Pianti per la morte di personaggi famosi

La domanda che molti spettatori della rete dei giornali e della TV si pongono è:

quanto sono sincere le persone che si addolorano per la morte di personaggi famosi e piangono la loro morte?

Inutile è costatare e ribadire che la gente si identificacon molti personaggi che vede spesso al cinema o specialmente alla televisione.

Perché?

Ciascuno trova nella persona un proprio personaggio interiore che è già in lui e che l’attrice o l’attore, il cantante o il presentatore o il politico oppure lo sportivo gli rievocano.

Dopo un po’ di tempo infatti, la familiarità con quel personaggio che è visto spesso è tale che potrebbe rappresentare per chi lo approva o lo ammira affettivamente molto di più di un caro parente o caro amico.

I personaggi interiori che ospitiamo nella nostra mente derivano dalle esperienze  emotive del passato che abbiamo provato e che si sono accomodate tra loro costruendo come una specie di tessuto psico-affettivo che permane come punto stabile di riferimento.

Verso gli amici e parenti i nostri sentimenti sono tanto scontati quanto ambivalenti e conflittuali: verso i personaggi che non conosciamo l’ambivalenza é molto meno presente, proprio perché non siamo in contatto e non li conosciamo da vicino in modo da interagire.

Sono simpatici e o antipatici. Li cerchiamo in TV o al cinema, oppure li evitiamo definitivamente.

L’identificazione introiettiva e proiettiva è un meccanismo psichico con cui creiamo un contatto più o meno forte con il personaggio.

Mi piace molto, oppure non lo posso vedere è ciò che molti fandicono verso uno di loro che appare in TV oppure al cinema.Vado a vedere quel film perché c’è un attore o attrice che adoro – dicono molti spettatori- Lui/Lei sono un mito unicoe irripetibile.

La nostra mente funziona con vissuti che danno il colore alla vita.

L’ego deve conversare emotivamente con alcuni derivati delle emozioni che sono questi interlocutori interni che costituiscono tutti insieme i nostri vissuti del mondo circostante, cioè del reale.

Il reale sta immediatamente attorno a noi e non è la realtà esterna la quale non può essere modificata, per esempio, le divinità, la geografia del mondo, ecc.

I personaggi famosi sono nell’area del nostro reale psichico.

Potremmo veramente conoscerli e interagire con loro. Non sono toccabili, ma potrebbero esserlo!

Alcune persone godono di immaginare ciò che vogliono quando vedono un personaggio, si affezionano e aderiscono affettivamente tanto da pensarlo continuamente e credono di amarlo.

Dipende dalla loro suggestionabilità che deriva dai personaggi interiori quanto lo possono adorare come un idolo!

Certo le frustrazioni subite in passato contano nel far si che il personaggio sia molto coinvolgente e importante

Non c’è da meravigliarsi che la sua morte costituisca un serio lutto.
La rete diffonde la notizia e così fanno tutti media,.

Si tratta a volte  di una notizia nazionale e internazionale che compare sui tabloid.

Pensiamo alla morte di Aldo Moro, di Alberto Sordi, di Mike Bongiorno, di Virna Lisi, di Pino Daniele, di Steve Jobs, Joe Cocker e in ultimo di Fabrizio Frizzi.

Se volete i media enfatizzano in base ai riscontri di successo prolungato dei personaggi quando erano in vita e investono sulle immagini forse più del necessario, ma sappiamo che in parte tutto diventa indice di ascolto, di audience.

Spesso non è sincera la sofferenza della gente per il lutto, perché è pilotata dall’esterno, ma in parte può essere sincera per le ragioni che ho cercato di rendere.

Siamo comunque all’epoca dei social

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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