La burocrazia in Italia

La burocrazia in Italia

E’ noto che i Paesi del Nord Europa godono di un governo burocratico assai lieve, i documenti richiesti dai cittadini sono ottenuti in poche ore e le autocertificazioni costituiscono la prassi di ogni operazione con i vari Ministeri, le Banche, ecc..

Questi Paesi come  i Baltici, gli Atlantici, gli Scandinavi come la Danimarca, la Svezia, ormai sono governati in base a un concetto di democrazia che è nucleare, compatta e quindi solida insita nella maggior parte della gente.

Certi principi non vengono nemmeno messi in discussione al Parlamento e al Senato perché sono talmente radicati nelle menti di quasi tutti i cittadini cosicché il senso civico è ben distribuito nella comunità. E così le leggi trovano l’applicazione pratica senza troppi conflitti perché coincidono con il buon senso di quasi tutti gli individui.

La Nazione italiana  ha trovato la sua unità solamente nel 1870 con la breccia di Porta Pia e solo allora Roma ha potuto essere la capitale d’Italia.

Ma in passato l’Italia non è mai stata unita. Infatti dopo la caduta dell’impero romano d’occidente nel 476 P.C.N. per opera di Odoacre re degli Ostrogoti, Roma e la penisola italica hanno sopportato parecchie invasioni e sottomissioni a tante altre potenze straniere, come Francia, Spagna e poi l’impero germanico.

Il regno Borbonico di Carlo si insediò in Sicilia nel 1774, poi con il Re Filippo V che governò Napoli. Con i Borboni a Napoli la pubblica amministrazione o la macchina dello Stato già a quei tempi appariva pignola, pesante, meschina, ingiusta, contro il cittadino, insomma assai negativa.

Per questo forse l’ordinamento giuridico napoletano fu azzerato, ma le leggi borboniche sopravvissero per parecchi anni, fino a quando Napoleone III inviò a Napoli una speciale commissione di giuristi e di alti funzionari affinché studiassero la chiarezza e la giustizia di quelle leggi.

Fu così che nel 1902 lo storico inglese Bolton King affermò che nessun Stato in Italia poteva vantare istituzioni così progredite come quelle del Regno delle due Sicilie.

Forse le leggi borboniche erano meticolose e regolavano e controllavano ogni aspetto della vita sociale, ma era anche farraginose, puntigliose e le loro esecuzione era compiuta da amministrativi che controllavano la burocrazia in modo ottuso e decisamente esasperante.

Non ci deve sorprendere che lo Stato come l’Italia che è stato completato nei suoi territori con Roma capitale nel 1870 e con l’irredentismo cioè con l’acquisizione di Trento e Trieste solo nel 1918, abbia un’identità politica alquanto frantumata considerando gli altri Stati Europei.

L’Italia è fatta di tanti piccoli Stati con culture assai diverse delle quali il Paese può essere orgoglioso, ma politicamente gli italiani sono molto individualisti e non amano essere controllati perché storicamente diffidenti verso le Nazioni che occupavano la loro terra.

Pensiamo alle guerre contro lo straniero che non son mai mancate includendo il Risorgimento!

In cento anni vediamo che l’Italia è unita di fatto grazie alla Costituzione che vale lungo tutto il territori nazionale, ma certo la sua democrazia sembra ancora molto giovane rispetto agli altri Paesi del Nord Europa. Forse per questo la macchina burocratica non si è molto evoluta dai tempi dei Borboni. Vige in tutta la nazione il controllo su tutto attraverso la burocrazia che corrisponde però ad una altrettanta tendenza alla trasgressione da parte di molti cittadini a casa della eccessiva pressione della machina statale.

Le leggi italiane sono state rimodellate nella nuova Costituzione che l’hanno resa più moderna virtualmente adatta ai tempi, ma non saprei dire sino a che punto la burocrazia risenta ancora con nostalgia dell’antica burocrazia borbonica.

Questo, a mio parere, può spiegare per quale motivo i Paesi del Nord Europa rispetto alla pandemia abbiano ottenuto discreti risultati, seppur con tanti morti, ma senza compromettere le loro economia in modo importante.

Molti cittadini e testimoni dei Paesi del Nord sopracitati hanno dichiarato che i loro governanti sin dall’inizio sono intervenuti tramite i social media diverse volte, interrompendo le trasmissioni TV per emergenze Covid-19.

I governanti hanno sempre dichiarato senza obblighi sociali, con messaggi  chiari e accorati alle comunità di stare attentissimi alla propagazione del Virus, di mantenere le distanze di sicurezza, di indossare la mascherina e lavare spesso le mani.

Gli stessi testimoni hanno confermato che le popolazioni ha preso per lo più molto sul serio i messaggi di emergenza e hanno mostrato di aver compreso l’importanza delle dichiarazioni del Governo e di essersi attenuti ad osservarle con scrupolo.

Chi vive in questi Paesi ha dichiarato che i messaggi statali hanno unito la maggior parte della gente che con dignità e anche orgoglio ha dato un contributo ad altri che chiedevano in qualche modo un aiuto.

Si sa che in tutto il globo c’è sempre e sempre ci sarà una percentuale variante da Paese a Paese di proteste e di trasgressioni agite per esempio dai negativisti e da chi sente perseguitato da ciò che non si vede come il Virus. Il disturbo della dissonanza cognitiva consiste nel fatto che la paura, trasformata in terrore opera un confusione tra principio di realtà e razionale e stati emotivi dilaganti.

La vita commerciale, industriale e culturale è continuata in questi Paesi europei quasi come sempre: le precauzioni sono state osservate con coscienza, ma spesso comunque bisogna ammettere che il virus in seconda istanza ha anche colpito forte. I governi allora hanno proposto ulteriori cautele e comportamenti emergenziali sempre consigliando, ma non obbligando a forzate restrizioni che hanno in seguito portato ancora a nuovi miglioramenti.

Il nostro Governo non si è azzardato a trattare gli italiani come gli altri Paesi del Nord perché non si è fidato della comunità.

Ha preferito agire al sicuro trattando la cittadinanza come se tutti fossero quasi  infanti e prescrivendo ordinanze scolastiche  rigorose, nonché chiusure sociali continue.

L’economia del Paese è e sarà allo sbando e non è detta l’ultima parola.

Ma capisco, gli italiani che sono individualisti, che sono ribelli, che sono egoisti e che se non si tengono sotto controllo, disobbediscono e si contagiano.

Sarà poi vero??? Ai posteri l’ardua sentenza!

Certo la burocrazia ha dimostrato di non dare una mano alla comunità e ormai non potrebbe essere più odiata per come si comporta .

Ho osservato comunque che dove c’è burocrazia c’è spesso dirigismo politico e viceversa quando la democrazia è forte la burocrazia viene meno.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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