I giovani e i nuovi sport del rischio.

Si sentono e leggono notizie su incredibili acrobazie che soltanto alcuni giovani stanno coltivando e che sembrano a noi assurdi.

Eravamo ammirati quando gli uomini militari e sportivi si gettavano con un paracadute che si apriva specialmente quando il temerario decideva di aprire all’ultimo momento, sino all’ultimo istante implicando un grave rischio.

C’era il funambolo famoso, che muore recentemente, che ha impiegato tutta la vita per dimostrare che era lui stesso l’unico al mondo ad attraversare percorsi sulla fune da brivido, attraversando ponti lunghissimi essendo le sponde collegate solo da una fune.

Si tratta di Henri Rechatin. il funambolo più famoso del mondo.

Pensate che era l’uomo che ha sfidato la morte centinaia di volte, rimanendo in bilico sul vuoto, è morto ad 82 anni. Il funambolo francese, famoso con il nome di Henry’s, è noto al grande pubblico per le sue spettacolari imprese.

Alpi, Russia, Grand Canyon, in qualsiasi posto del mondo dove ci fossero delle altezze da sfidare, lui si è messo in bilico nel vuoto e ha lasciato tutti a bocca aperta.

Il Bungee jumping rappresenta un’altra emozione tanto forte quanto straziante e in fondo pericolosa!?

Chi si getta da una’alta montagna: un 30enne di Spilamberto ha perso la vita nella giornata di ieri precipitando per oltre 200 metri di quota.

Il giovane stava praticando slackline, uno sport estremo che comporta il passaggio tra due montagne camminando su una corda.

Un cavo d’acciaio lungo 1850 metri, un minuto e mezzo di divertimento puro, … Si parte da Pian d’Arla e si arriva all’Alpe Segletta, nella splendida valle …

Il delta plano, o aquilone, è un mezzo molto eccitante per i giovani, anche meno giovani che si buttano per l’avventura di volare.

Che dire dell’uomo uccello, che con una speciale attrezzatura tecnica a forma di uccello volante si butta da alte vette per raggiungere, come un proiettile umano la terra in un punto sicuro?

Da parecchi anni in Brasile, e poi in tutto il mondo, i giovani hanno inventato lo sport che consiste nel saltare dal tetto di un treno in corsa verso un altro treno e un altro amico, proveniente dal treno opposto, scambia il salto venendo sul treno da cui si lancia il primo.

Un perfetto scambio quando riesce!

Rischioso è dire poco, sebbene l’esercizio continuo migliori la prestazione e riduca il rischio.

Ci sono giovani che scattano foto e self da sotto il treno che scorre, sfidando qualche sporgenza meccanica che potrebbe agganciare gli audaci e potrebbe ucciderli straziandoli sul colpo.

E quelli che scattano foro davanti al treno all’ultimo istante immaginando di salvarsi, venendo via dai binari in tempo all’ultimo decimo di secondo?

Perché tale autolesionismo da parte di alcuni giovani?

Si tratta ovviamente di ragazzi che quando non sono pieni di pastiglie stupefacenti eccitanti, sono affamati di adrenalina, noradrenalina, cortisolo, dopamina, e altre catecolamine dalle quali poi dipendono compulsivamente e delle quali non possono più fare a meno.

Debbono essere costantemente eccitati, euforici, ipomaniacali, sopra le righe.

Lo stato di perenne eccitazione serva a loro per non pensare a se stessi, al loro futuro a situazione psichiche traumatiche e per ottenere ciò, sfidano la morte.

La accarezzano per dire di essere superiori di saperla prenderla in giro e la vincono, sopravvivendo ad essa.

Se si sono salvati dal pericolo che hanno corso, ogni giorno è guadagnato

Questi giovani, si può capire, non hanno in sé alcun progetto. Questi ragazzi non si pensano nel futuro.

Il futuro è quel che sentono in quel momento, sono eroi coraggiosi.

Alcuni muoiono di noia, di vuoto psichico, di non senso.

Certo non tutti loro sono pieni di noia, alcuni sport rischiosi come il delta plano non implicano quanto ho appena ipotizzato e le eccezioni esistono sempre.

Il nikilismo è all’ordine del giorno, come dice il filosofo Galimberti, replicando Friedrich Nietzsche, per cui i valori, i punti di riferimento, il senso di Sé , la propria identità deve ancora essere disegnata, ma è affermata solo con il corpo e rischio mortale, perché il corpo è l’unica res che possiedono e che possono mercanteggiare con la vita-morte.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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