La disforia di genere è in buona parte un effetto del disturbo d’identità di alcuni giovani

La disforia di genere è in buona parte un effetto del disturbo d’identità di alcuni giovani

Alcuni preadolescenti  attraversano fasi esplorative alla ricerca della loro identità che non sempre portano a chiarezza sul loro genere sessuale-

Che cosa è l’identità di genere? Il ragazzo si domanda: chi sono io intimamente e  veramente? Sono sicuro di essere maschile ? Ogni tanto mi piacerebbe sentirmi donna!?. La ragazza si pone le stesse domande profonde e la sua percezione di Sé può essere estesa al di là degli organi sessuali finisce e così per essere dominate.

L‘orientamento sessuale invece riguarda il desiderio, l’eccitazione, l’affascinamento da parte di una persona, per esempio un insegnante dello stesso sesso, cosicché fantasia dopo fantasia alimentano una convinzione di avere un certo orientamento sessuale che alla fine viene  messo in atto ripetute volte. Non si può dire che certe sensibilizzazioni non siano, se vogliamo, anche nate per caso nell’ambiente dei parenti, ma è difficile affermarlo con certezza e nemmeno può escludere  che un certo intreccio, biologico, psico-ambientale contribuisca all’orientamento sessuale.

La disforia di genere può qualche volta manifestarsi durante la preadolescenza e adolescenza  quando un ragazzo /a non si indentifica nel proprio sesso biologico. Spesso la compagnia dei pari potrebbe prendere in giro in modo scherzoso o in modo bullistico il ragazzo sensibile svalorizzando la propria virilità o emarginando dal gruppo chi soffre di inferiorità tra i compagni. Secondo gli studi del Ministero della Sanità la disforia di genere sarebbe in aumento di circa il 5% in tutto il pianeta e in Italia il fenomeno appare addirittura cresciuto del 30%. Bisogna però controllare se questo aumento sia dovuto a una maggiore possibilità di esprimersida parte di alcuni giovani  oppure ad un aumento della coscienza di sé e non alla negazione di un tempo quando la vergogna prevaleva indiscutibilmente su questi argomenti.

A mio parere alcuni ragazzi con disturbi di insicurezza potrebbero optare per un genere sessuale opposto al loro originale biologico per dare una svolta decisa alla loro vita poiché è vissuta molto grigia, trasparente, confusa altre parole insopportabile

Ci sono ragazzi che dovendo gestire la loro corporeità sessuale non sono in grado di assumersi la responsabilità nel ruolo attivo e di protagonisti in intimità con il partner e e si sentono bigender, trans-gender o gender-fluid.

La paura della sessualità risente di una improvvisa caduta dei tabù di un tempo della fanciullezza  che fa percepire come scontata una sorta di disinvoltura nei rapporti di sesso. Questi atti sessuali vengono mentalmente in modo seccoe dissociati dai sentimenti e tale atteggiamento tende aa permanere per tutta la vita. Se il sesso è tenuto lontano dai sentimenti, emozioni ed affetti risulta più agevole mantenere una varietà di performance sessuali mista con persone di gender-fluid.

Molti ragazzi si sentono inadatti a tutto e contemporaneamente percepiscono una forte responsabilità nel mostrare di essere padroni del sesso, come se dovessero dare prova della loro decisa identità maschile o femminile.

Durante il Covid la vita sociale è cambiata: a parte il periodo di ristrettezza e costrizione forzata  domestica ,spesso piccoli alloggie sovra popolate costretti a una ristrettezza durata alcuni mesi durante i quali la socialità è stata sospesa per tutti. La conseguente prigionia ha provocato un sentore di isolamento da un lato, e un senso di passività e rinuncia dall’altro. Alcuni giovai hanno dichiarato di non aver voglia di alzarsi dal letto tanto la passività si era impadronita di loro. Il rapporto sociale a quella età è assai importante per aiutare a gestire eventuali insicurezze attraverso significativi confronti, cosicché  la frequentazione sociale aiuta a ridurre l’insicurezza e ad abituarsi a sentirsi più forti e degni di spazi psichici conquistati. Purtroppo il virtuale dei social è subentrato prepotentemente in tutte le relazioni. Lo smarphone, i tablet, e i computer hanno creati un setting di comunicazioni dove l’altro e gli altri sono fisicamente lontani.

I giovani si abituano a questo setting e stabiliscono a rapporti virtuali le cui risposte sono spesso compensative e seducenti perché elargiscono like, mi piace ecc, creando false amicizie con chi non si conosce, ma in tal modo, l’illusione allontana i contatti diretti più difficili umanamente da gestire.

Persino il lavoro è diventato in molti casi telematico e persino una certa psicoterapia o consulenze tecniche promotrice di consigli non gratuiti (non certo quella psicoanalitica), invade il mercato promettendo di guarire le persone con suggerimenti e protocolli. Esistono i vari chat GPTchat. com, metallaro o Bing (intelligenza artificiale) che offrono psicoterapie gratuite, se vogliamo chiamarle con un nome sbagliato. Sono in realtà solo potenti strumenti per velocizzare statisticamente il calcolo di dati numerici con molte varianti, assai utili per la scienza come la ricerca medica, finanziaria o ingegneristica e per l’industria, ma non per aiutare l’essere umano da un punto di vista psicologico le cui emozioni e fantasie sfuggono all’IA.

