Una Società Sofferente 

Una Società Sofferente 

Pensando al mondo di oggi travagliato da molti disagi, mi viene in mente di associare ciò che sta accadendo al castigo del Dio di Abramo, come nel Vecchio Testamento, e le 7 piaghe d’Egitto che negli ultimi 3 anni sembra abbiano imperversato sull’umanità. La gente si è trovata in mondo dallo stato di sofferenza davvero inaspettato.

Come descritto nell’Antico Testamento, quando Mosè per ordine del Dio di Abramo si apprestò a liberare dalla schiavitù gli ebrei soggiogati dal potere del grande Faraone Ramesse II, si trovò di fronte a un totale rifiuto da parte del grande Re.

Il Faraone respinse con forza l’idea di liberare gli schiavi ebrei, che servivano con il loro massacrante lavoro ad erigere i grandi obelischi e gli edifici dell’intero Egitto. Il grande Re si mette quindi in competizione con il Dio di Abramo e si convince di essere più forte di lui perché protetto dagli dei, quelli che gli egiziani adoravano.

Mosè, che era stato originariamente un valoroso principe egiziano, amato da tutti eccetto che dal invidioso fratellastro Ramesse, aveva scoperto all’improvviso, mentre era a Corte, di non esser di sangue reale, ma di essere figlio di umili ebrei salvato dal Nilo dopo la sua nascita. La storia narra che mentre il piccolo Mosè nasceva in una famiglia di schiavi ebrei, era in atto una sanguinosa persecuzione da parte degli egiziani contro tutti i primogeniti ebrei per scongiurare il temuto messia inviato da Dio, già da tempo annunciato, liberatore della schiavitù.

Preso atto della nuova identità, si unisce definitivamente ai suoi fratelli schiavi.

Ramesse, scoperta allora la vera identità del fratellastro, scaccia Mosè, sebbene ormai nei panni di schiavo dall’Egitto affidandolo al mortifero deserto.

In seguito Mosé, investito da Dio proprio come gli egiziani temevano, si rivelerà egli stesso il salvatore degli schiavi ebrei agognanti la libertà.

Per questo fine Mosè allora ritorna in Egitto per compiere la sua missione comandata dal Signore onnipotente, il quale, per convincere il Faraone a liberare gli schiavi, lancia per ammonirlo le 7 piaghe.

Si narra che l’acqua si trasformò in sangue, rane affamate insorgevano ovunque insieme a zanzare voraci e mosche velenose. Il bestiame si ammalava e moriva, cadeva grandine infuocata, le locuste comparse in sconfinato numero, distruggevano ogni raccolto, le tenebre uccidevano la luce dei giorni, e infine questa volta furono tutti i primogeniti egiziani a morire.

Tali eventi appaiono come metafore del castigo che il Dio di Abramo onnipotente lanciava contro a chi gli disobbediva come Ramesse. Il Faraone infine, dopo tanti piaghe e supplizi  e in particolare di fronte al dolore per la morte del suo primogenito fu infatti costretto a liberare gli schiavi ebrei.

Ai giorni nostri naturalmente le disgrazie che ci son piovute addosso in 3 anni non hanno nulla a che fare con alcun castigo.

Ma abbiamo avuto la SARS 2 (severe acute respiratory syndrome) dovuto da un virus Covid che replicandosi assume continuamente nuove varianti per contagiare meglio i vari corpi dei quali ha bisogno per sopravvivere. Dopo 3 anni nonostante i propizi vaccini, non abbiamo sconfitto il virus che continua a circolare tra di noi…

In contemporanea a ciò, a causa della crisi dovuta alla guerra Russo –Ucraina e dalle connesse minacce atomiche, vengono a mancare in tutta Europa le fonti dell’energia, l’importazione del gas che procura inflazione e recessione economica.  Inoltre l’innalzamento della temperatura terrestre genera gravi sconvolgimenti atmosferici, gravi fenomeni di siccità, di scioglimento dei ghiacciai, di desertificazione dei territori, di incendi boschivi, di violenti nubifragi con grandine. Si diffonde la peste suina, il vaiolo delle scimmie, gravi infezioni da zanzare, il fenomeno dell’assalto da parte innumerevoli e voraci cavallette. Peggiora l’immigrazione dei Paesi poveri, dei profughi di guerra, di mancanza di lavoro adeguato, di povertà diffusa e infine dalla instabilità del Governo che recentemente è caduto.

La società risente tristemente e in modo depressivo di queste sciagure che colpiscono tutta Europa, ma in particolare penalizzano l’Italia, il Paese più a Sud e forse più povero di tutti.

