagnato alcune esperienze di base all’inizio della vita per un certo periodo di tempo. Questi incontri hanno promosso importanti influenze emotive che si imprimono nella memoria del mondo interiore (memoria implicita ed esplicita). Per esempio, sono costituite da contatti con chi si è preso cura in specifici momenti durante i quali sono apparsi al ragazzo espressioni svalutative, o al contrario di importanti estimazioni. Durante lo sviluppo il ragazzo fa un’infinità di incontri che influenzano il proprio modo di percepire l’immagine di Sé. Si tratta di insegnanti, di compagni di scuola, ecc.

L’aspetto democratico del metodo psicoanalitico consiste nel fatto che si promuove durante la cura l’ascolto del mondo interno di ogni contrasto emozionale di vario colore psichico, favorendo un dialogo che si oppone ad un padrone autarchico dal quale il soggetto dipende .

Il lavoro analitico, mira quindi a trovare un’armonia nel Sé, (corpo-mente-psiche) con lo scopo di liberare l’Ego da fardelli che inconsciamente lo opprimono.

I dubbi che sorgono nella costruzione del Sé vanno conosciuti e rispettati perché ciascun dubbio riflette le posizioni spesso contrastanti dalla quali guardiamo il mondo, ma sopra tutto come guardiamo noi stessi con il fine di trovare un’armonia .

Tali posizioni spesso in contrasto tra loro, durante il lavoro psicoanalitico debbono trovare una buona integrazione e permettere all’Ego di sentirsi padrone in casa propria.

In un certo senso questa metabolizzazione dei punti vista interiori, dei personaggi emotivi assomiglia a quella che in politica si chiama processo di democratizzazione.

La democrazia si sa, si costituisce lentamente e presenta alcuni punti deboli: in primis, la lentezza dovuta alla introiezione da parte delle comunità di principi e di valori che spesso sono discordanti, ma una volta assimilati, essi mantengono il rispetto dei vari punti di vista. Il comun denominatore di questi punti di vista è il principio del rispetto e della cooperazione al fine di libertà.

Bisogna riconoscere che una certa lentezza nella democrazia la penalizza, perché le decisioni possono arrivare in ritardo per il bene di tutti.

Il metodo di cura psicoanalitico permette di amministrare in modo democratico le istanze psichiche conflittuali al fine di ottenere un’unità il più possibile stabile in pieno contrasto con le azioni impulsive. Queste rappresentano le difese evacuative di fronte all’angoscia che però se sono atti importanti portano a comportamenti sado-masochistici. Pensiamo alla patologia di anoressia e bulimia nervosa, all’auto-lesionismo, e al danno sociale come le gang adolescenziali compiute insieme ad atti psicopatici e sociopatici, ecc.

Dal punto di vista politico vediamo la contrapposizione tra autarchia dittatoriale i cui esempi sono numerosi nel passato storico e la più moderna democrazia occidentale che risale dai tempi antichi dei Greci.

Quel che sta succedendo oggi ci ricorda che parte del mondo sta ancora vivendo in un’epoca pre-adolescienziale che compie ancora atti evacuativi.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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E tu come la pensi? Scrivimi un commento o inviami una domanda all'indirizzo roberto.pani@unibo.it...

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