La società consumistica ha in buona parte annullato i tradizionali valori culturali. Nei social circola molta informazione spesso superficiale, riguardo a chat che si uniscono creando un mondo a sé e uniformandosi a giudizi che sono guidati da alcuni leader che sollecitano giudizi grotteschi, stereotipati e ripetitivi nonché buffale.

La cultura scolastica si è molto abbassata. Gli insegnanti a parte alcuni che sanno ben fare il loro mestiere, come certi padri diventano complici dei bisogni degli alunni che richiedono di stazionare nella cosidetta confort zone. La scuola tende a diventare più superficiale o sempre più nozionistica dove il senso da assorbire quella che rende culturaumana, nel senso di esercizio del pensiero viene trascurato.

Il nozionismo è costituito da un insieme di informazioni che presto svaniscono omologando le mentalità dei giovani a modelli sempre piè in linea con l’intelligenza artificiale. Non tutti gli insegnanti sono motivati ed esperti nella comunicazione empatica  e spesso si limitano a seguire un programma in modo rigido che demotiva gli alunni a pensare con un pensiero critico.  L’empatia dei vecchi maestri che sono ricordati dagli anziani ex-studenti come dei capisaldi delle loro preziosa impostazione di vita stanno sparendo e al loro posto crescono i modelli fatti di paradigmi, studi di crescita esponenziale, di protocolli, di algoritmi, di test a multiple choice che promettono certezze indiscutibili per il futuro cosicchè molti credono di possedere il mondo.

L’intelligenza emotiva quella che stimola fantasia e creatività e mettersi nei panni degli altri, viene sempre più sacrificata. La cultura rimane quella dei numeri, il mondo è conosciuto attraverso i numeri, la finanza, il profitto. La cultura come impostazione della mente verso l’analisi delle cose sta sparendo. Persino la psicoterapia psicoanalitica che nasce come analisi profonda del mondo interiore con lo scopo di permettere l’apertura verso i significati latenti per consentire la metabolizzazione dei conflitti inconsci, viene snobbata. Viene sostituita da interventi che suonano come terapeutici ma che assomigliano ai più che diffusi addestramenti in ogni settore della vita sociale. Sempre più spesso pubblicizzano strategie per trovare soluzioni con il metodo dei problem solving che insegnano in realtà ad andare avanti.nella vita senza vedere dove realmente si sta andando.

Molti giovani escono dalla casa ei genitori per timore di deluderli seguendo esempi che promettono successo tutto e subito. Altri giovani adulti rimangono nelle case familiari alimentando la sindrome del nido pieno e convivendo con genitori ormai molto anziani.

Le modificazioni sociali in atto negli ultimi anni sembrano aver reso questi passaggi più complessi, anche per il tipo di rapporto che i genitori instaurano con i figli, Si tratta di un  rapporto che non permette una vero dialogo con sana ribellione di contrasto in quanto spesso la loro presenza psicologica è priva di spessore e la ribellione diventa un atteggiamento sterile. I ragazzi di conseguenza spesso si trovano in difficoltà  a costruire un solido senso di Sé. In questi casi si rivolgono altrove e fanno incontri non sempre arricchenti.

Tutto ciò porta ad insicurezza, confusione nei giovani privi di riferimenti attendibili che stazione tra il virtuale e un mondo pieno di false promesse. In altre parole, i giovani per lo più vivono una profonda crisi d’identità. Sperimentano fragilità, solitudine e disorientamento.

.In questo contesto riuscire a definirsi al di là del proprio sesso biologico, diventa estremamente importante per gli adolescenti  poiché rappresenta un aiuto per affrontare la realtà, un modo per essere visti ed essere nella mente dell’altro.  Il corpo, così, passa in secondo piano per far posto a qualcosa di più profondo, — ttant’è che alcunii adolescentisiano più frequentemente inibiti sessualmente –, un’identità complessa che deve essere definita per far sì che venga del tutto accettata.

Non avendo gli strumenti e i mezzi necessari per affrontare le trasformazioni in atto in questo periodo così delicato della vita, alcuni ragazzi cercano di esprimersi e autodeterminarsi per offrire una cera consistenza e supporto a se stessi attraverso il corpo biologico. E se il mio corpo maschile fosse orientato al femminile o viceversa? Spesso sento quel che le ragazze sentono le stesse cose anche loro e me lo dicono. Ecco perché sono cosi confuso … se diventassi donna sarei pià sicuro di me…. Il gender fluid si trasforma per alcuni giovani una àncora alla quale non possono rinunciare. Si tratta di sintomi di una profonda cresi d’identità. Operare chirurgicamente ? Mai e poi Mai !!

Intraprendere un percorso con un psicoterapeuta preparato può rivelarsi molto importante per acquisire coscienza di Sé, riconoscere la propria identità di genere e prendere le distanze dai facili commenti .

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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E tu come la pensi? Scrivimi un commento o inviami una domanda all'indirizzo roberto.pani@unibo.it...

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