Gli italiani sentono il loro futuro minacciato, i giovani, anche i pre-adolescenti, sono diventati sempre più melanconici e demotivati verso tutto. La popolazione adulta si ritrova più disoccupata di prima e quelli che lavorano vedono i loro guadagni ridotti a un potere di acquisto sempre più inadeguato al costo della vita. Non vedono, né sentono la vita futura in qualche modo costruttiva.

Il numero degli anziani depressi dopo il Covid appare sempre più in aumento perché essi sentono la loro stessa vita accorciata poiché si è ridotta negli ultimi anni della loro vita la qualità del vivere, (modus vivendi), mentre sono coscienti del fato che il loro futuro sarà breve.

Ma come si manifesta la depressione? Ora dopo queste premesse sappiamo che la depressione può avere un’origine endogena, cioè predisposta geneticamente o che riguarda una certa familiarità con essa, oppure depressioni maggiormente connesse agli eventi esterni, in questo caso causati dall’ambiente per i recenti accaduti eventi.

Questa seconda depressione si chiama reattiva perché è la conseguenza di un dispiacere più o meno forte causato da eventi traumatici. Si aggiungono in molti casi eventi oggettivi come la sofferenza per la perdita di una persona cara, oppure per la perdita del lavoro, ecc..

Le depressioni reattive non sono mi veramente pure e spesso sono mischiate con altre patologie. La depressione maggiore, è considerata la più severa perché può render una persona abulica e passiva. Si tratta spesso di una vita vegetativa.

Anche la depressione bipolare che si manifesta con oscillazioni di stati altamente euforici e stati melanconici importanti, è uno stato psichico che causa molta sofferenza.

Certi casi di suicidio e omicidio avvengono in queste situazioni psicologiche borderline considerate severe.

Esiste poi la depressione post-partum, quella senile, quella mestruale, da intolleranza alle minime frustrazioni, da abbandono che può essere vissuto come catastrofico e tante altre.

Nella depressione moderata, caratteriale, si possono sperimentare sentimenti di rinuncia costante a intraprendere qualcosa di nuovo, malinconia, lamento del senso della vita, auto-svalutazioni, auto-sabotaggio, (se faccio bene qualcosa, debbo pagare facendone male un’altra).

In queste persone predomina la passività, il diniego delle proprie emozioni, oppure al contrario, atteggiamenti aggressivi, sarcastici, fortemente critici, trionfantirabbia, disprezzo per tutto.

La società in Europa degli ultimi 3/4 anni, prima dello scoppio della guerra russo-ucraina, sembrava riprendersi da un punto di vista economico e quindi anche psicologico, mettendo in atto una rinascita che assomigliava al dopo guerra dei primi anni 50 alla fine della seconda guerra mondiale. Le piccole grandi industrie, quelle che erano riuscite a sopravvivere durante il periodo di chiusura totale a causa del Covid, sembravano riprendere più del previsto.

Il turismo era in pieno boom. Questo principio di ripresa portava con sé un certo ottimismo e una  certa illusione di ritorno a alcuni valori quasi dimenticati. Il futuro sembrava riconfigurarsi agli occhi di molti italiani.

Ma il contagio purtroppo ha preso a ricomparire rapidamente con la Sars 2 e l’aggiunta di altri virus che sembrano circolare in Europa.  La guerra tanto incredibile e inaspettata quanto reale e sanguinosa ci ha tutti sconvolti. La crisi economica che si prospetta per alcuni giovani è sconcertante perché non offre illusioni per il futuro.

La prospettiva del iper-riscaldamento terrestre offre una visione apocalittica: deserti da un  lato e dall’altro innalzamento di 8 metri dei mari se tutti i ghiacciai del mondo si sciogliessero… Spodestando i territori del globo i virus che governano il mondo da sempre si riprenderebbero i loro diritti di esistenza e di conquista degli spazi nutrendosi gradatamente di corpi animali e umani dei quali avrebbero bisogno per sopravvivere. Le crisi climatiche renderebbero la nostra esistenza alquanto difficile …

I valori tradizionali di un tempo sarebbero smantellati e non ci aiuterebbero più a interpretare la  vita umana.

Penso a una società sofferente che cerca di sopravvivere tramite una scienza sempre più sofisticata e che riuscirà a vincere la vita a creare nuovi valori, ma quando?

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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E tu come la pensi? Scrivimi un commento o inviami una domanda all'indirizzo roberto.pani@unibo.it...

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