L’intelligenza artificiale può molto aiutare e accelerare la ricerca di quasi tutte le scienze e in molti casi ben altro. La Medicina insieme all’Economia e a tutte le scienze matematico-geometriche, ma non la Scienza Interpretativa.
L’IA infatti è in grado di fornire e sintetizzare infinite informazioni e avviare anche un dialogo riflessivo che segue una logica coerente, seguendo i modelli del pensiero logico-deduttivo ma anche quello analogico umano.
La Psicoterapia Psicoanalitica però è una scienza che nasce empiricamente, e anche come tecnica artigianale. All’inizio si è basata ipotesi che venivano confermate o meno.
Si basa ancora su risultati clinici che confermano le ipotesi teoriche e verificano la efficace e radicale trasformazione delle varie disfunzioni psichiche..
La PP funziona come terapia in modo che esplorando il mondo inconscio si integri oggi sempre maggiormente con le neuroscienze le quali lungo il trascorrere degli anni hanno confermato quasi tutte le intuizioni del passato di Freud e hanno aperto nuove e profonde conoscenze del funzionamento delle dinamiche psichiche umane.
Oggi la PP può a essere denominata come Neuro-psicoanalisi facendo riferimento alla paleocorteccia che fa parte del sistema limbico che regola emozioni e comportamenti primari. In altre parole, l’IA può essere una alleato nella ricerca, ma non un sostituto della cura.
Fattori terapeutici della PP:
La relazione di coppia coinvolge lo psicoterapeuta e il paziente (o cliente). All’interno della coppia si svolgono alcune soggettive psico-dinamiche molto importanti che permettono di rivivere situazioni complesse, ma di grande aiuto per la metabolizzazione di esperienze rimosse, ma anche mai conosciute perché troppo antiche. Per questo fine serve sin dall’inizio che all’interno della coppia analitica si crei da parte del paziente una buona alleanza e motivazione verso chi dirige la cura e desidera portare il paziente ad un importante livello di autonomia.
Sotto questo profilo, si può dire, che il percorso da parte di chi lo inizia corrisponda a un desiderio e motivazione all’auto-cura tramite lo psicoterapeuta che stimola, trasmette messaggi e para-messaggi, indirizza, chiarisce le con-fusioni, interpreta le dinamiche psichiche nascoste che si ravvisano come co-presenti nella relazione terapeutica..
Ciò non toglie che il percorso di cura non preveda ambivalenze senza che queste emozioni più profonde creino troppi disguidi al processo di cura. In realtà l’emergere di tali ambivalenze possono essere di grande aiuto a svelare il transfert, ossia quei sentimenti rimossi o primitivi inconsci che sono stati bloccati, che fanno da sfondo al mondo interno inconscio del paziente e che vengono al di là della relazione reale e professionale, trasferiti sulla figura dello psicoanalista.. Il paziente vive lo psicoterapeuta come se egli l’ombra di ,,,, X
Il vissuto umano è la somma di voci interiori di interlocutori inconsci dell’Ego che derivano dalle esperienze passate (memoria implicita e esplicita) che si sono assimilate e accomodate tra loro generando punti di osservazioni del reale, ovviamente molto soggettivi che vanno ascoltati e compresi profondamente specialmente se interferiscono disturbando lo stile di vita della persona.
Inoltre nella cura è implicita una dimensione creativa, molto soggettiva e particolare, fatta di intuizioni dove l’emisfero destro, deputato alla creatività ed emozioni, è particolarmente attivo.
Questa parte è collegata alla memoria implicita che è talmente primaria e antica che non è mai stata registra ma le esperienze si sono incorporate a livello mente-corpo. La memoria invece di cui parlava Freud , quella esplicita, corrisponde a quella narrativa che può quindi essere rimossa per quanto riguarda alcune esperienze penose o traumatiche.
Entrambe le memorie, implicita ed esplicita sono, in modo diverso, ascoltate in terapia psicoanalitica durante la processualità che questa psicoterapia prevede.
Come può l’intelligenza artificiale sostituire tale mondo inconscio e soggettivo che si attualizza nella coppia psicoanalitica?
Roberto PaniSpecialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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