Psicoanalisi e Spiritualità

Psicoanalisi e Spiritualità

Freud diceva che l‘uomo nulla di più è, e nulla di meno dell’animale… e come tale andava osservato.

Fu il filosofo Friedrich Nietzsche che nella cultura occidentale teorizzò la separazione tra spiritualità e psicoanalisi: da un lato egli teneva in considerazione il punto di vista della filosofia greca includendo quella di Aristotele integrata nel cristianesimo di San Tommaso, e dall’altro il modello dello psichismo scientifico e scientista di Freud che rubava il posto ad ogni sacralità e spiritualità inclusa quella religiosa.

Ma lo stesso Freud era molto empatico e sensibile come persona e seppur medico e rigoroso ricercatore, si ispirava a molti filosofi e antropologi della sua epoca, quali Schopenhauer e Kierkegaard.

Nietzsche nel suo pensiero di filosofo della vita, in parte positivista, considerava però il credente come la specie più grave di nevrotico.

La rivoluzione sessuale e il femminismo poi sembrano storicamente negli anni prender piede dall’idee freudiane sulle pulsioni sessuali considerate alla base dell’autoconservazione ed energia della vita.

Tutto ciò ha portato a un certo discredito di secoli di riflessione psicologica cristiana sull’uomo e sulla sua unicità.

Alcuni psicoanalisti però come Erich Fromm e Carl Gustav Jung trovarono nel sacro invece degli spunti psicologici molto interessanti. Il primo scoprì in Tommaso d’Aquino la perfetta descrizione della patologia narcisistica e del sentimento di inferiorità, il secondo impostò la psicologia del profondo su basi spiritualistiche. Il trauma psichico, secondo Jung non deriva da eventi quelli che Freud descrive durante lo sviluppo infantile, ma da fantasie mitopoietiche attraverso relazioni spirituali divine derivanti dall’archetipo inconscio.

Freud con l’Avvenire di un’Illusione nel 1927 mette da parte la Chiesa e la Religione e così papa Pio XII  condannò apertamente la psicoanalisi perché riteneva potesse sminuire l’uomo a livello dell’animale, a un essere tutto pulsione con immaginazione. Ripristinò la ragione a livello superiore per le capacità di mediare gli impulsi e diede forza alla volontà che deve guidare la vita psichica umana.

La visione di Pio XII riprende naturalmente la grande tradizione psicologica cristiana.

Dall’Illuminismo, al Positivismo sino agli anni della prima guerra mondiale la vita era piena di ingenuo ottimismo e fiducia: forse la rivoluzione scientifica, ma in particolare tecnologica, aveva gonfiato gli animi per poi vedere l’uomo gradatamente decadere sino ai giorni nostri e assistere ai suoi dubbi, angosce d’ogni genere, seppur circondato da ogni bene materiale e tecnologico.

L’uomo di oggi ha bisogno di conforto e di chiarezza, ma anche di spiritualità perché come ho già scritto in precedenti post, sperimenta un senso di vuoto e di solitudine abbandonica.

Certo c’è bisogno di comprendere come si è formata l’idea di se stesso, da quali esperienze psichiche di incontri primari proviene, quali voci psichiche imperano all’interno di Sé.

Noi siamo biologici e neuro-psicologici, con corpo e cervello e la cura per la sofferenza psichica è la psicoterapia, ma l’uomo esprime anche desideri di giustizia, di socialità, di perfezione, di amore per la natura e gli animali e amore di bellezza. L’uomo si rappresenta quindi anche con il suo desiderio di spiritualità e di divinità che non implica necessariamente aderire ad una religione se non a quella che io chiamo la religione dei valori.

Il metodo psicoanalitico sembra fondato sulla confessione, ma in realtà è basato sul raccontarsi. Lo psicoanalista ascolta mille dettagli riguardo alle associazioni spontanee del paziente, ma non ha interesse a giudicare, perché tecnicamente ciò che interessa è ricostruire e costruire insieme al paziente la sua identità di protagonista che cammina bene sulle sue gambe. Pertanto gli eventi umani sono accolti con comprensione e empatia e trattati squisitamente come dinamiche psichiche.

Ma alcuni pazienti all’inizio del lavoro analitico chiedono come comportarsi nella vita quotidiana, ma ottengono dallo psicoanalista un rimando al senso della loro richiesta che indica più che altro la loro passività e l’aspettativa che quel qualcuno li diriga verso …

Il progredire delle sedute porta a diventare piano piano attivi.

Tuttavia possiamo riflettere sul fatto che anticamente era il sacerdote padre spirituale che indicava come comportarsi. Oggi mancano i valori e oltre il disordine mentale e la confusione c’è bisogno di chi li trasmette.

Costatiamo che la funzione antica del padre è assente ovunque.

Il padre spirituale può essere un sacerdote o un filosofo laico che funziona laddove c’è bisogno di credere nella vita. Penso ai filosofi dell’antichità come a modelli ormai icone come Socrate e Platone.

D’altra parte anche i filosofi e i sacerdoti possono aver bisogno dello psicoanalista: a me in passato è capitato di essere di aiuto clinico a qualcuno di loro.

Anche Francesco, l’attuale papa Bergoglio, ha raccontato di aver consultato una psicoanalista nel 1978 e 1979 durante gli anni della dittatura in Argentina, e nel reciproco rispetto delle loro funzioni hanno lavorato assieme.

Ho consultato una psicoanalista ebrea – racconta Bergoglio a chi lo ha intervistato: … per sei mesi sono andato a casa suauna volta alla settimana, per chiarire alcune cose. Lei è sempre rimasta al suo posto. Poi un giorno, quando lei stava per morire, mi chiamò. Non per ricevere i sacramenti, dato che era ebrea, ma per un dialogo spirituale…  Era una persona buona. Per sei mesi mi ha aiutato molto, quando avevo 42 anni… L’esperienza raccontata da Francesco si colloca dunque tra il 1978 e 1979, gli anni della dittatura.

Oggi comunque la psicoterapia psicoanalitica non è condotta più come ai tempi di Freud quando il setting era tanto rigoroso quanto prevedeva sedute quotidiane. Le sedute infatti si svolgevano tutti i giorni incluso il Sabato. L’atteggiamento analitico interpersonale era empatico, ma il setting in genere era assai asettico.

Oggigiorno i meccanicismi di un tempo lasciano il posto all’accoglienza umana che per certi versi può includere una buona dose di spiritualità esistenziale attraverso un dialogo sia inter-psichico sia intrapsichico.

Roberto Pani
Specialista e professore di Psicologia Clinica e Psicopatologia
Alma Mater Sudiorum Università di Bologna,
Psicoterapeuta e Psicoanalista
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