Dispareunia o dolore sessuale

La dispareunia è un dolore vaginale o pelvico che sorge durante i rapporti sessuali può avere cause psichiche come il vaginismo.

Le cause del dolore prima ancora di quelle psichiche, possono essere diverse: disturbi dell’endometrio, scarsa lubrificazione vaginale dovuta a infezioni della ghiandola del Bartolino, carenza degli estrogeni dopo la menopausa, diabete, perniciose lavande vaginali e assorbenti inadatti, sensibilità contraccettiva.

Le cause psicogene nella donna si manifestano quando l’eccitazione sessuale non trova corrispondenza nelle secrezioni lubrificanti che appunto ostacolano la penetrazione dell’organo maschile.

Nella donna la vulvodinia, diventa un disturbo che si evidenzia in seguito all’assenza prolungata di contatti sessuali di coppia.

Questo disturbo purtroppo genera problemi psichici nella coppia e disturba la qualità del rapporto in genere durante la convivenza.

I preliminari frettolosi, la compulsività dei rapporti e anche la scarsa compatibilità anatomica (pene troppo piccolo, troppo grosso, troppo lungo) possono essere cause aggiuntive alla dispareunia, più o meno considerata severa.

Nel manuale diagnostico DSM-V la diagnosi differenziale è importante per la cura da adottarsi

La dispareunia è calcolata tra il 13-15% delle donne in età fertile e fino al 45% delle donne in post-menopausa.

La dispareunia in post-menopausa oltre a essere frequente può generare l’atrofia della parete vaginale e quindi secchezza vaginale, perdita di elasticità e di spessore.

Non bisognerebbe trascurare questo disturbo che si trascina addosso molte incomprensioni di coppia oltre che una personale frustrazione della donna.

Il rischio specialmente in una giovane coppia, consiste nell’alimentare un circolo vizioso.

La frustrazione della rinuncia al rapporto coitale da parte di entrambi i partner sposta l’interesse verso rapporti anali compulsivi che non soddisfano la donna e in qualche caso, possono generare la sensazione di essere sottomessa passivamente e violentemente per non deludere il partner maschile.

Il nervosismo della coppia si diffonde ad altre situazioni di convivenza dove si richiederebbe la complicità o un minimo di collaborazione, ma in molti casi prevale una certa vendicatività reciproca che si protrae all’infinito.

Alcune situazione psicologiche conflittuali possono mal disporre, sia la donna sia l’uomo, spesso richiedente sessualità meccanica e immediatamente gratificante con una certa avidità non accettata dalla donna.

Anche problemi con figli, difficoltà economiche, di amministrazione della casa, sprigionano un bisogno di potere latente e inconsciamente tenuto nascosto che si associa alla competizione da parte dei partner. Tutto ciò si traduce e si sposta sul teatro sessuale della sera/notte.

Nella coppia possono con il tempo rivelarsi violente divergenze di visione della vita, della complicità.

L’attenzione che con il crescere dell’età che andrebbe rivoltai bisogni del partner, spesso si sposta verso i genitori di uno del partner che sempre più anziani richiedono cure, mentre aumenta la trascuratezza verso il compagno che reclama disinteresse.

Anche questi aspetti aggravano il desiderio sessuale con possibile psico-somatizzazioni all’organo dell’apparato femminile.

Anche l’uomo può accusare dolore genitale nel corso di un amplesso sessuale, o immediatamente dopo l’eiaculazione. Si parla di dolore sessuale dopo il coito.

Il dolore nell’uomo può riguardare il frenulo troppo corto che, come si sa, è la sottile membrana che collega il glande e il prepuzio. Spesso è impedita la fuoriuscita del glande della pelle del prepuzio. Ciò è dovuto alla scarsa elasticità della pelle che essendo rigida non permette lo spazio e quindi il gioco di movimenti. In questo caso si genera una fimosi quando il prepuzio è retratto e serrato ad anello.

L’induratio penis mantiene la fibrosi della tunica albuginea che é la membrana che riveste i corpi cavernosi del pene.

Durante l’erezione il pene appare ricurvo con relativa infiammazione dell’apparato genitale per la frizione del glande, eventualmente aggravato da un’imene resistente, dalla secchezza della vagina e, se accade, dalla riduzione del lume vaginale.

Per tutto quanto descritto ci sono soluzioni e niente è irreversibile. Creme lubrificanti, attutiscono certe difficoltà di penetrazione, maggior sensibilità e immedesimazione verso l’altro compagno aiuta molto.

La necessità di rivolgersi al sessuologo, oppure al ginecologo e all’andrologo, infine allo psicoterapeuta completano il trattamento per migliorare le disfunzioni dolorose e escludenti una vita sessuale sana.

 

 

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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