La passione sessuale non corrisponde sempre all’amore

I nostri corpi sono preordinati per provare piacere, orgasmo e varie sensazioni erotiche nelle zone erogene attraverso varie modalità.

Procurarsi piacere significa lasciare andare in circolo endorfine e serotonina

Le endorfine sono ormoni che regolano una rete interna di sensazioni di piacere: è considerata una delle più importanti scoperte del secolo scorso, avvenuta in particolare nel 1975 da parte dello scozzese Heghes.

Le endorfine sono prodotte da alcune strutture nervose periferiche che attivano gli stessi recettori che subiscono l’influenza della morfina e di alcuni oppiacei.

L’ormone del piacere viene prodotto, inoltre, in altre zone del corpo: le cellule destinate alla sua produzione si trovano nelle ghiandole salivari, nelle ghiandole surrenali, nell’ipofisi, nel tratto gastrointestinale e nella regione pelvica.

L’organismo provvede alla sintetizzazione delle endorfine partendo dagli aminoacidi presenti nelle proteine contenute negli alimenti assunti con la dieta.

Attualmente si conoscono quattro distinte classi di endorfine, dette rispettivamente: alfa, beta, gamma e delta.

Al sistema delle endorfine appartengono anche le encefaline, che sono classificate in maniera separata perché vengono liberate da terminazioni nervose diverse.

Tra le endorfine, la serotonina funziona come antidepressivo.

Il benessere gioioso è sollecitato sia dall’atteggiamento psicologico positivo che da quello negativo: in altri termini, ciò influenza il secreto delle endorfine e della serotonina. Quest’ultima, in particolare, subisce le variazioni di quantità e durata a causa di ansia, dolore e umore triste.

Gli ormoni del piacere sono anche sollecitati dall’alimentazione e altro, per esempio dal cioccolato che contiene ossitocina e potassio, che contrastano il cortisolo e l’acetilcolina, che invece producono stress.

Inoltre procurano piacere, cioè la circolazione delle endorfine, anche spezie come: peperoncino piccante, cannella, zafferano, curcuma, zenzero; alimenti come: noci e ostriche; pratiche come: massaggi con oli essenziali, ascolto di musica, danza, sport, esposizione (modesta) alla luce dei raggi solari, cromoterapia, aromaterapia; infine gli estrogeni femminili e il testosterone maschile.

Quando due persone si piacciono al punto da accendere fantasie mentali (che offrono sensazioni eccitatanti) la probabilità che abbiano un rapporto sessuale è molto alta. Così diventa molto facile interpretare quel piacere reciproco come prova di amore.

Non si può certamente negare che tale complicità venga assunta come intesa comune o reale apprezzamento, che eleva l’autostima personale e che offra un gran benessere, anche psicologico.

Il fatto che il corpo costituisca la base primaria del Sé offre un senso di sicurezza e di conferma che non è equivocabile. Non si teme che l’altro possa mentire o fingere un apprezzamento che non c’è nei fatti.

Ma bisogna considerare che la mente accetti l’altro molto più completamente, cioè in tutta la sua interezza: l’altruismo, la disponibilità, il modo di pensare, una certa introspezione nel comprendere i sentimenti e le emozioni, fanno sentire al partner di essere compresi e di sentire condivisa quella che Platone e altri filosofi chiamano Anima.

Ci sono amori ispirati alla genitorialità, cioè da parte di donne che vivono il compagno come se fosse un padre devoto e rispettoso della compagna che riveste una sorta di ruolo di figlia. Un altro esempio è rappresentato da uomini che sentono la partner come una sorta di madre, anche se non esclusivamente, ma soltanto in alcuni momenti importanti.

Amare significa in qualche modo ritrovare la propria unità con l’altro e il mondo intero, una completezza che conferma il senso della nostra vita. Essere soli, pur essendo in relazione con qualcuno, può far sentire che manca qualcosa.

La passione sessuale è importante, ma non è detto che significa contemporaneamente amore.

Esiste amore anche senza sesso, anche se non è tanto condivisibile, quando si è ancora abbastanza giovani.

Tuttavia solo l’amore, anche se il sesso è molto ridimensionato, rimane a noi sempre interiorizzato, perché l’esperienza, specie se ha attraversato una lunga vita, rimane a volte in modo ambivalente, per sempre in noi stessi.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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